"XI. NON
LASCIARSI GUASTARE A CAUSA DEL PECCATO ALTRUI
[160] 1 Al servo di Dio nessuna cosa deve dispiacere
eccetto il peccato. 2 E in qualunque modo una persona peccasse e, a
motivo di tale peccato, il servo dl Dio, non più guidato dalla
carità, ne prendesse turbamento e ira, accumula per sé
come un tesoro quella colpa. 3 Quel servo di Dio che non si adira
né si turba per alcunché, davvero vive senza nulla di
proprio. 4 Ed egli è beato perché, rendendo a Cesare
quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio, non
gli rimane nulla per sé.
XII. COME
RICONOSCERE LO SPIRITO DEL SIGNORE
[161] 1 A questo segno si può riconoscere il
servo di Dio, se ha lo spirito del Signore: 2 se, quando il
Signore compie, per mezzo di lui, qualcosa di buono, la sua
«carne» non se ne inorgoglisce ‑ poiché la
«carne» e sempre contraria ad ogni bene ‑, 3 ma piuttosto
si ritiene ancora più vile ai propri occhi e si stima
più piccolo di tutti gli altri uomini.
XIII. LA
PAZIENZA
[162] 1 Beati i pacifici, perché saranno
chiamati figli di Dio. Il servo di Dio non può conoscere quanta
pazienza e umiltà abbia in sé finché gli si
dà soddisfazione. 2 Quando invece verrà il tempo in
cui quelli che gli dovrebbero dare soddisfazione gli si mettono contro,
quanta pazienza e umiltà ha in questo caso, tanta ne ha e non
più.
XIV. LA
POVERTÀ DI SPIRITO
[163] 1 Beati i poveri in spinto, perché di
essi è il regno dei cieli.
2 Ci sono molti che, applicandosi insistentemente a
preghiere e occupazioni, fanno molte astinenze e mortificazioni
corporali, 3 ma per una sola parola che sembri ingiuria verso la loro
persona, o per qualche cosa che venga loro tolta, scandalizzati, tosto
si irritano. 4 Questi non sono poveri in spirito, poiché chi
è veramente povero in spirito odia se stesso e ama quelli
che lo percuotono nella guancia.
XV. I PACIFICI
[164] I Beati i pacifici, poiché saranno
chiamati figli di Dio. 2 Sono veri pacifici coloro che in tutte le
contrarietà che sopportano in questo mondo, per l’amore del
Signore nostro Gesù Cristo, conservano la pace nell’anima e
nel corpo.
XVI. LA
PUREZZA DI CUORE
[165] 1 Beati i puri di cuore, poiché essi
vedranno Dio. 2 Veramente puri di cuore sono coloro che disdegnano
le cose terrene e cercano le cose celesti, e non cessano mai di adorare
e vedere il Signore Dio, vivo e vero, con cuore ed animo puro.
XVII. L’UMILE
SERVO DI DIO
[166] 1 Beato quel servo il quale non si inorgoglisce
per il bene che il Signore dice e opera per mezzo di lui, più
che per il bene che dice e opera per mezzo di un altro. 2 Pecca
l’uomo che vuol ricevere dal suo prossimo più di quanto non
vuole dare di sé al Signore Dio.
XVIII. LA
COMPASSIONE PER IL PROSSIMO
[167] 1 Beato l’uomo che offre un sostegno al suo
prossimo per la sua fragilità, in quelle cose in cui vorrebbe
essere sostenuto da lui, se si trovasse in un caso simile.
[168] 2 Beato il servo che restituisce tutti i suoi
beni al Signore Iddio, perché chi riterrà qualche cosa
per sé, nasconde dentro di sé il denaro del Signore suo
Dio, e gli sarà tolto ciò che credeva di possedere.
XIX. L’UMILE SERVO DI DIO
[169] 1 Beato il servo, che non si ritiene migliore,
quando viene lodato e esaltato dagli uomini, di quando è
ritenuto vile, semplice e spregevole, 2 poiché quanto l’uomo
vale davanti a Dio, tanto vale e non di più. 3 Guai a quel
religioso, che è posto dagli altri in alto e per sua
volontà non vuol discendere. 4 E beato quel servo, che non
viene posto in alto di sua volontà e sempre desidera
mettersi sotto i piedi degli altri.
[...]
XXII. DELLA
CORREZIONE FRATERNA
[172] 1 Beato il servo che è disposto a
sopportare cosi pazientemente da un altro la correzione, l’accusa e il
rimprovero, come se li facesse da sé. 2 Beato il servo che,
rimproverato, di buon animo accetta, si sottomette con modestia,
umilmente confessa e volentieri ripara. 3 Beato il servo che non
è veloce a scusarsi e umilmente sopporta la vergogna e la
riprensione per un peccato, sebbene non abbia commesso colpa.
XXIII. LA VERA
UMILTÀ
[173] 1 Beato il servo che viene trovato cosi umile
tra i suoi sudditi come quando fosse tra i suoi padroni.
2 Beato il servo che si mantiene sempre sotto la
verga della correzione. 3 È servo fedele e prudente colui che di
tutti i suoi peccati non tarda a punirsi, interiormente per mezzo della
contrizione ed esteriormente con la confessione e con opere di
riparazione.
XXIV. LA VERA
DILEZIONE
[174] Beato il servo che tanto è disposto ad
amare il suo fratello quando è infermo, e perciò non
può ricambiargli il servizio, quanto l’ama quando è
sano, e può ricambiarglielo.
XXV. ANCORA
DELLA VERA DILEZIONE
[175] Beato il servo che tanto amerebbe e temerebbe
un suo fratello quando fosse lontano da lui, quanto se fosse accanto a
lui, e non direbbe dietro le sue spalle niente che con carità
non possa dire in sua presenza.
[...]
XXVII. COME LE
VIRTÙ ALLONTANANO I VIZI
[177] 1 Dove è amore e sapienza,
ivi non è timore né ignoranza.
2 Dove è pazienza e umiltà,
ivi non è ira né turbamento.
3 Dove è povertà con letizia,
ivi non è cupidigia né avarizia.
4 Dove è quiete e meditazione,
ivi non è affanno né dissipazione.
5 Dove è il timore del Signore a custodire la sua casa,
ivi il nemico non può trovare via d’entrata.
6 Dove è misericordia e discrezione,
ivi non è superfluità né durezza.
XXVIII. IL
BENE VA NASCOSTO PERCHÉ NON SI PERDA
[178] 1 Beato il servo che accumula nel tesoro del
cielo i beni che il Signore gli mostra e non brama dl manifestarli
agli uomini con la speranza di averne compenso. 2 poiché lo
stesso Altissimo manifesterà le sue opere a chiunque gli
piacerà. 3 Beato il servo che conserva nel suo cuore i segreti
del Signore."
Segue estratto da: LETTERA AI FEDELI
(Seconda
recensione)
"VII.
DELL’AMORE VERSO I NEMICI
[195] 37 Dobbiamo avere in odio i nostri corpi con i
vizi e i peccati, poiché il Signore dice nel Vangelo: Tutte le
cose cattive, i vizi e i peccati escono dal cuore.
[196] 38 Dobbiamo amare i nostri nemici e fare del
bene a coloro che ci odiano. 39 Dobbiamo osservare i precetti e i
consigli del Signore nostro Gesù Cristo. 40 Dobbiamo anche
rinnegare noi stessi e porre i nostri corpi sotto il giogo del servizio
e della santa obbedienza, così come ciascuno ha promesso al
Signore.
VIII.
UMILTÀ NEL COMANDARE
[197] 41 E nessun uomo si ritenga obbligato
dall’obbedienza a obbedire a qualcuno là dove si commette
delitto o peccato. 42 E colui al quale è affidata
l’obbedienza e che è ritenuto maggiore, sia come il minore
e servo degli altri fratelli, 43 e usi ed abbia nei confronti di
ciascuno dei suoi fratelli quella misericordia che vorrebbe fosse usata
verso di sé qualora si trovasse in un caso simile.
[198] 44 E per il peccato commesso dal fratello non
si adiri contro di lui, ma lo ammonisca e lo conforti con ogni pazienza
e umiltà.
IX. DEL
FUGGIRE LA SAPIENZA CARNALE
[199] 45 Non dobbiamo essere sapienti e prudenti
secondo la carne, ma piuttosto dobbiamo essere semplici, umili e puri.
46 Teniamo i nostri corpi in umiliazione e dispregio, perché
noi, per colpa nostra, siamo miseri, fetidi e vermi, come dice il
Signore per bocca del profeta: «lo sono un verme e non un
uomo, l’obbrobrio degli uomini e scherno del popolo».
47 Mai dobbiamo desiderare di essere sopra gli
altri, ma anzi dobbiamo essere servi e soggetti ad ogni umana
creatura per amore di Dio.
X. DEL SERVO
FEDELE CHE DIVIENE DIMORA DI DIO
[200] 48 E tutti quelli e quelle che si diporteranno
in questo modo, fino a quando faranno tali cose e persevereranno
in esse sino alla fine, riposerà su di essi lo Spirito del
Signore, ed egli ne farà sua abitazione e dimora. 49 E
saranno figli del Padre celeste, di cui fanno le opere, 50 e sono
sposi, fratelli e madri del Signore nostro Gesù Cristo.
51 Siamo sposi, quando l’anima fedele si congiunge a
Gesù Cristo per l’azione dello Spirito Santo. 52 E siamo
fratelli, quando facciamo la volontà del Padre suo, che è
in cielo. 53 Siamo madri, quando lo portiamo nel nostro cuore e nel
nostro corpo attraverso l’amore e la pura e sincera coscienza, e lo
generiamo attraverso il santo operare, che deve risplendere in
esempio per gli altri.
[201] 54 Oh, come è glorioso e santo e grande
avere in cielo un Padre!
55 Oh, come è santo, consolante, bello e
ammirabile avere un tale Sposo!
56 Oh, come è santo come è delizioso,
piacevole, umile, pacifico, dolce e amabile e sopra ogni cosa
desiderabile avere un tale fratello e figlio, il quale offrì la
sua vita per le sue pecore e pregò il Padre per noi,
dicendo: «Padre santo, custodisci nel tuo nome quelli che mi
hai dato. 57 Padre, tutti coloro che mi hai dato nel mondo erano tuoi e
tu li hai dati a me. 58 E le parole che desti a me, le ho date a
loro; ed essi le hanno accolte e veramente hanno riconosciuto che io
sono uscito da te ed hanno creduto che tu mi hai mandato. Io prego per
loro e non per il mondo. Benedicili e santificali. 59 E per loro io
santifico me stesso, affinché siano santificati
nell’unità, come lo siamo noi. 60 E voglio, o Padre, che dove io
sono ci siano anch’essi con me, affinché vedano la mia gloria
nel tuo regno».
[202] 61 A colui che tanto patì per noi, che
tanti beni ha elargito e ci elargirà in futuro, a Dio, ogni
creatura che vive nei cieli, sulla terra, nel mare e negli abissi
renda lode, gloria, onore e benedizione, 62 poiché egli è
la nostra virtù e la nostra fortezza. Egli che solo è
buono, solo altissimo, solo onnipotente, ammirabile glorioso e solo
è santo, degno di lode e benedetto per gli infiniti secoli dei
secoli. Amen."
LODI DI DIO ALTISSIMO
"[261] 1 Tu sei santo, Signore, solo Dio, che operi
cose meravigliose.
2 Tu sei forte, Tu sei grande, Tu sei altissimo,
Tu sei re onnipotente, Tu, Padre santo, re del cielo e della terra.
3 Tu sei trino ed uno, Signore Dio degli dèi,
Tu sei il bene, ogni bene, il sommo bene, il Signore Dio vivo e vero.
4 Tu sei amore e carità, Tu sei sapienza,
Tu sei umiltà, Tu sei pazienza,
Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine,
Tu sei sicurezza, Tu sei quiete.
5 Tu sei gaudio e letizia, Tu sei nostra speranza, Tu sei giustizia,
Tu sei temperanza, Tu sei tutta la nostra ricchezza a sufficienza.
Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine.
Tu sei protettore, Tu sei custode e nostro difensore,
Tu sei fortezza, Tu sei refrigerio.
7Tu sei la nostra speranza, Tu sei la nostra fede, Tu sei la nostra
carità.
Tu sei tutta la nostra dolcezza, Tu sei la nostra vita eterna
grande e ammirabile Signore,
Dio onnipotente, misericordioso Salvatore."
PREGHIERA «ABSORBEAT»
[277] 1 Rapisca, ti prego, o Signore,
l’ardente e dolce forza del tuo amore
la mente mia da tutte le cose che sono sotto il cielo,
2 perché io muoia per amore dell’amor tuo,
come tu ti sei degnato morire
per amore dell’amor mio.
DELLA VERA E PERFETTA LETIZIA
[278] 1 Lo stesso [fra Leonardo] riferì che un
giorno il beato Francesco, presso Santa Maria [degli Angeli],
chiamò frate Leone e gli disse: «Frate Leone,
scrivi». 2 Questi rispose: «Eccomi, sono
pronto». 3 «Scrivi ‑ disse - quale è la vera
letizia».
4 «Viene un messo e dice che tutti i maestri
di Parigi sono entrati nell’Ordine, scrivi: non è vera
letizia. 5 Cosi pure che sono entrati nell’Ordine tutti i prelati
d’Oltr’Alpe, arcivescovi e vescovi, non solo, ma perfino il Re di
Francia e il Re d’lnghilterra; scrivi: non è vera letizia.
6 E se ti giunge ancora notizia che i miei frati sono andati tra gli
infedeli e li hanno convertiti tutti alla fede, oppure che io ho
ricevuto da Dio tanta grazia da sanar gli infermi e da fare molti
miracoli; ebbene io ti dico: in tutte queste cose non è la
vera letizia».
7 «Ma quale è la vera letizia?».
8 «Ecco, io torno da Perugia e, a notte
profonda, giungo qui, ed è un inverno fangoso e così
rigido che, all’estremità della tonaca, si formano dei
ghiacciuoli d’acqua congelata, che mi percuotono continuamente le
gambe fino a far uscire il sangue da siffatte ferite. 9 E io tutto nel
fango, nel freddo e nel ghiaccio, giungo alla porta e, dopo aver a
lungo picchiato e chiamato, viene un frate e chiede: «Chi
è?». Io rispondo: «Frate Francesco». 10 E
quegli dice: «Vattene, non è ora decente questa, di andare
in giro, non entrerai». 11 E poiché io insisto ancora,
l’altro risponde: «Vattene, tu sei un semplice ed un idiota, qui
non ci puoi venire ormai; noi siamo tanti e tali che non abbiamo
bisogno di te». 12 E io sempre resto davanti alla porta e dico:
«Per amor di Dio, accoglietemi per questa notte». 13 E
quegli risponde: «Non lo farò. 14 Vattene al luogo dei
Crociferi e chiedi là».
15 Ebbene, se io avrò avuto pazienza e non mi
sarò conturbato, io ti dico che qui è la vera
letizia e qui è la vera virtù e la salvezza
dell’anima».