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"GESU' BAMBINO DI PRAGA" E LE SUE PROMESSE

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"La
devozione a Gesù Bambino di Praga ebbe origine nel convento dei
Carmelitani Scalzi in Praga (Cecoslovacchia) l’anno 1628. I religiosi
avevano ricevuto in dono da una pia principessa una graziosa statuina
di cera, rappresentante il Bambino Gesù in abiti da re nell’atto di
benedire mentre con la mano sinistra sorregge un piccolo globo.
La statuetta non tardò ad essere sorgente di grandi benefici.
Nel 1631 durante la Guerra dei trent’anni, gli eretici cinsero
d’assedio Praga, confiscarono le chiese e cacciarono i sacerdoti. Anche
la statuetta di Gesù Bambino cadde nelle mani dei nemici della
Religione, i quali, dopo averla profanata, la mutilarono e la gettarono
in un ripostiglio, dove la ritrovò sette anni dopo il Venerabile Padre
Cirillo della Madre di Dio, il futuro propagatore della devozione al
Bambino Gesù, che la ripose in venerazione.
Un giorno, mentre pregava con fervore davanti alla sacra immagine, P.
Cirillo udì chiara una voce: Gesù gli chiedeva le mani che gli eretici
gli avevano troncate. Tra l’altro, Gesù Bambino gli disse: “Più voi mi
onorerete, più io vi favorirò”.
Rifatte le manine, P. Cirillo desiderava costruire per il Santo Bambino
un oratorio tutto suo. Fu la Madonna stessa ad indicare il luogo per la
nuova cappella, che venne visitata in seguito dall’ Imperatore
Ferdinando III, venuto apposta per ringraziare Gesù Bambino, e dal
Cardinale Arcivescovo Principe di Praga, che vi celebrò la Santa Messa.
Più tardi anche l’imperatrice Maria Teresa si prostrava davanti alla
Sacra Immagine, alla quale regalava un vestito ricamato con le sue
stesse mani.
Col tempo, per soddisfare alla pietà dei fedeli, la statuetta fu
trasferita in un oratorio più ampio, vicino alla chiesa di Santa Maria
delle Vittorie. Essendo esso accessibile al pubblico, divenne presto
meta di un continuo pellegrinaggio per impetrare da Gesù Bambino favori
e per ringraziarLo.
Un secolo dopo, divenuto l’oratorio insufficiente, i Carmelitani
collocarono definitivamente la statuina nella stessa loro chiesa di
Santa Maria delle Vittorie, dove si trova ancora oggi.
Agli omaggi dei fedeli Gesù Bambino risponde con i suoi divini sorrisi;
alle loro richieste è pronto con le grazie più belle, specie nei casi
disperati. Non a torto viene chiamato il Miracoloso Bambino di Praga.
Tanti infermi ritrovano la salute; tanti afflitti ricevono da Lui la
celeste consolazione; tanti peccatori sono scossi da Lui ad una
salutare penitenza."
(Fonte: Catechismo di San Pio X)
"Oltre al celebre Padre Cirillo, un'altra anima carmelitana contribuì
efficacemente alla diffusione della devozione a Gesù Bambino. Si tratta
di Margherita Parigot, divenuta poi carmelitana col nome di Suor
Margherita del SS. Sacramento e oggi annoverata dalla Chiesa fra i
"venerabili". Quest'anima, sin da bambina, fu fatta degna di numerose
grazie mistiche. Adottata da una famiglia di Beaune all'età di 11 anni,
entrerà poi nell'ordine carmelitano.
«Nel 1636, la Francia fu attaccata a nord e a est, fino alla regione
della Saône, che costituiva allora la frontiera. Niente sembrava poter
impedire alle armate nemiche di arrivare fino a Beaune e di commettere
saccheggi e massacri. Gli abitanti della piccola cittadina erano
terrorizzati e la preghiera dei carmelitani aiutava a combattere la
paura del pericolo.
Ma Margherita assicurò: "Il Bambino Gesù mi ha promesso che la città
sarà risparmiata". E fu così.
La riconoscenza popolare si manifestò con la diffusione della "piccola coroncina" raccomandata da Suor
Margherita su indicazione celeste: tre Padre Nostro, per ringraziare Dio del dono che ci ha
fatto nel suo figlio Gesù, di Maria e Giuseppe; dodici Ti saluto o Maria per onorare i dodici anni dell'infanzia di
Gesù.
Successivamente, la Francia cadde nuovamente nell'angoscia: re Luigi
XIII e la regina Anna d'Austria, dopo una dozzina di anni non avevano
avuto bambini. Non avevano dunque eredi al trono. Tutta la Francia
invocava il cielo, Suor Margherita ebbe ancora una rivelazione nella
sua preghiera: ella affermò che la
regina stava per dare alla luce il futuro Luigi XIV. La madre e
il figlio manifestarono poi sempre la loro gratitudine al Carmelo.
La storia di Suor Margherita guadagnò quindi l'attenzione anche della
corte del re. E attirò l'attenzione di un signore della regione della
normandia, il barone Gaston de Renty. Questo laico pio sposato e padre
di cinque figli, era sempre alla ricerca di quello che poteva
alimentare il suo fervore nella fede. E non esita a recarsi in Borgogna
per intrattenersi con la giovane suora. Conoscendola e acquisendo
questa devozione, egli ne dà una delle migliori definizioni :
" L'esprit d'enfance est un état où il faut vivre au jour le jour, dans
une parfaite mort à soi-même, en total abandon à la volonté du Père ".
Letteralmente tradotto: "Lo spirito
dell'infanzia è uno stato dove bisogna vivere al giorno, il giorno, in
una perfetta morte a se stessi, nel totale abbandono alla volontà del
Padre ".
Rientrato nel suo maniero normanno, egli invia a suor Margherita un
regalo di Natale, niente meno che la statua del " Piccolo Re della Gloria"
nel 1643. In legno scolpito, dipinto e articolato, questa statua poteva
essere vestita di abiti sontuosi (ella ne possedeva una collezione),
ornato di gioielli e coronato. Per onorarlo degnamente, suor
Margherita, ottenne dalle sue superiori la costruzione di una piccola
cappella attigua alla Chiesa del Carmelo.
Molto presto un movimento nationale di pellegrinaggio inizia a
manifestarsi verso Gesù Bambino di
Beaune, pressappoco contemporaneo
a quello del Gesù Bambio di Praga.
Composta da nobili signori e da gente umile, l'affluenza non cesserà
fino alla Rivoluzione, come attestato dalla documentazione dei tre più
importanti archivi del Carmelo. Questa devozione, cacciata dalla
Rivoluzione francese, venne però mantenuta in proprio, dai carmelitani.
Il Piccolo Re della Gloria riprese il suo posto nel 1873 nella Chiesa
del Carmelo. Le visite private si succedettero. Una corrispondenza
abbondante di domande di preghiere arrivava regolarmente al Carmelo
parimenti ai ringraziamenti per le grazie ottenute. I muri della
cappella sono infatti tappezzati di ex-voto. Certe forme di devozione
istituite da suor Margherita si mantennero: c'è tutti i 25 del mese una
preghiera pubblica della " piccola corona " e ogni anno dal 25 al 2
febbraio una novena con l'omelia e la recita quotidiana della piccola
coroncina»
IL BAMBINO DI PRAGA - la storia e le rivelazioni nei dettagli -
"Un giorno, la principessa Polissena di Lobkowitz, una grande
benefattrice dei frati, regalò loro una statua di Gesù Bambino. Si
tratta di una statua in cera, poco meno di mezzo metro, abbiglia¬ta con
abiti regali, alla foggia spagnola del secolo XVI. Nel consegnarla -
come racconta la Cronaca – essa disse al Priore: Padre mio, vi consegno
ciò che ho di più caro. Onorate questo Gesù Bambino, e non mancherete
mai di nulla. Era l'anno 1628.
Antiche fonti e una veneranda tradizione familiare di casa Lobkowitz
affermano che la madre di Polissena, Maria Manriquez de Lara, nata
principessa Pignatelli, aveva portato quella statua dalla Spagna,
passandola poi come regalo di nozze a sua figlia.
P. Gianluigi preparò a Gesù Bambino una solenne accoglienza. Pensava
alla Madre Teresa di Gesù che aveva scritto nel Cammino di perfizione
(26,9): "Buon mezzo per mantenervi alla presenza di Dio è di procurarvi
una immagine o pittura che vi fac¬cia devozione... per servirsene a
intrattenervi spesso con lui: ed egli vi suggerirà quello che dovete
dire".
Tra i religiosi c'era un novizio già sacerdote, P. Cirillo della Madre
di Dio. Stava attraversando prove interiori d'ogni genere. Nei giorni
del Natale del 1629 improvvisamente si senti invaso da una grande pace.
Ritrovò se stesso e scopri chiarezza di fede e di dedizione a Dio.
Profondamente convinto che tutto gli fosse venuto da Gesù Bambino, si
dedicò a diffonderne la devozione. Diviene il grande apostolo di Gesù
Bambino di Praga.
Purtroppo a causa dei continui torbidi militari, i Superiori si videro
costretti a sfollare i novizi (fra cui Padre Cirillo) a Monaco di
Baviera. La situazio¬ne politica era diventata nuovamente più
drammatica che mai. La guerra continuava. Lo svedese Gustavo Adolfo
era entrato in Germania. Questa sem¬brava ormai irrimediabilmente
perduta per la Chiesa cattolica, perché Gustavo Adolfo era
intenzionato a fondare un impero di pretta marca protestante. Mentre
egli espugnava le regioni occidentali, piombò in Boemia il principe
elettore di Sassonia con la sua armata, e il 15 novembre 16341 pose
l'as¬sedio a Praga. Espugnata, chiese e monasteri vennero profanati.
La medesima sorte toccò a Santa Maria della Vittoria. Tutti i
carmelitani erano fuggiti, tranne il Sottopriore e un suo fratello
laico. Gli eretici saccheggiano la chiesa e il convento, incarcerando
anche i due coraggiosi carmelitani.
La statua di Gesù Bambino dopo avere avuto le mani mozzate, fu gettata
nei rifiuti, tra le rovine. Così rimaneva per sette anni.
PADRE
CIRILLO E IL PRODIGIOSO GESÙ BAMBINO
Nell'anno 1637 - dopo sette anni di assenza - per ordine dei Superiori
tornò a Praga il P. Cirillo della Madre di Dio, che da novizio era
stato tanto devoto di Gesù Bambino ed aveva avuto modo di sperimentare
spesso il suo benefico aiuto.
Ma era appena entrato nella capitale boema quando irruppero nuovamente
gli Svedesi e assedia¬rono la città. Villaggi e castelli in fiamme, che
segnavano la via da essi battuta, non lasciavano dubbi sulla sorte che
attendeva la popolazione. In questo frangente così pericoloso per
tutti, il Priore del convento esortò alla preghiera e alla penitenza
per stornare l'incombente tragedia.
Tale situazione rappresentò per Padre Cirillo la migliore occasione per
riportare in onore il suo prediletto Gesù Bambino che, dopo lunghe
ricerche, era stato ritrovato dietro un altare, carico di polve¬re e di
sudiciume. Chiese al P. Priore di potere collocare il Piccolo Gesù al
suo posto nell'oratorio: il che gli venne subito concesso volentieri.
Pieno di santa fiducia, egli raccomandò a Gesù i confratelli, il bene
del convento, della città, e l’intero paese. La sua preghiera fu
esaudita: Praga rimase immune dall'invasione nemica, in convento tornò
la benedi¬zione di Dio, e con essa la tranquillità e la pace.
Padre Cirillo sentiva in cuore una profonda gratitudine. Si proponeva
di onorare sempre più il caro Gesù Bambino e di farsi suo apostolo. Un
giorno, in uno degli intensi momenti di preghiera dinanzi alla statua,
gli sembrò di udire le seguenti parole cariche di rimprovero: Abbiate
pietà di me, ed io avrò pietà di voi! Ridatemi le manine mozzate dagli
eretici. E la famosa frase:. Quanto più voi mi onorerete, tanto più io
vi favorirò!.
Sono storiche queste parole? Forse non si po¬trà mai dare una risposta
definitiva. Del resto non ha molta importanza. Padre Cirillo aveva
recepito, nel suo spirito, il messaggio di amore che può spe¬rimentare
chiunque si avvicini a Gesù Bambino. Perciò queste parole sono rivolte
a tutti gli uomini che sanno cogliere nel mistero del Verbo incarnato
il fondamento della salvezza.
Comunque, il buon Padre notava che a Gesù Bambino erano state
effettivamente amputate le mani. Nella immensa gioia provata per il suo
rinvenimento, egli non aveva avvertito di avere ricollo¬cato
sull'altare il piccolo Gesù senza le manine.
Si recò immediatamente dal suo Priore e gli mostrò il Bambino mutilato.
Gli chiese il permesso di fare ricostruire le manine a Gesù Bambino, ma
ne ricevette un secco rifiuto: la cassa del convento era vuota, e si
doveva pensare a faccende più urgenti. Profondamente afflitto, P.
Cirillo si volse a chiedere aiuto a Dio, e questo non si fece attendere
a lungo.
In quei giorni era giunto a Praga un certo Signore Mauskonig di Aussig,
iscritto alla confraternita dello Scapolare. Chiese di confessarsi
proprio dal Padre Cirillo. Al termine della confessione disse:
"Reverendo Padre, sono convinto che il buon Dio mi abbia condotto a
Praga perché io mi prepari alla morte qui, e faccia a loro un po' di
bene. Chiedo pertanto a vostra Reverenza di raccomandarmi a Dio, e se
dovessi morire qui, i Padri abbiano la bontà di seppellire il mio
cadavere nella loro cripta". Detto questo, egli conse¬gnò al Padre
Cirillo cento fiorini: un dono considerevole per quei tempi.
Raggiante di gioia, Padre Cirillo portò l'elemosina ricevuta al suo
Superiore. Certo, almeno ora egli non avrebbe respinto la sua richiesta
di fare restaurare Gesù Bambino, perché sarebbe bastato appena un
fiorino o poco più per saldare le spese di riparazione. Ma contro ogni
sua attesa, il buon Padre ricevette nuovamente una risposta negativa.
Anzi, avvenne che persino la statua venisse tolta dall'oratorio. La
Cronaca narra che il religioso, cui era affidata la cura dell'oratorio,
andò per le spicce: rimosse dall'altare la statua di Gesù Bambino e la
portò al suo vecchio posto, in mezzo al ciarpame di scarto. Credeva con
questo di interpretare le inten¬zioni del Superiore, la cui poca stima
nei confronti di Gesù Bambino gli era fin troppo nota.
Padre Cirillo andò a prendere la statua di Gesù Bambino e se lo portò
in cella, dove passava lunghe ore prostrato ai suoi piedi, chiedendo
perdo¬no e indulgenza per l'incomprensione dei suoi confratelli. Nel
frattempo, proponeva di fare tutto ciò che era in suo potere, pur di
rimettere al suo posto d'onore Gesù Bambino.
LA
STATUA RESTAURATA
Si narra che un giorno, poco prima della recita del mattutino di
mezzanotte della festa dedicata all'Immacolata Concezione, mentre P.
Cirillo pregava insistentemente la Madonna che si prendesse a cuore
una degna sistemazione della statua del suo santissimo Figlio, un
repentino impulso interiore lo spinse alla finestra della sua cella,
che guardava verso la chiesa. Là vide, nel tenue chiarore lunare, come
una nuvoletta che scendeva lentamente sopra il coro. Questa andò man
mano assumendo sempre più chiaramente la figura di una Madonna,
circon¬data da una ghirlanda di stelle. La Vergine allargò le braccia
sul coro quasi ad indicare il luogo in cui la statua del suo Divino
Figlio avrebbe dovuto da allora in poi essere venerata.
L'apparizione durò circa un quarto d'ora, fino che suonò la campana che
chiamava i religiosi al mattutino di mezzanotte. Il giorno seguente, P.
Cirillo volle verificare esattamente quale posto avesse fissato la
beatissima Vergine, e individuò proprio sopra il coro, un locale che
già in preceden¬za si era pensato di adattare ad oratorio.
Sotto il governo del nuovo Priore della casa, Padre Domenico, il vento
sembrò voltarsi a favore di Gesù Bambino. E così, poco dopo che questi
ebbe preso possesso, P. Cirillo ripetè il tentativo, chie¬dendogli il
permesso di fare restaurare il simulacro mutilato di Gesù Bambino. Il
Superiore non si dimostrò del tutto contrario, ma accennò pure lui
all'indigenza in cui versava il convento. Alla fine, gli disse per
consolarlo: Se Gesù Bambino ci darà per primo la sua benedizione, io
farò riparare la sua statua.
Poco dopo il colloquio P. Cirillo fu improvvisamente chiamato in
chiesa: all'altare della Madonna lo attendeva una Dama, la quale gli
consegnò una offerta e sparì senza pronunziare parola. Chi era quella
sconosciuta? Tutti i tentativi per sapere qualcosa si dimostravano
infruttuosi, così che il buon Padre si convinse fermamente che la sua
generosa benefattrice fosse la Madonna in persona.
Raggiante di contentezza, egli portò l'elemosina avuta al suo Priore,
ricordandogli la promessa. Stavolta ricevette il sospirato permesso, a
patto però che le spese non superassero il mezzo fiorino. Un fratello
laico venne incaricato di portare il simulacro da un esperto maestro
artigiano. Ma tornò indietro senza avere combinato nulla: mezzo fiorino
era troppo poco; il maestro, per il lavoro da farsi, voleva un fiorino
intero.
Ancora una volta P. Cirillo si rifugiò in preghiera. Mentre era
immerso in orazione, udì una voce sommessa che pareva sussurrargli:
Mettimi nel¬l'entrata della sagrestia; verrà ben qualcuno che
s'impie¬tosirà di me. Non se lo fece ripetere due volte. Era trascorsa
sì e no un'ora, allorché entrò un signore. Vide la statua mutilata e si
offrì a farla riparare a sue spese.
Lo sconosciuto signore si chiamava Daniel Wolf. Un tempo era stato
commissario generale dell'amministrazione imperiale, ed era vissuto
agiatamente. Ma ora si trovava in cattive acque, tanto che i suoi
creditori non si contavano più. Quasi non bastasse, da un po' di tempo
da questa parte era in perpetua lite con la moglie, al punto di pensare
già ad una separazione. Ora, proprio quando si ebbe portato a casa la
statua di Gesù Bambino, trovò uno scritto della Camera Imperiale che
gli assegnava ben 3.000 fiorini per i suoi servizi prestati in
precedenza. Più d'una volta aveva sollecitato questa liquidazione,
senza mai ricevere nemmeno un cenno di risposta. Intanto finirono anche
i suoi dissapori con la moglie, sicché da allora in poi i due coniugi
vissero sempre in ottima armonia.
Allorché i restauri al piccolo Gesù furono terminati, egli pieno di
gratitudine lo riportò al con¬vento. Lo consegnò al sacrestano perché
lo sistemasse in un posto onorifico. Ma poco dopo, per la
disattenzione, il buon fratello lo lasciò cadere. Nello stesso istante
irruppe in sacrestia un pazzoide, che si scagliò furibondo sul povero
sacrista tentando di strozzarlo. E ci sarebbe anche riuscito se per
puro caso non fosse capitato li P. Cirillo, e non lo avesse liberato
dalle mani di quell'energumeno.
Padre Cirillo guardò profondamente abbattuto la statua nuovamente
mutilata. Fortuna volle che alla stessa ora giunse in sacrestia ancora
Daniel Wolf, il quale, non appena ebbe visto l'accaduto, si offerse
generosamente a fare riparare la statua un'altra volta.
Se la portò quindi a casa. Appena giunto nella abitazione trovò ad
aspettarlo un funzionario venu¬to a pagargli i 3.000 fiorini promessi.
Il mattino seguente, Daniel Wolf, portò il simulacro di Gesù Bambino da
un esperto falegname, intenditore arti¬sta, che abitava nelle
vicinanze. Ordinò al contempo una preziosa vetrinetta dalle pareti di
cristallo, af¬finché la statua fosse meglio protetta per il futuro,
comprando anche candelieri e alcuni vasi di fiori. Per tutti questi
lavori avrebbe dovuto pagare ben 25 fiorini: il che rappresentava una
richiesta assai esagerata da parte del falegname. Si capisce: costui
era protestante, e s'era messo d'accordo con il fab¬bro che l'aiutava,
luterano pure lui, per imbrogliare ben bene il gonzo papista.
Daniel Wolf pagò la somma richiesta senza una parola di rimostranza. Ma
i due bestemmiatori furono entrambi portati via in tre giorni dalla
peste che allora infuriava a Praga.
Poco dopo Daniel Wolf avrebbe sperimentato ancora una volta la speciale
protezione del celeste Bambino. Aveva deposto i 3.000 fiorini ricevuti,
assieme ad alcuni altri oggetti di valore, in una cassetta
ermeticamente chiusa. Una notte i ladri si introdussero in casa sua,
trovarono la cassetta e se la svignarono. Ma non avevano ancora
lasciato la casa che furono spaventati da un improvviso e terribile
fracasso, tanto da piantare li tutto e da darsi a precipitosa fuga.
Così Gesù Bambino ricompensò la magnanimità dell'uomo che aveva sentito
pietà della sua statua.
Nel frattempo la fama del taumaturgico Gesù Bambino si era diffusa in
città e nei dintorni. La baronessa Kolowrat, malata sul punto di
morire, era tornata in vita quando le avevano portato e fatto baciare
Gesù Bambino.
Padre Cirillo propose pertanto alla comunità di rendere accessibile al
pubblico la statua, esponendola in chiesa alla venerazione di tutti. La
sua proposta incontrò l'approvazione dei Padri, sicché durante
l'Avvento del 1639 si poté venerare per la prima volta il Piccolo Re
esposto sull'altare della Beata Vergine.
Tra i molti devoti che avevano affidato le loro preoccupazioni e le
loro richieste a Gesù Bambino, c'era anche una ricca Dama, il cui nome
viene con molto tatto sottaciuto dalla Cronaca, perché era stata in un
primo tempo una grande benefattrice del convento. Costei si era
pazzamente innamorata di quel Gesù Bambino, al punto di volerlo ad ogni
costo presso di sè in permanenza. Così un bel giorno proprio verso il
mezzodì, quando in chiesa non c'era nessuno, comandò alle sue due
cameriere di salire sull'altare e portare via alla chetichella il
simulacro del Piccolo Gesù.
Quando poco dopo P. Cirillo ne notò la scomparsa, si sentì di nuovo
invaso da un cocente dolore. Ogni ricerca ed ogni indagine risultò
vana. Il suo diletto Gesù Bambino era sparito. Dove avreb¬be potuto
scoprire qualche traccia?... Ora ecco che improvvisamente udì una voce
consolatrice che gli sussurrò: Sta tranquillo! Tra breve Gesù Bambino
verrà ritrovato, e il sacrilegio verrà esemplarmente puni¬to. E così
avvenne davvero.
La peste nera s'era ancora una volta scatenata come un flagello su
Praga e le due cameriere complici del furto furono tra le sue prime
vittime. Padre Cirillo venne chiamato presso le malate per ascoltare
l'ultima confessione. La prima delle due serve confesso piena di
pentimento il misfatto com¬messo, e torno ben presto in salute. L'altra
invece rifiutò persino i sacramenti e morì tra atroci sofferenze. La
Dama s'ammalò di gotta convulsiva e perse ogni suo avere.
Padre Cirillo riportò in convento il suo Gesù Bambino e prese tutte le
precauzioni affinché da allora in poi fosse sempre ben vigilato.
LA
CAPPELLA DI GESÙ BAMBINO DI PRAGA
Le tante preghiere esaudite e i prodigiosi fatti avvenuti avevano
portati i Padri alla convinzione che a Gesù Bambino si dovesse
edificare una cappella propria. Un benefattore aveva lasciato in
eredità al convento 3.000 fiorini con la preghiera di fare costruire in
chiesa un altare dedicato alla SS. Trinità. Perciò si stabili di
ricavare sopra tale altare una nicchia in parete, dove si potesse
esporre alla pub¬blica venerazione la statua di Gesù Bambino.
Con ciò, si era fatto un bel passo avanti; mancava però sempre una
cappella dedicata esclusiva¬mente a Gesù Bambino.
Ma ecco che la divina provvidenza venne ancora in aiuto.
Uno giorno, si era nel 1642, Padre Cirillo fu chiamato dal barone
Lobkowitz, che aveva fatto tanto bene alla comunità. Durante quella
visita, il barone gli chiese se avesse qualche desiderio a pro¬posito
del suo Gesù Bambino, e soggiunse subito:
Farei tanto volentieri qualcosa per Gesù Bambino. Padre Cirillo capì
che era giunto il momento di chiedere una cappella per il suo
Beniamino. Il baro¬ne si entusiasmò all'idea.
Nello stesso anno si iniziarono i lavori nel posto indicato dalla
Madonna e il 4 gennaio 1644, nella festa del SS. Nome di Gesù, il
Priore celebrò la prima Santa Messa nel cosiddetto Fremitorium Dulcis
Pueri Jesu, come fu chiamata la nuova cappel¬la. Il 3 maggio 1648 essa
fu solennemente consa¬crata dal Cardinale Arcivescovo di Praga. In
quella occasione, il Pastore della Diocesi accordò anche la facoltà di
celebrare l'Eucaristia nel Santo romitorio di Gesù Bambino.
Personaggi distinti dell'aristocrazia, quali il conte Filippo di
Mausfeldt, maresciallo dell'Impero, e lo stesso Imperatore Ferdinando
III visitarono la cappella. Quest'ultimo vi si trattenne un buon
quar¬to d'ora in ginocchio, raccolto in preghiera. Era il i~ ottobre
1647. Poco dopo egli mandò in omaggio al "Re dei re" una cassa
contenente 40 candele arti¬sticamente miniate, provenienti da Venezia.
Non solo i dignitari, ma anche l'umile gente di Praga accorreva dal suo
Piccolo Gesù portando ai suoi piedi ogni sorta di preoccupazioni e di
bisogni: egli non lasciava mai ritornare a casa nessuno senza
consolarlo.
Persino i conquistatori svedesi, penetrati di nuovo, il 26 luglio 1648,
nella capitale boema, non poterono sottrarsi del tutto all'influsso
benefico di questa devozione. Avevano radunato in convento 160 feriti,
ma nessuno di loro osò farsi beffe del prodigioso simulacro. Anzi,
provavano una specie di inconfessato rispetto, rimanendo profondamente
impressionati dalla devozione di tanti uomini che nella loro miseria
rivolgevano così fiduciose suppliche al Bambino Divino. Lo stesso
generale in capo Gustavo Adolfo, futuro re di Svezia, durante
un'ispezione all'ospedale militare alloggiato presso i carmelitani,
volle fare una visita alla statua miracolosa. Quantunque fosse
protestante, la visita del prodigioso simulacro lo aveva tanto commosso
da spingerlo ad offrire a Gesù Bambino 30 ducati, promettendogli
affettuosainente che appena avesse avuto la possibilità, avrebbe
liberato il chiostro dall'acquartieramento. Diede inoltre l'ordine di
lasciare liberi i Padri nell'esercizio del loro ministero.
LA CONSACRAZIONE UFFICIALE
Nel 1651 giunse a Praga per una visita cano¬nica il Generale dei
carmelitani scalzi, P. Francesco del SS. Sacramento.
Nei conventi austriaci aveva subito avuto modo di sentire parlare dei
prodigi fatti da Gesù Bambino, e intendeva ora sapere da Padre Cirillo
e dagli altri Padri locali tutti i particolari della vicenda. Era
rimasto assai impressionato dai racconti uditi.
Il 26 luglio fece quindi mettere per iscritto una relazione ufficiale,
destinata a divenire in segui¬to molto celebre, che conteneva la piena
approva¬zione del culto a Gesù Bambino da parte del¬l'Ordine, ed
inoltre esortava tutti i Padri presenti e futuri ad impiegare le
offerte ricevute esclusivamen¬te a questo scopo.
Quattro anni più tardi la prodigiosa statua venne onorata da una
preziosa corona d'oro, e nel 1656, grazie al magnanimo concorso del
barone von Tallemberg, il piccolo Gesù poté essere collo¬cato in una
cappella eretta apposta per lui nella chiesa. Il 19 marzo vi fece il
suo solenne ingresso, accompagnato da numerosi sacerdoti, tra gli
osanna di giubilo della folla di popolo accorsa.
Ciò che Padre Cirillo aveva bramato e sognato per tanti anni s'era
finalmente trasformato in realtà. Padre Cirillo, però, non aveva ancora
terminato la sua missione terrena. Nel nome del suo Gesù Bambino,
avrebbe dovuto convertire gli infedeli, scacciare i demoni e persino
ridonare la salute ai morenti. La Cronaca in questo campo sovrabbonda
di episodi di avvenimenti di ogni genere, che contribuirono a
diffondere la fama del piccolo Gesù Bambino.
Tutta l'instancabile attività di questo zelante carmelitano aveva però,
a poco a poco, lasciato sol¬chi profondi anche nella sua di per se
robusta costi¬tuzione fisica. L'ora della partenza per la patria
celeste era suonata anche per lui. La sua vita ter¬minò il 4 febbraio
1675. Circondato dai confratelli e munito dei santi sacramenti, egli
attese tranquillo la venuta del suo Piccolo Gesù. Aveva 8 anni.
NOVENA
A GESU’ BAMBINO DI PRAGA
Orazione efficacissima al Bambino di Praga, rivelata da Maria
Santissima al V. P. Cirillo, Carmelitano Scalzo
"O Bambino Gesù,
ricorriamo a Te e Ti preghiamo che, per l’intercessione della tua
Santissima Madre, voglia assisterci in questa nostra necessità [la si
esprime], poiché crediamo fermamente che la tua Divinità ci può
soccorrere.
Speriamo con estrema
fiducia di ottenere la tua santa grazia. Ti amiamo con tutto il nostro
cuore e con tutte le forze dell’anima nostra.
Ci pentiamo sinceramente
di tutti i nostri peccati e Ti supplichiamo, o buon Gesù, di darci la
forza di trionfarne.
Proponiamo di non più
offenderTi e a Te ci offriamo disposti a soffrire tutto, pur di non
darTi il benché minimo disgusto. Da ora innanzi, o Bambino Divino,
vogliamo servirTi con estrema fedeltà e vogliamo amare, per amor tuo,
il nostro prossimo come noi stessi.
Pargoletto onnipotente,
Signore Gesù, di nuovo Te ne scongiuriamo: assistici in questa
circostanza [la si esprime di nuovo], facci la grazia di possederTi
eternamente con Maria e Giuseppe e di adorarTi con gli Angeli e i Santi
nella Corte del Cielo. Àmen"
1 ° giorno:
O Bambino Gesù, eccomi ai tuoi piedi. Mi rivolgo a Te che sei tutto. Ho
tanto bisogno del tuo aiuto! Donami, o Gesù, uno sguardo di pietà e,
poiché sei onnipotente, soccorrimi nella mia necessità..
1 Pater, 1 Ave, 1 Gloria
Per la tua divina Infanzia, o Gesù, concedimi la grazia che
insistentemente ti chiedo (si esprime) se è conforme al tuo beneplacito
ed al mio vero bene. Non guardare alla mia indegnità, ma alla mia fede
ed alla tua misericordia infinita.
Inno: (da ripetere per i nove giorni assieme alla preghiera)
Gesù, dolce ricordo, che dà le gioie del cuore; ma più che il miele e
tutte le cose e dolce la Sua presenza. Niente si canta di più soave,
niente si ode di più lieto, niente si pensa di più dolce di Gesù,
Figlio di Dio.
Gesù, speranza per quelli che si pentono, quanto pietoso sei per quelli
che ti pregano, quanto buono per quelli che ti cercano, ma che cosa sei
per quelli che ti trovano?
Nè la lingua basta a dirlo nè lo scritto ad esprimere: chi ha provato
può credere che cosa sia amare Gesù.. Sii, Gesù, nostra gioia tu che
sei il premio futuro. La nostra gloria sia in Te sempre per tutti i
secoli. Amen.
Preghiamo:
Dio, che costituisti l'Unigenito tuo Figlio Salvatore del genere umano
e ordinasti che si chiamasse Gesù, concedi propizio che di Colui il cui
Santo Nome veneriamo in terra possiamo godere in cielo anche la vista.
Per lo stesso Cristo nostro Signore. Amen.
2 ° giorno:
O splendore dei Padre celeste, nel cui volto rifulge il raggio della
divinità, io t'adoro profondamente, mentre ti confesso vero Figlio di
Dio vivo. T'offro, o Signore, l'umile omaggio di tutto il mio essere.
Deh! ch'io non abbia mai a separarmi da Te, mio sommo Bene.
1 Pater, 1 Ave, 1 Gloria
Per la tua divina Infanzia…
3 ° giorno:
O Santo Bambino Gesù, nel contemplare il tuo volto da cui traspare il
più dolce sorriso, mi sento animato da viva fiducia. Sì, tutto spero
dalla Tua bontà. Irradia, o Gesù, su di me e su quanti mi sono cari i
tuoi sorrisi di grazia, ed io esalterò la tua infinita misericordia.
1 Pater, 1 Ave, 1 Gloria
Per la tua divina Infanzia…
4 ° giorno:
O Bambino Gesù, la cui fronte è recinta di corona, io ti riconosco per
mio assoluto sovrano. Non voglio più servire al demonio, alle mie
passioni, al peccato. Regna, o Gesù, su questo povero cuore, e rendilo
tutto tuo per sempre.
1 Pater, 1 Ave, 1 Gloria
Per la tua divina Infanzia…
5 ° giorno:
Io ti contemplo, o Redentore dolcissimo, rivestito d'un manto di
porpora. E la Tua divisa regale. Come essa mi parla di sangue! Quel
Sangue che hai sparso tutto per me. Fa', o Gesù Bambino, che io
corrisponda a tanto tuo sacrificio, e non ricusi, quando m'offrirai
qualche pena, di soffrire con Te e per Te.
1 Pater, 1 Ave, 1 Gloria
Per la tua divina Infanzia…
6 ° giorno:
O amabilissimo Bambino, nel mirarti sorreggere il mondo, il mio cuore
si riempie di gaudio. Fra gli innumerevoli esseri che sostieni, vi sono
anch'io. Tu mi vedi, mi sorreggi ad ogni istante, mi custodisci come
cosa tua. Veglia, o Gesù, su quest'umile essere e sovvieni alle molte
sue necessità.
1 Pater, 1 Ave, 1 Gloria
Per la tua divina Infanzia…
7 ° giorno:
Sul tuo petto, o Bambino Gesù, sfavilla una croce. E il vessillo della
nostra Redenzione. Anch'io, o divin Salvatore, ho la mia croce, che,
sebbene leggera, troppo spesso mi opprime. Aiutami Tu a sostenerla,
perché la porti sempre con frutto. Ben sai quanto sono debole e vile!
1 Pater, 1 Ave, 1 Gloria
Per la tua divina Infanzia…
8 ° giorno:
Insieme con la Croce, sul tuo petto io scorgo, o Bambino Gesù, un aureo
cuoricino. E l'immagine del Cuor tuo, veramente d'oro per infinita
tenerezza. Tu sei l'Amico vero, che generosamente si prodiga, anzi
s'immola per la persona amata. Riversa ancora su di me, o Gesù,
l'ardore della tua carità, e insegnami a corrispondere una volta a
tanto tuo amore.
1 Pater, 1 Ave, 1 Gloria
Per la tua divina Infanzia…
9 ° giorno:
La tua destra onnipotente, o Grande Piccino, quante benedizioni ha mai
versato su quelli che ti onorano e t'invocano! Benedici anche a me, o
Bambino Gesù; all'anima mia, al mio corpo, ai miei interessi. Benedici
alle mie necessità per soccorrerle, ai miei desideri per compierli.
Ascolta pietoso i miei voti, ed io benedirò ogni giorno il Nome tuo
Santo.
1 Pater, 1 Ave, 1 Gloria
Triduo a Gesù
Bambino di Praga
(Per le necessità economiche, per
il lavoro...)
"O
miracoloso Bambino Gesù di Praga, fonte di ogni scienza e sapienza, da
cui gli uomini ricevono l’intelligenza come una scintilla che si
sprigiona dal fuoco infinito del Tuo essere, deh, rivolgi a me benigno
lo sguardo, mentre lotto con le difficoltà economiche della vita.
Per l’amore che porti
agli uomini, aiutami in queste mie difficoltà economiche e risolvile
Tu, affinché anch’io possa essere tra i molti che Ti dicono la loro
riconoscenza. Ti prometto di amarti ogni giorno di più e di propagare
fra i miei amici la devozione alla tua cara e prodigiosa immagine sotto
il titolo soave di Bambino di Praga, speciale protettore dei tuoi
devoti nei loro giorni difficili. Àmen."
(Tre Pàter e dodici Ave, in onore dei dodici anni dell’infanzia di Gesù
Bambino. Infine si aggiunga):
"Bambino Gesù, che a
dodici anni sapesti rispondere con ammirabile sapienza ai Dottori della
Legge, illumina l’intelligenza di coloro che potrebbero materialmente
aiutarmi, infiamma il loro cuore di amor mio per Te, affinché mi
sostengano volendo amarmi per amor tuo; rinforza la loro memoria
affinché non si dimentichino di me, di modo che il loro soccorso
risulti sollecito e tempestivo; ispira loro il cristiano compatimento
per le mie necessità; infondimi la serenità che mi viene dalla fede in
Te e nella tua protezione; guida i miei passi, le mie parole, i miei
desideri, in modo tale che siano conformi al volere del Padre. Àmen."
Queste preghiere si ripetano per tre giorni. Si raccomanda di
accostarsi ai Sacramenti (Confessione e Comunione) in un giorno del
triduo.
Triduo a Gesù
Bambino di Praga
(per
chi deve sostenere esami...)
"O miracoloso Bambino Gesù di Praga,
fonte di ogni scienza e sapienza, da cui gli uomini ricevono
l’intelligenza come una scintilla che si sprigiona dal fuoco infinito
del Tuo essere, deh, rivolgi a me benigno lo sguardo, mentre lotto con
le difficoltà degli studi e degli esami.
Per l’amore che porti
all’infanzia e alla gioventù, aiutami in queste mie fatiche
intellettuali e coronale di un esito felice, affinché anch’io possa
essere tra i molti che Ti dicono la loro riconoscenza. Ti prometto di
amarti ogni giorno di più e di propagare fra i miei amici la devozione
alla tua cara e prodigiosa immagine sotto il titolo soave di Bambino di
Praga, speciale protettore dei fanciulli e degli studenti tuoi devoti
nei giorni difficili degli esami. Àmen."
(Tre Pàter e dodici Ave, in onore dei dodici anni dell’infanzia di Gesù
Bambino. Infine si aggiunga):
"Bambino Gesù, che a
dodici anni sapesti rispondere con ammirabile sapienza ai Dottori della
Legge, illumina la mia intelligenza, rafforza la mia memoria, guida la
mia penna, [uno studente musicista dirà: guida la mia mano,
suggeriscimi le note] suggeriscimi le parole, infondimi la serenità
negli esami che mi viene dalla fede in Te e nella tua protezione;
ispira agli esaminatori il cristiano compatimento per le mie carenze,
affinché mi sostengano per amor tuo. Fa’ che io possa riuscire bene e
dare ai miei cari la gioia di una buona promozione, ma soprattutto fa’
che i desideri miei e loro siano conformi al volere del Padre. Àmen."
Queste preghiere si ripetano per tre giorni. Si raccomanda di
accostarsi ai Sacramenti (Confessione e Comunione) in un giorno del
triduo.
(tratto da: Catechismo di San Pio X)
PREGHIERA DELLO
STUDENTE
al
Miracoloso Bambino Gesù di Praga Protettore degli studenti
-O Bambino Gesù,
eterna ed incarnata Sapienza, che dalla tua soave
immagine di Praga dispensi a tutti generosamente le tue grazie, e in
particolare alla gioventù studiosa che a te si affida, deh, volgi
benigno lo sguardo sopra di me che t'invoco a protezione dei miei
studi.
Tu, Uomo Dio, sei il Signore della scienza, la fonte dell'ingegno e
della memoria: vieni dunque in soccorso alla mia debolezza. Illumina
la mia mente, rendendomi facile 1' acquisto della verità e del sapere;
rafforzami la memoria perché possa ritenere quanto ho appreso; nei
momenti difficili sii Tu mia luce, sostegno e conforto.
Dal tuo divìn Cuore imploro la grazia di adempiere fedelmente tutti i
miei doveri di studio, e di trarne i migliori frutti, per avere poi la
gioia di felici scrutini, e in particolar modo una buona promozione. Io
ti prometto, anche per meritare le grazie invocate, di essere fedele in
tutti i miei doveri cristiani e di amarti sempre più.
O dolce Bambino di Praga, custodiscimi ogni giorno sotto il provvido
tuo manto, e guidami soprattutto, oltre che nell'ascesa del sapere,
sulla via dell'eterna salvezza. Così sia. -
PREGHIERA AL
BAMBIN GESU’
- O Gesù, che hai voluto farti bambino, mi avvicino a Te con fiducia.
Credo che il tuo amore premuroso prevenga ogni mia necessità, e anche
per l'intercessione della tua santa Madre, Tu possa veramente venire
incontro a ogni mia necessità, spirituale e materiale, se ti prego
secondo la tua Volontà.
Ti amo con tutto il cuore e con tutte le forze del mio animo.
Ti chiedo perdono se la mia debolezza mi induce al peccato.
Ripeto con il tuo Vangelo Signore, se Tu vuoi puoi guarirmi.
A Te lascio decidere il come e il quando.
Sono disposto anche ad accettare la sofferenza, se questa è la tua
Volontà, ma aiutami a non indurirmi in essa, rendendola infruttuosa.
Aiutami a essere servitore fedele, e ad amare, per amor tuo, divino
Bambino, il mio prossimo come me stesso.
Bambino onnipotente, ti prego con insistenza di assistermi in questo
momento nella mia attuale circostanza (qui si può esprimere). Donami la
grazia di rimanere in Te, di essere posseduto e possederti interamente,
con i tuoi genitori, Maria e Giuseppe, nella lode eterna dei tuoi
celesti servitori. Amen. -
P. Cirillo, OCD
Preghiera del
Santo Padre Benedetto XVI a Gesù Bambino di Praga
Signore Gesù,
noi ti vediamo bambino
e crediamo che tu sei il Figlio di Dio,
fatto uomo per opera dello Spirito Santo
nel grembo della Vergine Maria.
Come a Betlemme
anche noi con Maria, Giuseppe,
gli Angeli e i pastori
ti adoriamo e ti riconosciamo
nostro unico Salvatore.
Ti sei fatto povero
per farci ricchi con la tua povertà:
concedi a noi di non dimenticarci mai
dei poveri e di tutti coloro che soffrono.
Proteggi le nostre famiglie,
benedici tutti i bambini del mondo
e fa' che regni sempre tra noi
l'amore che tu ci hai portato
e che rende più felice la vita.
Dona a tutti, o Gesù,
di riconoscere la verità del tuo Natale
perché tutti sappiano
che tu sei venuto a portare
all'intera famiglia umana
la luce, la gioia e la pace.
Tu sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre,
nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Amen.
Preghiera per
chiedere la salute di un malato:
- Oh Bambino Gesù, padrone della vita e della morte, benché indigni e
peccatore, mi sfianco davanti a Te per implorare la salute di, si
nomina alla persona per chi si chiede la grazia a chi tanto padrone.
La persona che ti raccomando molto ufre, afflitta per dolori, e non può
trovare un'altra uscita più che nella tua onnipotenza, nella quale
mette tutte le sue speranze.
Allevia, oh medica Celeste, le sue pene, liberala delle sue sofferenze
e dagli perfetta salute, se questo è conforme volendo divino ed al vero
bene della sua anima.-
Padre nostro - Avemaria - Gloria
ROSARIETTO O
CORONCINA DI GESÙ BAMBINO
Gesù stesso si degnò di
rivelare questo piccolo Rosario alla Venerabile
Margherita del Santissimo Sacramento, Carmelitana Scalza (morta nel
Carmelo di Beaune in Francia il 26 maggio 1648), esortandola a farlo
conoscere tra i fedeli, con la promessa di grazie specialissime per chi
lo reciterà con l'intenzione di onorare i Misteri della divina
infanzia.
Si recita nell'ordine:
1. Tre volte: «E il Verbo si è fatto carne».
Padre nostro... (in onore delle tre Persone della Sacra Famiglia).
2. Una volta: «E il Verbo si è fatto carne ed abitò fra noi».
3. Dodici volte: Ave Maria... (vogliono ricordare l'infanzia del
Signore).
4. Una volta: Gloria al Padre.
Notizie circa
fatti miracolosi legati a tale preghiera
- Una ad es. proviene da Tamara, bimba brasiliana di due anni. Fin
dalla nascita aveva forti disfunzioni lombari, e doveva camminare con
degli attrezzi speciali, conservati fino ad oggi nella chiesa. Con
grande difficoltà riusciva a fare dei passettini. I suoi genitori
fecero una novena al Santo Bambino di Praga. Nel sesto giorno della
novena ella poté togliersi gli attrezzi speciali che l’aiutavano a
muoversi, e camminare da sola. I medici restarono stupefatti. Alcuni
non riuscirono a credere che si trattasse di un miracolo, ma i suoi
genitori riuscirono a pagarsi il costoso viaggio fino a Praga per
ringraziare, nell’anno 1995.
Un altro fatto è la guarigione di una donna indiana, che da giovane
restò immobilizzata ad un letto per lungo tempo, paralizzata. Un giorno
le si rivelò il Santo Bambino di Praga, ed ella intuitivamente capì che
poteva essere guarita. Iniziò a pregare una novena al Santo Bambino
servendosi di un libricino che era riuscita a procurarsi da qualche
parte. Durante la novena iniziò a sentire che pian piano, prima nelle
gambe ed in seguito in tutto il corpo, stava ricominciando a circolare
la vita. Dopo solo alcune settimane era guarita dalla paralisi. Nel
1994, dopo aver raccolto il denaro per tutta la vita, all’età di 71
anni, riuscì a compiere il suo pellegrinaggio di ringraziamento a
Praga, inginocchiandosi davanti a Colui che l’aveva guarita.
Libri di
approfondimento
(di
prossima impaginazione scaricabili integralmente in questo sito gratuitamente):
1) La santa infanzia di Gesu bambino : ne' misteri della sua vita
santissima fino a' dodici anni
di: Patrignani, Giuseppe Antonio, 1659-1733.
Pubblicazione: (1768)
2) Della vita del padre Antonio Tommasini della compagnia di Giesu
di: Patrignani, Antonio
Pubblicazione: (1719)
3) Delizie della quotidiana conversazione col divino infante Gesu
diario sacro-istorico di Guiseppe Antonio Patrignani.
di: Patrignani, Giuseppe Antonio, 1659-1733.
Pubblicazione: (1732)
4) Vita della Venerabile Madre Suor Serafina di Dio, fondatrice di
sette monasteri dell'Ordine Carmelitano
di: Sguillante, Nicolo`
Pubblicazione: (1723)
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