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«Maria,
non imitare mai i poveri uomini che si arrovellano per delle cose tutte
terrene. Essi si danneggiano a vicenda, si uccidono, si nuocciono in
mille modi per cose che non hanno importanza vera, ma che sono grandi
solamente davanti al loro piccolo pensiero terra terra. C’è tanto
spazio nel mio Regno! Infinite sono le dimore che là ho fatte per i
miei eletti!
Vivi, vivi per lo spirito e lascia cadere tutto quello che non è
spirito. Sono scorie senza importanza. Liberatene di tutte, anche della
più piccina. Sii un’anima sciolta, libera, leggera, agile.
Imita gli uccelli creati da Me. Ad una rondine, per riposare un momento
dal gran volo, basta una pagliuzza sulla cresta dell’onda. Basta ad un
usignolo, per cantare, un ramoscello esilissimo, in alto di un albero.
Se anche il mare è sconvolto, la rondine non viene sommersa. Il lieve
filo di paglia è sufficiente per sorreggerla fino al nuovo volo. Se
anche il sole è poco nel fogliame, all’usignolo basta quel ramoscello
per trovare il sole e cantare.
Anche tu usa delle cose della terra come l’usignolo a la rondine. Come
appoggi che aiutano, ma che non sono indispensabili al volo e al canto
e che si lasciano senza rimpianto quando non servono più. Perché è
l’ala e la gola che dànno il volo e il canto, e non la pagliuzza o il
ramoscello.
Anche
per le anime è così. Non è la terra che dà il Cielo, ma è il Cielo che
dà la terra, e della terra ve ne dovete servire per prendere lo slancio
al Cielo, non per mettervi le radici malsane di un attaccamento
colpevole alle cose che non sono eterne. Solo Dio e le cose di Dio sono
eterne e meritano il vostro attaccamento. [...] »
«Spogliatevi
non solo da ciò che costituisce peso di umanità pura, ma anche da
quello che è affanno spirituale. Ora ti spiego cosa è questo, perché tu
non interpreti male la mia espressione.
Affanno
spirituale non è quel tendere sano, con tutte le forze intellettive, a
Dio. Affanno spirituale è quell’ansia che prende talvolta anche le
anime più avanzate nella santità e che consiste nella paura di non fare
a tempo a fare tutto quello, spiritualmente parlando, che si vorrebbe
fare, tutto quello che sembra che Iddio voglia dall’anima, paura di
staccarsi dall’orazione nella tema di non potere gustare quel limpido
ruscello di dolcezza che Io vi invio, paura di non poterlo più
ritrovare.
Queste paure sono ancora un resto di umanità che si infiltra nella spiritualità e le nuoce.
Bisogna
seguire la via dello spirito con fermezza e con calma. Nessuna ansia,
nessuna paura. Sono Io che creo il tempo. Non ne avrò dunque quanto ne
occorre per ogni anima che si affida a Me? Sono Io che faccio fluire in
voi l’onda della grazia; so quindi regolare il flusso della medesima e
mandarvi le mie luci nei momenti più propizi.
Se
siete disturbati nell’orazione non è un motivo di angustia. Basta che
non siate voi, volontariamente, per motivi umani e personali, che ve ne
staccate. In questo caso è certo che la fonte si inaridisce o si svia
su altre anime aperte all’orazione. Ma se il vostro disturbo è causato
da carità di prossimo, non inaridisce in voi la sorgente di luce e non
la svia, ma anzi la aumenta e la attira, perché chi ha la carità ha Dio
e chi ha Dio ha le sue luci.
Perciò tu non essere mai affannata. Prega, ascolta, medita, soffri,
lavora, riposa sempre con calma, fidandoti di Me. Io sono un Ospite
perfetto. So conversare e so tacere a seconda che vedo colui che mi
ospita in condizione di potermi o non potermi ascoltare. Che diresti tu
di un invitato che ti si mettesse alle coste e non ti lasciasse pensare
alle necessità della casa, specie in giorno di invito? Diresti che non
conosce le prime regole dell’educazione e le più comuni necessità di
una padrona di casa. Ma Io sono, Gesù. Perciò so tutto.
Quando il tuo prossimo ti toglie all’orazione e al conversare con Me,
non me ne ho a male e tu non ti devi innervosire. Sii paziente e
caritatevole. Io sarò paziente e silenzioso. Poi, a carità fatta, ti
parlerò più luminosamente di prima. Se invece ti affanni o ti
innervosisci, la luce si offusca come se una nube si frapponesse fra il
tuo Sole e la tua anima.
Fidati, fidati, fidati del tuo Gesù. Per quanto tu mi possa amare, non
mi ami che in misura infinitamente piccola rispetto a quanto ti amo Io.
Dunque fidati. Il mio Pane, che è non solo Eucaristia che nutre, ma
anche parola che istruisce, non ti mancherà mai se tu resti buona e
fiduciosa.»
FONTE:
" I Quaderni del '43"- dettati ( del 25 e 26 giugno) e visioni di Gesù e Maria Santissimi a Maria Valtorta -Ed. CEV.
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