MEDITAZIONE I. - Et incarnatus est de
Spiritu Sancto... et homo factus est. [1]
"Considera
come avendo Dio creato il primo uomo acciocché lo servisse ed amasse in
questa vita, per condurlo poi nella vita eterna a regnare nel paradiso,
a tal fine l'arricchì di lumi e di grazie. Ma l'uomo ingrato si ribellò
da Dio, negandogli l'ubbidienza che gli doveva per giustizia e per
gratitudine; e così restò il misero con tutta la sua discendenza, qual
ribelle privato della divina grazia e per sempre escluso dal paradiso.
Ecco dopo questa ruina del peccato, gli uomini tutti perduti. Tutti
viveano ciechi fra le tenebre nell'ombra della morte. Su di loro
dominava il demonio, e l'inferno continuamente ne faceva una strage
innumerabile. Ma Dio guardando gli uomini ridotti in questo sì
miserabile stato, mosso a pietà, risolve di salvarli. E come? Non manda
già un angelo, un serafino, ma per manifestare al mondo l'immenso amore
che portava a questi vermi ingrati, misit Filium suum in
similitudinem carnis peccati (Rom. VIII, 3). [2] Mandò
il suo medesimo Figlio a farsi uomo ed a vestirsi della stessa carne
degli uomini peccatori, acciocch'egli colle sue pene e colla sua morte
soddisfacesse la divina giustizia per li loro delitti, e così gli
liberasse dalla morte eterna; e riconciliandoli col suo divin Padre,
loro ottenesse la divina grazia e li rendesse degni di entrare nel
regno eterno. - Pondera qui da una parte la ruina immensa che reca il
peccato all'anime, mentre le priva dell'amicizia di Dio e del paradiso
e le condanna ad un'eternità di pene. Pondera dall'altra l'amore
infinito di Dio che dimostrò in questa grand'opera dell'Incarnazione
del Verbo, facendo che il suo Unigenito venisse a sacrificar la sua
vita divina per mano di carnefici su d'una croce, in un mar di dolori e
di vituperi, per ottenere a noi il perdono e la salute eterna. Ah che
contemplando questo gran mistero e questo eccesso dell'amore divino,
ognuno non dovrebbe far altro che esclamare: O bontà infinita! o
misericordia infinita! o amore infinito! un Dio farsi uomo per venire a
morire per me!"
Note:
1 Symbolum in
Missa.
2 Deus Filium suum
mittens in similitudinem carnis peccati... Rom. VIII, 3.
Fonte:
S. Alfonso Maria
de Liguori, "OPERE ASCETICHE"
Vol. IV, pp. 141 - 179, CSSR, Roma 1939
In
preparazione un allegato pronto per la stampa
Le
Meditazioni sono attualmente in integrale formato digitale visionabile
QUI.
Meditazioni in
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