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ESEMPI
DI GESU' BAMBINO
- fatti storici realmente accaduti -
riportati da
Sant' Alfonso Maria De' Liguori

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ESEMPIO
I.
Si narra nel Prato
Fiorito, cap. 401, che una donna divota desiderava
sapere quali anime fossero a Gesù più care; un giorno stando a sentire
la Messa, nell'elevarsi la sacra ostia, vide Gesù bambino sull'altare
ed insieme con lui tre verginelle. Gesù prese la prima e le fece molte
carezze. Andò alla seconda, e toltole dalla faccia il velo, le diè una
gran guanciata e voltò le spalle; ma tra poco vedendola rattristata, il
Fanciullo con finezze d'affetto la consolò. Si accostò in fine alla
terza, la prese quasi adirato per un braccio, la percosse e la cacciò
da sé; ma la verginella quanto più vedevasi straziata e discacciata,
tanto più si umiliava e gli andava appresso; e cosi finì la visione.
Essendo poi rimasta quella divota con gran desiderio di sapere il
significato di ciò, le apparve di nuovo Gesù e le disse ch'egli tiene
in terra tre sorte d'anime che l'amano. Alcune l'amano, ma il loro
amore è così debole, che se non sono accarezzate con gusti spirituali,
s'inquietano e stanno in pericolo di voltargli le spalle: e di ciò era
stata figura la prima verginella. Nella seconda poi le avea figurate
quell'anime che l'amano con amore men debole, ma che han bisogno di
essere da quando in quando consolate. La terza poi era figura di
quell'anime più forti, che benché sempre desolate e prive di
consolazioni spirituali, non lasciano di far quanto possono per
compiacerlo; e queste disse ch'erano le anime a lui più dilette.
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Note:
1 Prato fiorito di vari esempi, lib. 3, cap. 40. Opera di Fra Valerio,
cappuccino veneto, dice il Melzi, nel suo Dizionario di opere anonime e
pseudonime di Scrittori italiani, v. Ballardini. - Nel Prato fiorito,
il racconto comincia così: «Leggesi nello Specchio Historiale..», cioè
Speculum historiale Fr. VINCENTII BELLOVACENSIS, O. P.
ESEMPIO
II.
Riferisce il Padre
Cagnolio (in Conc. Nativ.) appresso il P. Patrign.
(Corona d'esempi ecc.)2 che una religiosa dopo molti peccati giunse a
questo eccesso: comunicatasi un giorno, si trasse dalla bocca la sacra
particola, la pose in un fazzoletto e poi chiusasi in una cella buttò
in terra il Sacramento e si pose a calpestarlo. Cala poi gli occhi e
che vede? vede l'ostia cangiata in forma d'un vago bambino, ma tutto
pesto e intriso di sangue che le disse: E che t'ho fatt'io che cosi mi
maltratti? Allora la meschina ravveduta e pentita, piangendo si buttò
genuflessa e gli disse: Ah mio Dio, mi dimandi che m'hai fatto? m'hai
troppo amata. Sparì la visione ed ella in tutto mutata diventò un
esempio di penitenza.
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Note
2 Giuseppe Antonio PATRIGNANI, S. I., La Santa Infanzia del Figliuolo
di Dio, tomo IV: Quattro corone di esempi, ovvero Finezze amorose del
SS. Bambino Gesù: corona 4, esempio 13. Il Patrignani cita: P.
Cagnolius, in concione Nativitatis, cioè, a quanto pare, Giovampaolo
Cagnoli, Prediche morali e panegiriche.
ESEMPIO
III.
Nelle Cronache
Cisterciensi (die 24 nov.)3 si porta che viaggiando
nella notte di Natale un certo monaco del Brabante, nel passare per una
selva sentì un gemito come di bambino di fresco nato; si accostò verso
dove sentiva la voce, e vide un bel fanciullo in mezzo alla neve che
tutto tremante di freddo piangeva. Mosso a compassione il religioso,
intenerito smontò subito da cavallo, ed accostatosi al fanciullo,
disse: O figliuolo mio, come ti trovi così abbandonato in questa neve a
piangere e morire? Ed allora intese rispondersi: Ohimè, e come posso
non piangere, mentre mi vedo così abbandonato da tutti, e vedo che
niuno m'accoglie né ha compassione di me? E ciò detto disparve,
dandoli4 ad intendere ch'egli era il Redentore che con tal visione
volle rimproverare l'ingratitudine degli uomini, i quali, vedendolo
nato in una grotta per loro amore, lo lasciano a piangere senza neppur
compatirlo.
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Note
3 Cronache
Cisterciensi, al 24 di dicembre.
4 La I ed. di Nap.
e quella veneta del 1760: dandosi; Napoli, 1773: dandoli; Venezia,
1779: dandoci.
ESEMPIO
IV.
Si narra dal
Bollando (die 6 martii)5 che un giorno comparve Maria SS.
alla B. Colletta mentre quella la pregava ad intercedere per li
peccatori; e dandole a vedere come in un bacile il suo Figlio bambino
lacerato e trinciato a pezzi, le disse: Figlia mia, compatisci me e 'l
mio Figlio; mira come lo trattano i peccatori.
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Note
5 Acta Sanctorum
Bollandiana, die 6 martii: Vita B. Coletae, auctore
PETRO A VALLIBUS sive a Remis, ipsius Beatae confessario, latine
reddita a Stephano Iuliano, Ord. Min., cap. 10, n. 84. - Ibid.: Sororis
Petrinae de Balma, eiusdem Beatae sociae, Summarium virtutum et
miraculorum B. Coletae, cap. 3, n. 34. - «Matri praedictae ferventer
deprecanti Virginem gloriosissimam Matrem Domini Salvatoris, quatenus
intercedere dignaretur apud suum carissimum Filium, ut ipse
misericorditer parceret suo populo pauperrimo: praesentatus ibidem sibi
fuit quidam discus, parvis petiis carnium, quasi forent unius infantis
parvuli, repletus, cum responsione per modum qui sequitur: «Quomodo
requiram ego Filium carissimum pro talibus, qui quotidie per offensas,
iniurias et horrenda peccata commissa, quantum in ipsis est, ipsum
minutius dilaniant, quam hae carnes quas in hoc vasculo conspicis,
fuerant dilaniatae?» Propter quod longo tempore pertulit in corde suo
grandem tristitiam et dolorem.» Vita, auctore Petro a Vallibus, l. c. -
La canonizzazione di S. Coletta, decretata nel 1790, fu solennizzata
nel 1807.
ESEMPIO
V.
Narra il Pelbarto
(Stellar. lib. 12, part. ult., c.7)6 che un certo
soldato era pieno di vizi, ma aveva una moglie divota, la quale non
avendolo potuto ridurre, almeno gli raccomandò a non lasciare di dire
ogni giorno un'Ave Maria avanti a qualche immagine della Madonna. Un dì
andando costui a peccare, passò per una chiesa, entrò a caso in quella
e vedendo l'immagine della santa Vergine, genuflesso le disse l'Ave
Maria; ed allora che vide? vide Gesù bambino in braccio a Maria tutto
ferito, che mandava sangue. Allora disse: Oh Dio, chi barbaro ha così
trattato quest'innocente Bambino? Voi siete, rispose Maria, peccatori,
che trattate così il mio Figlio. Egli allora compunto la pregò ad
ottenergli il perdono, chiamandola madre di misericordia; ed ella
disse: Voi peccatori mi chiamate madre di misericordia, ma non lasciate
di farmi madre di dolori e di miseria.
Ma il penitente
non si perdé d'animo, seguitò a pregar Maria che
intercedesse per lui. La B. Vergine si voltò al Figlio e gli domandò il
perdono per quel peccatore. Il Figlio parea che ripugnasse; ma allora
disse Maria: Figlio mio, non partirò da' piedi tuoi, se non perdoni
questo afflitto che a me si raccomanda. Allora disse Gesù: Madre mia,
io non vi ho negato mai niente; desiderate voi il perdono per costui?
sia perdonato; ed in segno del perdono ch'io gli do, voglio ch'esso
venga a baciarmi queste ferite. Andò il peccatore, si accostò, e
siccome baciava, si chiudevano le ferite. Indi partitosi dalla chiesa,
cercò perdono alla moglie, e di comun consenso lasciarono ambedue il
mondo e si fecero religiosi in due monasteri, dove con santo fine
terminarono la vita.
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Note:
6 PELBARTUS DE
THERMESWAR, Ord. Min. de Obs., Stellarium coronae
gloriosissimae Virginis, lib. 12, pars tertia (ultima), cap. 7,
Venetiis, 1586, pag. 224, 225. Il Pelbarto comincia così la sua
narrazione: «Scribitur in libro qui dicitur Promptuarium exemplorum
beatae Virginis, et refert clarius et melius magister Ioannes Gritsch,
Ordinis Minorum, quod quidam miles…».
ESEMPIO
VI.
Si narra nella
Vita del fratello Benedetto Lopez7, che essendo costui
applicato alla milizia stava coll'anima piena di peccati. Un giorno
entrò in una chiesa nel Travancor, vide un'immagine di Maria con Gesù
bambino. Il Signore gli pose avanti gli occhi la sua vita perduta. A
tal vista quasi disperava del perdono; ma rivolto a Maria piangendo a
lei si raccomandava: ed allora vide che il santo Bambino anche
piangeva, e le sue lagrime cadevano sull'altare; tanto che se
n'avvidero anche gli altri che corsero a raccoglierle in un pannolino.
Benedetto dopo ciò, contrito lasciando il mondo, andò a farsi fratello
coadiutore della Compagnia di Gesù, ed in quella visse e morì
divotissimo della santa infanzia di Gesù Cristo.
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Note
7 Non Benedetto Lopez, ma bensì Benedetto Goez, di nazione portoghese.
PATRIGNANI, La Santa Infanzia del Figliuolo di Dio, tomo IV,
corona 4, es. 11, Venezia, 1757, pag. 287. Egli cita «Vite d'alcuni
Religiosi Fratelli della Comp. di Gesù», cap. 1 e 2.
ESEMPIO
VII.
Narra il P.
Patrignani (Tom. IV, es. 11)8 che in Messina vi fu un
nobile fanciullo chiamato Domenico Ansalone. Soleva questi visitare
spesso in certa chiesa un'immagine di Maria, la quale teneva in braccio
Gesù bambino di rilievo, che l'avea di sé tutto innamorato. Or Domenico
venne a morte. Cercò a' genitori con tanto desiderio che gli avessero
fatto venire l'amato Bambino. Ne fu consolato, ond'egli tutto contento
lo collocò nel suo letto. E sempre amorosamente rimiravalo, e da quando
in quando or rivolto al Bambino gli dicea: Gesù mio, abbi pietà di me;
or rivolto agli astanti: Mirate, dicea, mirate com'è bello questo mio
Signorino! Nell'ultima notte di sua vita chiamò i genitori, e avanti di
loro prima disse al santo Bambino: Gesù mio, io vi lascio mio erede; e
poi pregò il padre e la madre che di certa piccola somma di danaro
ch'egli tenea ne facessero celebrare nove Messe dopo la sua morte, e
col resto facessero una bella vesticciuola al suo erede bambino. Prima
di spirare poi, alzando gli occhi in alto con viso allegro, disse: Oh
quanto è bello! oh quanto è bello il mio Signore! E così dicendo spirò.
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Note
8 PATRIGNANI, La
Santa Infanzia del Figliuolo di Dio, tomo IV: Quattro
corone di esempi, corona 1, esempio 11: preso «nel lib. intit. Corona
di dodici fiori, a c. 100».
ESEMPIO
VIII.
Si narra nello
Specchio degli esempi (Distinz. 8)9 d'un certo divoto
giovinotto per nome Edmondo, inglese, che stando un giorno in campagna
con altri fanciulli, egli ch'era amante dell'orazione e della
solitudine, soletto si pose a passeggiare per un prato trattenendosi in
affetti verso Gesù Cristo. Ecco gli apparve un vago bambino che lo
salutò: Dio ti salvi, o Edmondo mio caro. E poi l'interrogò se sapea
chi era? Rispose Edmondo che no. Ma che no - riprese a dire il celeste
fanciullo - quando io vi sto sempre a fianco? Or se volete conoscermi,
guardatemi in fronte. Guardò Edmondo e gli lesse in fronte le parole:
Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum. Ed allora gli soggiunse: Questo è il mio
nome, e voglio che in memoria dell'amore che ti porto ogni notte ti
segni la fronte con quello, ed esso ti libererà dalla morte improvvisa;
come anche libererà ognuno che farà lo stesso. Edmondo seguitò a
segnarsi sempre poi col nome di Gesù. Il demonio una volta l'afferrò le
mani, acciocché non si segnasse, ma egli lo vinse coll'orazione, e poi
lo costrinse a dire qual fosse l'arme di cui egli più temesse; rispose
il demonio ch'erano quelle parole colle quali esso si segnava la fronte.
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Note
9 Magnum Speculum exemplorum, distinctio 8, exemplum 4 (preso dallo
Speculum Historiale VINCENTII BELLOVACENSIS, lib. 31, cap. 68.) -
SURIUS, De probatis Sanctorum historiis, die 16 novembris: Vita
S. Edmundi, Archiepiscopi Cantuariensis, cap. 3.
ESEMPIO
IX.
Riferisce il P.
Nadasi (Hebdom. 16 Pueri Iesu)10 che essendosi
introdotta in un monastero la divozione di mandare attorno per le
religiose l'immagine di Gesù bambino un giorno per ciascuna, una di
quelle vergini a cui toccò la sua giornata, dopo lunga orazione venuta
la notte prese l'immagine e la chiuse in un picciolo armario. Ma appena
postasi a riposare sentì che 'l santo Bambino picchiava all'uscio di
quell'armario: levossi allora ella dal letto e collocata di nuovo
l'immagine sull'altarino orò per molto altro tempo. Indi ritornò a
chiuderlo; ma il Bambino ritornò a bussare. Di nuovo ella lo cacciò11
ed orò. Finalmente stanca dal sonno, presane la licenza, si ripose a
letto e dormì sino al far del giorno, e svegliata benedisse quella
notte passata in santa conversazione col suo Diletto.
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Note
10 IOANNES NADASI, S. I., Annus Pueri Dei Iesu, pro singulis feriis
quartis per annum. Antverpiae, 1653. - Quest'opuscolo fu poi unito con
altri, riguardanti le divozioni assegnate a ciascun giorno della
settimana, in un'opera intitolata: Annus Hebdomadarum caelestium.
Pragae, 1663.
11 L'ediz. veneta, 1779: lo cavò fuori.
ESEMPIO
X.
Si riferisce nel
Diario Domenicano a' 7 d'ottobre12 che predicando S.
Domenico in Roma, vi era una peccatrice chiamata Caterina la bella.
Ricevé ella un rosario dalle mani del santo e cominciò a recitarlo; ma
non lasciava la sua mala vita. Un giorno le apparve Gesù in forma prima
di giovine, e poi si mutò in figura d'un grazioso bambino, ma con una
corona di spine sulla testa e colla croce sulle spalle, e che mandava
lagrime dagli occhi e sangue dal capo, e poi le disse: Basta; non più,
Caterina; basta, lascia di più offendermi: vedi quanto mi sei costata,
mentre io cominciai da bambino a patire per te, e non lasciai di patire
fino alla morte. Caterina andò subito a trovar S. Domenico, si confessò
da lui, e da lui ammaestrata dopo aver dispensato tutto quello che
aveva a' poveri ed essersi chiusa in una stretta cella murata, si
ridusse a vita così fervorosa ed ebbe tali favori dal Signore, che il
santo ne restò ammirato. Ed in fine visitata da Maria SS. ebbe una
felicissima morte.
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Note
12 Domenico Maria
MARCHESE, O. P., Sagro Diario Domenicano: 7 di
ottobre, Dell'origine e progressi della divozione e solennità del SS.
Rosario. - Cf. Commentarius de S. Dominico, inter Acta Sanctorum
Bollandiana, die 4 augusti, n. 570, 571.
ESEMPIO
XI.
La Ven. Suor
Giovanna di Gesù e Maria francescana, mentre un giorno
ella meditava Gesù bambino perseguitato da Erode, sentì un gran romore
come di gente armata che inseguisse alcuno, e poi videsi innanzi un
bellissimo fanciullo tutto affannato che fuggiva e che le disse:
Giovanna mia, aiutami e salvami: io sono Gesù Nazareno, fuggo da'
peccatori che mi vogliono toglier la vita e mi perseguitano peggio di
Erode; salvami tu (Ap. P. Genov. serv., Dol. di Maria).13
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Note
13 Bartolomeo GENOVESE, dell'Ordine dei Servi di Maria: La Consolatrice
degli afflitti di Maria, consolata nei suoi sette principali dolori.
Napoli, 1722. - La Ven. Suor Giovanna di Gesù e Maria, non è già, come
abbiamo accennato nel nostro vol. VII, pag. 218, nota 22, la Ven. Madre
Suor Giovanna Maria della Croce (Leggendario Francescano, 26 marzo), ma
la Ven. Madre Suor Giovanna Rodriguez, detta di Gesù Maria (Leggendario
Francescano, 21 agosto), che morì professa nell'Ordine di S. Chiara in
Burgos nel 1650. Fin dalla puerizia, ebbe grandissima divozione verso
Gesù bambino, e ne ricevette grazie segnalatissime.
ESEMPIO
XII.
Si narra nella
Vita del P. Zucchi della Compagnia di Gesù,14
divotissimo di Gesù bambino, delle cui immagini egli servivasi per
guadagnare molte anime a Dio, ch'egli un giorno donò un'immaginetta di
queste ad una signorina, la quale per altro era di costumi innocentina,
ma stava lontana dal pensiero di farsi religiosa. La donzella accettò
il dono, ma poi sorridendo disse: Ma che ho io a fare di questo
Bambino? Egli rispose: Niente più che porlo sulla spinetta15 che voi
frequentate dilettavasi la dama molto del sonare -. Così ella fece, ed
avendo sempre innanzi quel Bambino, spesso le toccò a mirarlo, e dal
mirarlo cominciò a sentir qualche tocco di divozione, indi se le accese
un desiderio d'esser migliore, in modo che la spinetta servivale poi
più ad orare che a sonare. Finalmente si risolvé di lasciare il mondo e
farsi religiosa. Allora tutta allegra andò a riferire al P. Zucchi che
quel Bambino l'avea tirata al suo amore, e distaccandola dagli affetti
della terra, l'avea renduta tutta sua. Si fe' religiosa e si diede ad
una vita di perfezione.
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Note
14 Daniello BARTOLI, S. I., Vita del P. Nicolò Zucchi, S. I., lib. 2,
cap. 6. Opere, vol. XXI. Torino, 1825, pag. 59, 60.
15 «Spinetta: strumento musicale a tasti, come il cembalo, ma di più
semplice costruzione. Oggi non è quasi più usato, avendo il pianoforte
preso il suo posto». RIGUTINI e FANFANI. Vocabolario della lingua
parlata.
Fonte: estratti dal libro "Esempi di Gesù
Bambino" di Sant'Alfonso
Maria De' Liguori
Link originario
e testo integrale qui
Opera
Omnia di Sant' Alfonso Maria De' Liguori qui.
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