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27 Maggio 1941
Gesù mi ha detto alla S. Comunione Figlia mia, come sono triste
vedendo che tanti miei sacerdoti peccano anche sopra l'altare!
Il mondo è bagnato di sangue e velato di lacrime, eppure loro
non riparano il mio Cuore addolorato che con la più nera
ingratitudine! Dì al tuo conf.re che colle sue fervorose
preghiere ripari le
offese che quotidianamente ricevo da tanti miei amici.
25 maggio 1941
Mentre pregavo davanti al S. Sacramento, d'un tratto fui rapita dai
sensi: vidi Gesù in croce, grondante sangue da ogni piaga; il
sangue scendeva a rivi che bagnava il pavimento.
Vidi degli angeli, con calici d'oro in mano, mettere vicino alle piaghe
(il calice); in un momento il calice (era) ripieno. Si appartava uno e
veniva l'altro con un nuovo calice; parte del sangue andava perduto.
Gesù piangeva.
perché piangi?, io dissi.
Figlia, piango perché tanto del mio sangue, che io sparsi nella
dolorosa passione, vedo che va perduto senza profitto.
27 Maggio 1941
Sognai Don Bosco nel cortile della casa della Chiesa del S. Cuore. Mi
avvicinai e mi disse: Figliole, tu e tua sorella vi state occupando per
la conversione di tale famiglia. Figlia, da quelli non otterrete niente
di buono, non sono di parola.
Vedi questo vaso come è bello? In un momento il medesimo vaso lo
vidi sporco. Vedi, mi disse, quelli sono uguali a questo vaso, si
sporcano ogni momento.
Tua sorella non ha pazienza; nelle piccole contrarietà non va
bene. Tu non sai quanto io soffri(i) quand'ero nel mondo! La mia vita
è stata intessuta di spine; e voi per un nonnulla vi agitate:
non va bene.
31 Maggio 1941
Grazia è malata, non stare in pensiero; questi giorni, parto per
Sassari. Io la scelsi per vittima, perciò le do da soffrire con
varie tribolazioni.
Pasqua 1941
Dopo la S. Comunione mi è apparso Don Bosco e mi disse:
Figliuola, vedi questo giardino come è bello?
Io vidi tanti gigli bianchi. E lui mi ripetè: Figlia, questi
sono le anime dei giovani, che io coltivai, e che tuttora continuo a
coltivare: i miei figli. Ogni giovane aveva davanti un giglio; chi
lavora per le anime avrà la ricompensa che ebbi io della gloria.
Martedì
17 Maggio
Mi si presentò due corone, e l'angelo mi disse: Di queste due
corone, quale vuoi?
Io guardai, e non sapevo quale scegliere; rimasi incerta sulla scelta.
E l'angelo mi ripeté: Chi sceglie in vita quella di rose,
nell'altra avrà quella di spine.
4 Maggio 1941
Il 4 Maggio 1941 ebbi una grande umiliazione da una signora. Mentre
pregavo mi si presento la Vergine Ausiliatrice col bambino in braccio.
Io, inginocchiata davanti, pregavo e piangevo. La Mamma Celeste mi
sorrise e mi diede per un momento il S. Bambino in braccio. Passai
pochi momenti di Paradiso.
Maggio 1941
Un altro giorno pregavo, quando mi vidi davanti il Sacro Cuore che mi
disse:
- Figlia, tu piangi per una piccola umiliazione; ed io non fui tradito
innocente? Che male avevo fatto? Mi tradì uno che mangiava nella
mia tavola.
29 Maggio 1941
Mentre pregavo fui rapita in un istante. Mi si presentò la Mamma
Celeste col Bambino nelle ginocchia.
Mi si avvicinò un angelo e mi disse: Vieni con me; mi fece
inginocchiare davanti alla Vergine: lui recitava una preghiera e volle
che io la ripetessi assieme a lui.
Mamma mia Celeste!
Aprile 1941
Mentre pregavo mi si presento davanti una scala ove ci erano due angeli
ai lati. Uno in mezzo con un tavolino, calamaio e penna ed un gran
registro.
Tanta gente passava davanti, ma indifferente; pochi si fermavano,
prendevano la penna e scrivevano nel registro.
In alto a cotesta scala c'era scritto: Buoni del Tesoro; poi un'altra
scritta diceva: Diecimila d'interesse per mille in cima alla scala vidi
che rimaneva in mezzo il S. Cuore che invitava a salire in alto, ma
parecchi, arrivati ad un punto, scendevano indietro.
Nel mentre che anch'io facevo le scale, il S. Cuore mi disse: Figlia,
dì al tuo conf.re che propaghi i nove venerdì primi del
mese, che io dò l'interesse mille per dieci mila ".
23 maggio 1941
Gesù, lagnandosi, mi disse: di al tuo con.re che preghi per
tanti sacerdoti che mi offendono anche sopra l'altare.
Maggio 1941
Gesù mi presentò due fogli e mi disse: Scrivi sopra
questo foglio "Ama il tuo prossimo, perdona il tuo prossimo, non parlar
mai male del tuo prossimo".
Io scrissi le parole da Lui dettate.
Poi mi disse: Ora scrivi sopra il secondo foglio, per tua sorella. Io
scrissi.
In ultimo timbrò tutti e due i fogli con un timbro pieno di
sangue.
1 giugno 1941
Oggi Gesù, dopo la S. Comunione, mi disse: Al tale sacerdote non
scrivergli più cose della tua anima; devi avere un po'
più di prudenza. E tu con tua sorella dovete essere più
rassegnate e più buone; se volete che io vi ami, dovete non
darmi il minimo dispiacere.
Vidi una processione ove, in trionfo, portavano la Madonna
Ausiliatrice. La processione arrivò fino a Porta San Giovanni.
La Vergine, proprio a Porta San Giovanni parlò e disse: -
Verrà fra (1) È un errore di scrittura; per il contesto
va inteso come quello in cima alla scala: "Diecimila per mille".
pochi mesi una terribile guerra; io sto trattenendo il braccio del mio
Figliuolo, sdegnato per le mode immodeste e altri peccati orribili, ma
non riesco a placarlo.
Però io sarò protettrice della mia zona affinché
non abbia, in questa tremenda guerra, nessun danno.
E la processione ritornò in Via Appia fino alla Chiesa di Maria
Ausiliatrice.
Dicembre 24,
1940
La notte di Natale mi trovai nella stalla ove nacque Gesù.
Dentro un(a) misera grotta c'era il S. Bambino coricato sopra una
mangiatoia, S. Giuseppe colla Madonna inginocchiati davanti al Bambino
che tremava di freddo.
S. Giuseppe, appena mi vide, mi fece cenno di inginocchiarmi anch'io,
vicino, e mi disse:
- Vedi la nostra povertà? Tutte queste sofferenze sono per la
salvezza del genere umano.
Novembre 1938
Pregavo il buon Gesù; d'un tratto mi si presentò un
angelo e mi ferì il cuore.
Detta ferita la sento tutt' ora; è una ferita che mi fa bruciare
d'amore per Gesù.
Maggio 1941
Una notte, mentre pregavo, mi si presentò un angelo con una
corona in mano, di spine; me la mise in testa che sentì un
dolore, perché mi trafisse tutta la testa che, per parecchi
giorni, un occhio non lo potevo aprire, perché divenne rosso e,
dentro, mi sembrava d'esserci una spina.
Marzo 1940
La Madonna mi portò al fronte ove vidi tanti soldati feriti. Mi
tremavo nel vedere tanti feriti grondanti sangue.
La Vergine mi disse: "Figlia, prega, prega e fa pregare il tuo santo
conf.re affinché il mio figlio presto faccia cessare cotesto
orribile flagello.
Poi mi fece vedere un mio fratello che ho lontano; passeggiava, era
magro e triste; e la Madonna mi disse: è così pensieroso
perché (non) ha avuto più vostre notizie.
Ottobre '38
Una sera, mentre pregavo, un angelo mi prese il cuore; sentì(i)
un gran dolore, ed io dicevo: (Gesù) t'amo, sebbene mi vegga
nemica agli occhi tuoi: scacciami quanto vuoi, sempre ti seguirò.
Aprile 1941
La Vergine, una sera mentre pregavo, mi disse: "Mio Figlio non vuole
concedere la grazia della pace perché il mondo è
corrotto; le donne immodeste che vanno ad insultare mio figlio anche
dentro la Chiesa, mascherate di rosso che fanno ribrezzo.
Prega tu, figliuola, e fa pregare il tuo conf.re affinché mio
figlio si possa calmare.
E pregate pure per tanti soldati che muoiono al fronte, non tutti con
una vera contrizione. Molti di questi rimangono a soffrire nel
purgatorio.
Maggio 1941
La Vergine mi disse: Figlia, dal più umile al più alto il
mondo è corrotto.
Giugno 5 1941
Gesù colla Vergine Ausiliatrice mi disse: Tali Suore sono senza
pane; oggi per, mio amore, devi dare l'offerta che dovevi a San
Antonio, ossia alle orfanelle, devi dare, per mio amore, la metà
a dette suore.
Ed io risposi: Obbedisco, però mi hanno fatto piangere!
E Lui: Non fa niente; nel libro della vita ci devi scrivere altre
sofferenze!
Primo
venerdì del mese (di) giugno 1941
Gesù mi disse: Figlia mia, dammi il tuo cuore, dammelo. Ed io:
Prendilo, Gesù, e fanne ciò che vuoi.
Sai figlia, che a tanti lo chiesi? Chi me lo vuol dare a metà ed
è corrotto; io le cose divise non le accetto...
Giugno 7 1941
Figlia, non rispondere a nessuno senza il permesso del confessore; abbi
prudenza! Non far niente senza prima aver chiesto il permesso. Tua zia
è la mamma dei poveri, ed io ho deciso di levarla dal mondo
perché tanti poveri da lei beneficati, invece di beneficare
(ringraziare) Me, non si degnano, tanti, neppure in giorno di festa
ascoltare la S. Messa, né fare la Pasqua.
Ed io voglio punire tali poveri; tu prega e ripara per loro.
Maggio 1940
La Vergine Ausiliatrice mi (si) presentò e mi disse:
- Figlia mia, il mio Figlio è sdegnato per il mondo corrotto, e
vuole inviare al genere umano un castigo. Io non posso, da sola,
riuscire a calmare il suo potente braccio: assolutamente lo vuole
punire.
Sono in cerca di firme per calmare il mio Figlio sdegnato.
Mi diede un foglio ed io scrissi.
Vorrei altre anime che firmassero... Tutta addolorata sparì.
Giugno 1941
Dopo la S. Comunione Gesù mi rimproverò, dicendorni:
Figliuola, tu e tua sorella vi preoccupate troppo per l'avvenire; se io
penso per gli uccelli dell'aria, e come non posso pensare per voi che
tanto vi amo?
Maggio 1941
Gesù mi fece vedere la gloria di San Francesco d'Assisi; lo vidi
risplendente: il più bello del Paradiso.
Giugno, 9
Dopo la S. Comunione, Gesù mi disse: Sono sdegnato contro gli
uomini; mode scandalose... Pochissime sono le anime che riparano per
tanti peccati dei loro fratelli.
La sera del 9 giugno nella Chiesa del Corpus Domini, mentre pregavo,
fui rapita, vidi Gesù nell'ostia scintillante; poi, attorno
c'era scritto in tre scritte: Tuo l'amor mio. Tuo l'amor mio. Tuo
l'amor mio.
Giugno 11
Vidi Don Bosco nella Chiesa di Maria Ausiliatrice. Mi prese per mano e
mi fece inginocchiare davanti all'immagine della Madonna: Pregala, mi
disse, questa buona Mamma ti otterrà quanto tu desideri.
Io, a voce alta, la pregai, dicendo così: Domandate a Dio, Mamma
Celeste, che ci faccia tutti santi! Che sarebbe di noi, se voi ci
abbandonaste?
Io non merito che voi spandiate sopra di me quell'abbondanza di grazie
che tutti i giorni ottenete alle anime pure, ma almeno ottenetemi la
grazia che le nazioni si diano il bacio della pace.
La Mamma mi sorrise.
12 giugno
Il giorno 12 giugno, dopo la S. Comunione, vidi tre Croci: in una, in
mezzo, ci era Gesù; nelle altre due non c'era nessuno.
Allora mi si avvicinò Don Bosco e mi disse: Figliuola,
Gesù mi ha messo qua per cercare delle anime vittime per
riparare a tante offese che continuamente si fanno contro Gesù,
specie con le mode immodeste; e poi queste vittime serviranno per
ottenere la pace fra le Nazioni.
Figlia, in tanto girare trovai te e Grazia; queste due croci vuote
serviranno, una per te, l'altra per Grazia.
Giugno
Dopo la S. Comunione vidi altre tre Croci: in una camminava Gesù
trascinando la Croce; le altre due, mi disse Gesù, una è
per te, l'altra per Grazia.
Chi vuol seguirmi prenda la sua Croce e mi segua!
Giugno 21
Ieri ebbi un piccolo dispiacere; io piansi un poco: nel momento pregavo.
Fui rapita; mi si presentò un angelo con una corona, e me la
mise in testa dicendomi: Questa corona te la regala Gesù, abbila
cara.
Nel mentre che mi metteva la corona, mi senti(i) la testa tutta
trafitta, gli occhi non li potevo aprire. Mi durò il dolore per
ore ed ore.
La mattina del 21 giugno, Gesù, dopo la S. Comunione, mi disse:
Devi aver pazienza, io t'invierò qualche crocetta, accettala per
mio amore.
Giovedì 3 luglio 1941
Mentre recitavo l'Angelus Domini, fui rapita: vidi il S. Cuore e mi
disse: Mi ho preso la tua zia. In tale notizia, piansi.
E Gesù: Non piangere! Non sai che io sono il S. Cuore, pieno di
carità?
Un'altra volta il S. Cuore, dopo la S. Comunione, mi disse: Sappi,
figlia, che io sono Carità Cristis (Caritas Christi); non
temere, sono, ripetè, Carità Cristi.
Oggi 9 luglio
La Mamma Celeste mi (si) presentò e mi disse: Come siete triste!
Tu e tua sorella non avete fede in me, vostra Mamma! E non sai che io
sono la tesoriera di tutte le grazie?
Recita ed innalza alla Santissima Trinità questa orazione:
- O Padre, o Figliuolo, o Spirito Santo, o Santissima Trinità, o
Gesù e Maria, o Santi del Paradiso, questa grazia domando per il
Sangue di Gesù Cristo.
Un giorno, in cotesto mese di luglio mi si presentò Gesù
che aveva davanti una statua di marmo; rivoltosi a me, disse: Io sto
ritoccando cotesta statua poco per volta. Col mio scarpellino (sic) la
ritocco per divenire a perfezione.
Questa statua siete voi, figliuole, ed io vi ritocco ora con una
tribolazione, ora con altre; ma voi non siete per niente capaci di
soffrire la minima occasione, specie la tua sorella.
Giugno 30 1941
Dopo la S. Comunione mi si presentò S. Paolo Apostolo;
sorridente, mi disse: Figlia, tu ti allarmi per piccole cose: Se (tu)
sapessi quanto sofri(i) nel mio apostolato! Fame, sete, disprezzi,
prigionia.
Sì, figlia, dì a Gesù che disponga di te come a
Lui piace per la salvezza delle anime, e per l'avvento del Regno del
Sacro Cuore.
12 luglio 1941
Mentre pregavo, fui rapita: mi si presentò in aria una gran
Croce con Gesù inchiodato sopra.
Gesù piangeva perché una moltitudine di uomini appresso,
lo maltrattavano: chi gli tirava sassi, chi pezzi di ferro, chi
l'insultava con parolacce.
Gesù, tutto insanguinato, piangendo, diceva: Salvatemi,
aiutatemi, portatemi al Vaticano, nascondetemi a San Pietro.
E tutti quei (sic) uomini sempre appresso lo seguivano fino al Vaticano.
Io a tal vista, dissi: Gesù mio, anch'io ti ho tirato sassi come
cotesti cattivi.
E Lui mi rispose: Aiutami; nascondetemi al Vaticano.
Nel mentre, una schiera di angeli facevano la corte al S. Crocifsso, e
l'accompagnavano verso il Vaticano.
Giugno 1941
Una sera, mentre facevo orazione, fui rapita in spirito; mi si
presentò Don Bosco e mi disse: Figliuola, se sapessi quanto
soffrii io quend'ero nel mondo! La mia vita fu un martirio.
Tu ora, se soffri, ricordati che ti sei offerta vittima per la
liberazione dei poveri Russi dal bolscevismo, accanito nemico di Dio.
Figlia, prega, prega che presto il Crocifisso entri nella Russia.
Una sera, mentre facevo orazione, mi si presentò la Mamma
Celeste, Maria Ausiliatrice, e mi disse: La tua zia è in
Purgatorio perché tralasciava molte volte la S. Messa nei giorni
festivi. Sta tranquilla, penserò io per il tuo avvenire.
Una sera mi si presentò S. Teresa del Bambino Gesù, e
sopra il mio letto sparse moltissime foglie (di) rosa, (e) subito
sparì.
Una sera, mentre facevo orazione, mi si presentò la Vergine
Ausiliatrice col Bambino nel braccio; mi sorrise tutta affettuosa.
Una mattina pregavo per un mio cugino sofferente di mal di testa;
dicevo a Gesù: Guariscilo, è un tuo ministro Salesiano.
Se non ha salute non può lavorare nella tua vigna; deve partire
missionario, e come fa col mal di testa? Guariscilo, Gesù! Tu
sai che non vuol prendere medicine.
E Gesù rispose: Figlia, sappi che le piante, ce ne sono tante
che (se) non sono innaffiate, si seccano; e così tuo cugino, se
non prende le medicine, si può seccare più e più
nella salute.
lo posso farlo guarire in un momento, ma per certe anime sante, mie
predilette, permetto che rimangano deboli, per poi farne dei miei
prediletti. 43
Una volta fui portata in Paradiso, e vidi due troni.
Chiesi: Chi ci sta in questi troni? Non vedo nessuno. E l'angelo mi
disse: Uno di questi sarà per te, e l'altro per tua sorella,
però se perseverete nella santa purità, di amore di Dio e
del prossimo.
Luglio, 20 1941
Nella Chiesa del Corpus Domini facevo orazione a Gesù
Sacramentato. Fui rapita in spirito; mi si presentò la Mamma
Addolorata e, piangendo, mi disse: Figlia, prega; il mondo cade in
rovina, il mondo è divenuto un letamaio fetente. Puzza, puzza;
dalle mode immodeste, dalla sfacciataggine nel vestire: il mondo
è divenuto un immondezzaio puzzolente.
Un giorno, mentre facevo orazione, fui rapita. Mi si presentò
Gesù e mi disse: Figlia, vuoi soffrire?
Io risposi: sì, Signore, per tuo amore voglio soffrire tanto
tanto.
Nel mentre Gesù mi si presentò in forma di Crocefisso;
dalle ferite di Gesù uscivano raggi di luce, e detti raggi
vennero a ferirmi le mani, i piedi e la testa ed il costato.
Mi senti(i) un dolore in tutte le parti ferite, che rimasi ore caduta
per terra.
Mi svegliai e vidi che dalla parti ferite mi usciva un poco di sangue,
con dolore immenso in tutte le parti.
Ero sull'età di 29 anni. Dal giorno mi affezionai a meditare
mattina e sera, la Passione di Gesù.
Mio Gesù, io dal giorno non desiderai più consolazioni,
ma solo di soffrire per te: soffrire tanto da dimenticare me stessa e
vivere solo per te, o Signore.
Gesù è tanto buono, specialmente verso i tribolati. La
povera mamma tante volte mi mandava a fare la spesa di sera tardi;
avevo paura (a) camminare da sola, specialmente in vie isolate.
Ero piccola, ma obbedivo la mamma, ed ero pronta ad ogni comando dei
miei genitori.
Paurosa, svelta camminavo; ad un tratto mi vidi vicino il mio angelo
custode che, tutto affettuoso, mi diceva: Non aver paura, sono io
vicino, che ti sto facendo buona compagnia.
Discorrevamo, mi esortava ad essere sempre buona verso il prossimo; io
entravo nella casa per comprare ricotta e formaggio, e lui rimaneva
fuori. Poi di nuovo mi accompagnava fino alla porta della mia casa, e
spariva, lasciandomi tutta contenta della buona compagnia.
La nonna l'ho avuta malata circa sei anni. Era vecchia, non sempre si
contentava di ciò che io le davo per mangiare.
Era tempo di guerra mondiale; mancava(no) molte cose, specie per una
malata.
Piaceva a lei tanto il pesce; un giorno non volle mangiare: voleva
pesce ad ogni costo.
Dove trovarlo? Io piansi; ero giovinetta senza sperienza (sic). Mi misi
a frugare fra i tiretti... Meraviglia! Trovai un piatto di pesce
caldo!! Come è buono il Signore anche verso i malati!
8 Luglio 1941
Mentre pregavo nella Chiesa di Corpus Domini, fui rapita in spirito. Mi
si presentò la Vergine tutta mesta, mi disse: Il mio Figliuolo
è sdegnato per i peccati degli uomini; io non riesco a placarlo.
Si pentì d'aver creato l'uomo.
Sto pregando affinché tutti gli uomini si diano presto il bacio
della pace, ma non posso placare il mio Figlio sdegnato!
Prega tu, Figlia, prega e fa pregare anche il tuo conf.re e quante
anime tu conosci buone, affinché presto si calmi questo flagello.
E, così triste, la Vergine si ritirò.
Luglio 1941
Pregavo la Vergine e Sant'Anna affinché il mio nipotino fosse
intelligente e più di buona volontà negli studi;
insistevo presso la Vergine che tale grazia mi concedesse.
La mia buona nonna, Sant'Anna, mi si avvicinò e mi disse: Figlia
mia, abbi fede nella tua nonna Anna, che io ti otterrò la
sospirata grazia. Ed io, tutta contenta, le baciai la mano, e mi
svegliai.
Luglio 1941
Ieri mattina, dopo la S. Comunione, mi senti(i) toccare la spalla, ed
una voce triste, all'orecchio mi disse: Io sono un'anima, morta (da)
poche ore sotto le macerie. Sono poche ore che soffro nel Purgatorio:
mi sembra un secolo!
Dio è severo, Dio è giusto, Dio punisce. Prega per me, e
fa pregare Monsignor Massimi, come pure a Paola ed anche a Vitalia.
Pregate, pregate; liberatemi da tante tremende pene!
Luglio 1941
Mentre pregavo, dopo la S. Comunione, fui rapita. Mi si presentò
Sant'Anna colla Vergine. La Vergine mi si avvicinò e mi disse:
Figlia, la maggior parte degli uomini son divenuti sozzi; sozzi come le
bestie immonde. Si buttano nelle croache (sic) putride e puzzolenti.
insultano mio Figlio anche nelle Chiese; le donne spudoratamente
mascherate, e nudo il corpo, si presentano nel Sacro Tempio.
Le loro preghiere non sono ascoltate, non salgono al trono di Dio,
perché fatte da persone nefande. La S. Messa l'ascoltano
peccaminosamente, i S. Sacramenti ricevuti malamente.
Mio Figlio, nel vedere tanta nefandità, si pente d'aver creato
l'uomo, e non vuole ascoltare le loro orazioni; anzi per niente (si)
alzano al trono di Dio: un bronzo si è messo fra il cielo e la
terra.
Dì al tuo conf.re che preghi, e dica alle anime che avvicina,
che il mio Figlio è grandemente sdegnato contro il genere umano.
E, così lagnandosi, la Vergine con la Mamma sua si allontanarono.
1941...
Mi trovai a Calangianus. Vidi parecchi angeli che facevano e
preparavano nelle vie degli archi trionfali.
Mentre tutto era preparato, vennero altri due angeli messaggeri, ed a
voce alta dicevano: Levate questi archi; non lo meritano.
Prontamente i medesimi angeli che avevano preparato gli archi, levarono
gli archi di alloro già preparati.
Una gran festa si era preparata in quel paese, ma non so per (quali)
motivi di demerito, il Signore fece levare gli archi già
preparati.
Luglio 29 1941
Ieri sera, mentre recitavo il Rosario, fui rapita in ispirito: Mi si
presentò la Vergine con le mani giunte, in atto di preghiera
verso il Crocefisso Gesù.
La Mamma Celeste diceva al suo caro fgliuolo: Perdona, Figlio mio,
perdona al genere umano, perdona! Fallo per quei nove mesi che ti
portai nel seno; calma questo flagello, fa che tutti gli uomini si
diano il bacio della pace! Fallo, Figlio mio, per il latte che ti
diedi; fa riabbracciare colla pace tutti gli uomini!
Gesù rispondeva: Non lo meritano. La Vergine, mesta,
abbassò gli occhi.
Come è buona la Mamma Celeste! Come ci vuol bene! Lei vuole che
Gesù ci perdoni e dimentichi i nostri peccati.
1 agosto 1941
Dopo la S. Comunione fui rapita: mi trovai davanti alla Chiesa di S.
Pietro. Vidi in alto il S. Cuore di Gesù con un maestoso manto;
davanti passavano truppe di soldati con fucile sulle spalle. E tutte le
immense truppe passavano davanti al Cuor di Gesù. E Lui li
benediceva e diceva loro: Andate, figli, e difendete la mia causa; poi
verrò io a regnare. Le truppe salutavano Gesù e
proseguivano a camminare. Andate alla Russia Gesù voleva dire, a
difendere la religione.
Agosto 1941
Stamattina, dopo la S. Comunione, Gesù mi disse: Oggi il diavolo
ti ruberà i soldi.
Sì, lo sapevo; ieri sera P. Manzella "" me ne aveva avvertito:
Non ti può vedere, mi disse, perché vai a confessarti da
quell'anima santa, e perché lasci entrare in casa tua Vitalia.
Come pure tua sorella a lui ruba delle anime, parlando della bellezza
del s. Paradiso, e come è bello fare la S. Comunione.
Il diavolo è nemico forte, terribile, di Dio.
Agosto 2 - 1941
Il confessore sempre mi dice: Dì a Gesù che cessi questo
flagello, che tante anime muoiono bestemmiando.
Io glielo dissi a Gesù, e mi rispose: Dì al tuo conf.re,
e figlio del mio Cuore, che il castigo della presente guerra, non
è un castigo della mia giustiza, ma un castigo cella mia
bontà e misericordia; e per mezzo di questo flagello, moltissime
anime si salvano. E; dal sangue di tante vittime lo, nella Russia,
sopra cotesto sangue pianterò la mia Chiesa; e presto
andrò per metterci il mio trono. Anche lì voglio vivere e
regnare.
Agosto 9 1941
Ieri sera mi sognai nella Russia. Vidi Stalin seduto, con davanti un
(1) Era morto a Sassari il 23 ottobre 1937.
tavolino dove scriveva a caratteri grandi queste parole: - lo sono il
forte e terribile nemico di Dio - con un brutto viso, che a me fece
paura di guardarlo bene.
Stalin inviava truppe di soldati per ammazzare le truppe di soldati
cattolici; ed io strillavo: Avanti!, dicevo ai nostri buoni soldati,
avanti, coraggio!
E così gridando, mi svegliai.
Stalin è proprio brutto; seguace del diavolo.
Bisogna pregare anche per lui, perché Gesù soffrì
in Croce e sparse il suo Preziosissimo Sangue anche per Stalin.
Agosto 6 1941
Stamattina, dopo la S. Comunione, ebbi un rimprovero da Gesù. Mi
disse: Figliuola, ti voglio più buona; anche Paolina dev'essere
pronta a perdonare non solo le grandi offese, ma anche le più
piccola. Altrimenti che virtù è mai la vostra?
Se viene quell'anima, ricevetela per mio amore, con carità e
gentilezza.
Se così non fate, io non vi voglio, da qui in avanti, niente
bene: dovete ricompensare il male in bene!
Tu non sai, figliuola, quanto io ami le anime umili! E sappi che
l'umiltà è il fondamento di tutte le altre virtù.
lo amo tutte le anime, ma specialmente con le anime umili io mi
delizio; e tu non sai quanto a me piace conversare con i figli degli
uomini!
Quanto è buono Gesù, quanto ci ama! Se a me peccatora ama
tanto, cosa sarà alle anime buone?
Anch'io, Gesù, ti amo, e vorrei morire a forza di amarti!
Stamattina 8 agosto 1941
Stamattina dopo la S. Comunione fui rapita in ispirito: Mi si
presentò il S. Cuore.
lo, piangendo, dissi: Gesù mio, quella persona che ci aveva
promes-
so per quell'affare, vedi come ci ha fatto? Abbiamo speso tanti soldi!
È tutta roba perduta.
Figlia, mi rispose, quella persona poteva, se avesse voluto; ma offrilo
a Me per la pace delle Nazioni.
E non ti eri offerta vittima? Ripeti insieme all'angelo tuo custode.
l'atto di offerta che ti fu insegnata da mia Mamma.
Ed io, insieme all'angelo, rinnovai l'offerta di vittima.
Gesù proseguì: Figlia, state tranquille con Paolina. Io
vi aiuterò, vi ricompenserò di tutto il soffrire di
questa volta in benedizioni.
Come è buono Gesù! E noi ingrati, non sappiamo apprezzare
tanta bontà e misericordia verso di noi tutte sue indegna figlie!
Agosto 9 1941
Dopo la S. Comunione fui rapita in ispirito: Mi si presentò il
S. Cuore, ed io, piangendo, dissi: Gesù, come è cattivo
il mondo! Solo tu sei buono.
Un'amica mi promise di farmi ottenere quel posto, invece!
Come è (sono) senza cuore le persone del mondo! Tanti soldi
tante spese! Ed il ricco non si commuove.
Gesù mi rispose: Figlia mia, io comandai ed imposi che il ricco
aiuti il povero senza mercede; eppure il ricco, figlia mia, questo mio
comando non l'ascolta e non vuole ascoltarlo. Ma dico in verità
che son rari i ricchi ch'entrano in Paradiso, perché la maggior
parte levano il sangue del povero che io tanto amo ed ho sempre amato.
Il bene fatto per l'interesse per Me, non sarà mai scritto nel
libro della vita, ma sarà scritto in un altro libro a caratteri
neri.
Figlia mia, chi non ama il povero, è bugia che ama me; chi
disprezza il povero, disprezza me: chi usurpa il sangue del povero,
usurpa me. Ti ripeto che (è) più facile entrare un
cammello nella cruna di un ago, che il ricco avaro entri nel mio Regno.
Sta tranquilla, figlia mia, ed anche tua sorella non si preoccupi
tanto; io penserò a tutto. Tutto andrà bene, ed io vi
farò da benefattore.
La tua zia è ancora in Purgatorio. Se tu farai celebrare qualche
Messa, io non gliela regalerò. Soltanto reciterai qualche
orazione in particolare.
Mio buon Gesù, quanto sei buono! Ma sei anche giusto.
Domenica 10 agosto 1941
Mi trovai nella Chiesa di S. Domenico; fui rapita. Nella stessa si
presentò Gesù in aspetto maestoso; si mise in mezzo alla
Chiesa con aspetto non solo maestoso, ma coll'aspetto di comando.
Tanta gente entravano con regali; chi cose d'oro, chi d'argento, chi
depositava soldi in gran quantità: tutto mettevano davanti a
Gesù. Sembravano ricchi, Conti. Principi, insomma persone ricche.
Gesù si fece avanti, prese tutti quei regali e li buttò
fuori. Severamente diceva: Questi regali tutto sangue del povero; non
ne accetto. E mentre li buttava fuori del Tempio, tutti quei oggetti,
ed anche i soldi, lasciavano una fiumana di sangue.
La Vergine, seduta alla destra con tante ragazze, che ad una ad una
accarezzava, e a loro diceva: Figlie mie, andate ognuna ove la
Provvidenza vi ha destinate. Siate sempre buone, oneste ed obbedienti a
chi sarà destinato per vostri superiori.
Chi, di quelle ragazze, era destinata per donna di servizio, chi per
impiegata, chi per sposa; una diversa dall'altra aveva il suo comando:
Tutte, ripeteva la Vergine, siete mie figliuole, tutte mi siete care.
Dopo l'esilio di questa valle di lacrime dovete, caste e pure,
ritornare fra le mie braccia.
Quanto è buona la Vergine! Davanti a Lei non (ci) sono
preferenze né privilegi; solo chi può (e) si
conserverà buono, sarà la sua privilegiata.
Agosto 11 1941
Ieri sera, addolorata per un affare di mia sorella, mi addormentai.
Gesù, come in una tela, mi presentò tutta la mia vita
passata; pene ed affanni: insomma anche la minima sofferenza io vidi
rinnovarsi davanti a me.
Per queste sofferenze, mi disse Gesù, è che io ti voglio
bene, perché tutte le sopportasti per mio amore.
Mi presentò un posto. Vieni, mi disse, qua; vedrai tante belle
cose
Camminando, arrivai ad un bel portone ove erano due angeli ai lati, in
atto di imponente vigilanza.
Sopra il portone d'oro, era scritto: Qua non entreranno né
disonesti, né impudichi.
I due angeli mi fecero segno di entrare; io, contenta, entrai: era un
pezzo del Paradiso. Come era bello! Piante e fori mai visti, il
pavimento smaltato di perle e fiori preziosi.
Camminai un pezzetto; poi mi fecero segno di non oltrepassare
più oltre.
Mentre, incantata, guardavo bellezze mai viste, vidi avvicinarsi un
prete salesiano, con una chiave in mano, diretto ad un giardino che
trovavasi dentro il S. Paradiso.
Nel cancello prezioso (c')era scritto a caratteri d'oro:
Giardino Salesiano. Dentro si vedevano preti grandi e piccoli, secolari
di tutte le età, un giardino meraviglioso, piante (e) fiori mai
visti; tutta la gente di dentro cantavano allegramente.
Lo avvicinai Don Angelini: Ci lasci entrare a vedere il vostro
giardino! No, rispose: è roba nostra.
Mentre parlavamo con lui, nell'aria vidi scritto il mio nome e quello
di mia sorella. Guardi, dissi io, il nostro nome è scritto in
Cielo!
Lui sorrideva.
Così meravigliata, mi svegliai.
Agosto 20 1941
Mentre pregavo, martedì mattina, dopo la S. Comunione,
Gesù mi disse: Figlia,voi vi addolorate tanto tanto per Don
Angelini. Lui è un'anima a me molto cara; però lui deve
lavorare per la mia gloria e portarmi molte anime: voi di guida ne
avrete un'altra. Io ve la potrò scegliere anche migliore.
Rassegnatevi, fgliuole mie; poi vi affliggete troppo per le cose
temporali. E non sapete che io sono la porta, che ricevo tutti i miei
cari tribolati: il mondo ve la potrà chiudere la sua porta, ma
io son sempre pronto ad aprirvela.
Quanto è buono Gesù! Quanto ama i suoi figli!
Agosto 22 1941
Ieri sera, mentre pregavo in casa, vidi don Bosco: era bello,
sorridente, affettuoso. Mi si avvicinò e mi disse: Figlia mia,
ama tutti i miei preti salesiani; tu non sai quanti di essi ce ne sono
santi! Un Don Rotolo, un Don Angelini, Don Aurelio: questi sono anime
sante. Quanti altri uguali a loro ne ho santi e puri.
Non solo dei preti ho santi, ma anche dei secolari miei collaboratori
ne ho santi. Tu non tutti conosci, ma ne ho un gran rnimero. Anche Don
Gasbarra è anima a me cara.
Ne ho altri non secondo il mio cuore, non cattivi, ma non come io
desidero.
Ti raccomando i miei salesiani, di volerli (sic) tutti bene e pregare
per loro affinché tutti i miei salesiani si facciano gran santi.
È così allegro Don Bosco, (con) un viso bello che io
rimasi meravigliata! Dopo avermi dato queste avvertenze, la visione
sparì...
Agosto 1941
Mentre pregavo fui rapita. Mi vidi in un gran luogo bello bello che io
non posso descrivere; fiori, piante attorno (a) dei bei troni.
Guardai e vidi in ogni trono una verginella vestita di bianco, con la
testa cinta d'una bella corona, ed un'arpa vicino che suonava e
cantava. Ogni verginella aveva la sua arpa, e tutte assieme cantavano
lodi al Signore, gli occhi rivolti in alto; tutte assieme formavano un
coro.
In ogni trono era scritto il nome della verginella che l'occupava: una
era Santa Agnese, l'altra S. Lucia, un'altra S. Teresa del Bambino
Gesù. Erano tutte a fila: Che belle! Mi sembravano angele.
Mentre così guardavo, mi si avvicinò Gesù e mi
disse: Figlia mia, se tu nel mondo soffrirai tutte le tue pene con
pazienza, uno di questi troni. sarà riservato per te,
però bisogna essere buona come lo sono state queste verginelle.
Guarda questo: è un lembo del S. Paradiso: più oltre non
puoi vedere.
Come era bello! Io non posso descrivere tante bellezze.
Quanto è buono Gesù! Per piccole cose che Gesù ci
chiede, quanti premi, quante beatitudini!
Agosto 1941
Dopo la S. Comunione Gesù mi fece vedere Don Bosco. Mi avvicinai
io con mia sorella, e Don Bosco ci disse: Figliole, io vi voglio bene
perché siete semplici. Volete bene a Don Gasbarra; badate che
è un'anima santa. Dei miei sacerdoti salesiani, ne ho parecchi
anime sante. Appena dette (queste) parole, sorridendo, sparì.
Quanto è buono Don Bosco! Com'è affettuoso! Anche con le
anime cattive, com'è la mia, lui è buono.
Agosto 1941
Dopo la S. Comunione Gesù mi disse: Figlia mia, (sii) sempre
più paziente.
lo sono dispiaciuto con quella persona che vi aveva promesso quel
posto; e poi ricompensa male male. E questo a me dispiace tanto.
Siete povere, ed essa (?), ma io la punisco: Chi maltratta uno dei miei
poveri, maltratta Me, Figliuola.
Agosto 1941
Mentre pregavo nella Chiesa di San Sebastiano, fui rapita. Mi si
presentò Gesù e mi disse: Figlia mia, come sono
dispiacente per tanti peccati che commettono moltissimi dei miei amici!
Uno a S. Giovanni è in peccato mortale; vita immorale, è
malato, eppure non si distacca dal peccato, seguita a vivere nel
mondezzaio e vuol morire in mezzo al mondezzaio, imbrattato in gravi
peccati.
Prega, Figlia mia, prega per queste anime, e fa pregare a tale
sacerdote, ossia a Mons. Vitali ed a Padre Massimi.
Altri ci sono uguali nel peccato, anche a S. Maria Maggiore.
Prega, figlia, e salvami queste anime che a me costarono sangue e la
stessa mia morte.
Agosto 1941
Nel sogno mi trovai in una vasta campagna; camminavo assieme a mia
sorella.
Nel camminare inciampavamo (in) tante travi, travi che erano appese, e
pendevano da alti alberi. Le travi ci ferivano gli occhi, il petto;
insomma ci facevano tanto male.
Eravamo al buio, e per camminare, mettevamo le mani davanti, ma era
inutile il non ferirci; almeno ci feriva al petto se salvavamo gli
occhi: un camminare pericoloso, piccoli inciampi nelle gambe e nei
piedi.
Mentre, affannate, (si) proseguiva (a) camminare a stento, ci si
presentò Don Bosco. Tutto luminoso, si avvicinò e ci
disse: Figlie, state attente nel camminare; questo prato vasto è
il mondo ove voi vivete, tutti
questi alberi grossi sono i sacerdoti, le travi che voi vedete, curve
verso ' di voi, quasi chinate per terra, sono grossi rami che (si)
distaccano dagli alberi, attaccati, ma curvati, che offendono migliaia
di uomini: vuol dire il mal esempio di questi sacerdoti (che) fanno
tanto male agli uomini. Al buio vi rendono questi, col pericolo di
farvi divenire ciechi e di ferirvi mortalmente il cuore.
I piccoli inciampi nei piedi, sono il mal esempio di altri uomini, ma
non di preti, ma di secolari. 1 più terribili sono gli inciampi
degli alberi grossi.
Pregate, figliuole, affinché questi sacerdoti rischiarino di
nuovo la via e raddrizzino i rami, rovina di milioni di anime.
Così dicendo, mi svegliai.
Settembre 1941
Nel sogno vidi. Don Bosco. Mi si avvicinò e, tutto sorridente,
mi disse: figliuola, io, quand'ero nel mondo, le più terribili
persecuzioni le ebbi da parte dei preti.
Sta tranquilla, non lamentarti con nessuno, offrilo a Gesù, e
vedrai il gran merito che ne avrai.
Quando ti viene qualche tribolazione, va davanti a Gesù
sacramentato e sfogati con lui.
Con lui solo, figliuola, e da lui avrai forza e coraggio da sopportare
tutte le pene con amore.
Appena mi dette queste avvertenze, mi svegliai, e Don Bosco spari.
Settembre 1941
Una mattina, dopo la S. Comunione fui rapita. Mi vidi davanti
Gesù che mi diceva: Figliuola, io agli uomini ho dato libera
volontà di operare come a loro piace. Il mondo è cattivo
cattivo, che sono stato costretto di abbandonarli a loro stessi.
Non sono io che ho mandato la guerra, no, no; sono i peccati degli
uomini che hanno attirato il presente flagello, sono i capi, gli uomini
che fanno da soli. Ed io interverrò quando vedo che gli uomini
non possono far più niente.
Intervengo lo per salvare la mia Sposa, la Chiesa.
Settembre 1941
Ieri sera il diavolo mi (si) presentò vicino vicino; me lo
sentivo, mi faceva delle smorfie: ti farò dei dispetti, mi
diceva.
Poi si avvicinava a mia sorella, e le faceva delle smorfie e boccacce.
La mattina, appena mi alzai, mia sorella entrò nella sala, ove
trovò tre libri regalatici da Monsign. Vitali, tutti sfogliati e
malconci, sparsi per terra e sopra il divano.
Settembre 1941
Ieri sera facevo la visita al S. Sacramento. Fui rapita in ispirito: Mi
si presentò Don Bosco tutto sorridente, mi disse: Figliuola mia,
abbi pazienza, sii più buona, offri questa persecuzione al Cuore
di Gesù, e vedrai il premio che ne avrai!
Settembre 1941
Dopo la S. Comunione, Gesù mi disse: Con quella tribolazione che
il mondo ti chiede, tu non sai quante anime hai liberato dal
purgatorio, perché, mentre le hai ricevute, tutte le hai offerte
a Me per suffragio delle anime del Purgatorio più abbandonate.
Settembre 3 - 1941
Mentre pregavo fui rapita in ispirito. Gesù mi disse: Figlia
mia, per il posto di tua sorella, lo ho disposto di ottenerlo, ma tu
ben sai che lo propongo e l'uomo dispone; lascio in tutte le cose
libertà all'uomo.
Ma non perderti di coraggio: seguita le tue preghiere ed otterrete.
ettembre 3 - 1941
Ieri sera, mentre pregavo, ad un tratto fui rapita. Mi vidi davanti la
Mamma Ausiliatrice che mi disse: Figlia mia, il mondo sta cadendo in
rovina; quanto son poche le anime che pregano per il flagello della
guerra da voi meritato, quanto son pochi!
Pensano, la maggior parte, alle mode immodeste, ossigenarsi e
mascherarsi il viso e le ungue(sic), ed ai grassi perché non
possono mangiar bene.
Quanta miseria! Mamme che, invece di dare il buon esempio, rovinano i
loro figli e figlie! Quanta miseria!
Pregate almeno voi affinché il mio Figlio plachi l'ira contro
gli uomini corrotti.
La Mamma Ausiliatrice, sospirando, mi lasciò.
Povera mia Mamma, quanto vorrei fare per vederti contenta e placare
Gesù!
4 Settembre 1941
Stamattina, dopo la S. Comunione, Gesù mi disse: La mia barca
è piena di cani; come ne sono sdegnato!
Dì a don Alfredo V. che non ci vadi (sic) per quell'affare; e
dille che lo l'amo tanto, che è uguale, perché in loro
trovo il cuore pieno di terra, ed io in quei cuori non posso entrare
perché già pieno di terra, e per me non trovo posto.
Ama le Anime del Purgatorio, prega per loro, mie dilette Spose.
Quante volte vedo il Cuor di Gesù triste, piangere per la
cattiveria degli uomini!
L'altra sera, mentre pregavo, Gesù mi disse: Figlia mia come
sono indifferenti gli uomini verso di me! Io li ho amati fino allo
spargimento del mio Sangue, eppure corrispondono coll'oltraggiarmi!
Sono in cerca di anime vittime, ma poche sono quelle che trovo.
Ed io: Sì, Gesù, accetto ben volentieri, perché la
tua giustizia offesa, rimanga riparata.
Settembre 1941
Nel sogno mi (si) presentò Don Bosco con Domenico Savio al
fianco. Salivano le nostre scale per entrare in casa a farci visita;
nel mentre io e mia sorella scendevamo, e c'incontrammo. Loro due
venivano sù, noi due, con mia sorella, andavamo giù.
Don Bosco, appena ci vide, si fermò e, sorridendo e mettendo la
mano nella spalla a mia sorella, disse: Cattivona, non ti sei scritta
fra le mie cooperatrici! Scriviti. Hai dato il nome di tua sorella, ed
il tuo no, cattivella!, toccandole sempre la testa.
E noi gli dicevamo: Venga sù. - No, no, un'altra volta.
Dica, io dissi: Don Angelini è buono; ed Angelo e Monsign.
Vitali?
- Buoni figli, anzi anime sante. Fra i Salesiani ne ho tanti, anzi
moltissimi, santi.
E noi:
- Venga sù.
- No, un'altra volta.
Domenico Savio, sorridendo, ci rispose: Io verrò a farvi visita
fra poco; mi ci manda Pietro Ricardone.
Così dicendo mi svegliai.
La mattina raccontai il sogno a mia sorella: Che sogno, dissi, ieri
sera! Ma non bisogna credere ai sogni, replicai io.
Meraviglia! Dopo pranzo arrivò una lettera con dentro un
libretto di Domenico Savio, ossia la fotografia e biografia ed una
lettera ove diceva di averla inviata Pietro Ricardone da Torino.
Settembre 8 - 1941
Dopo la S. Comunione Gesù mi fece sentire delle consolazioni
grandi. Mi portò vicino alla Mamma Celeste, ch'era tutta
risplendente..
Mi accarezzò e mi disse: Figlia mia, io prima di vedere la luce
del mondo, ebbi l'uso della ragione.
Quanto è buona la Vergine!
Settembre 1941
Dopo la S. Comunione Gesù mi disse: Figliuola, vuoi soffrire
qualche cosa per mio amore?
Sì, io risposi; non solo voglio soffrire per te, ma vorrei dare
tutta la mia vita e spargere il sangue tutto per te.
Settembre 1941
L'altra sera, mentre pregavo, fui rapita in spirito, mi vidi davanti ad
un immenso numero di soldati: Italiani, Tedeschi, Russi, Inglesi.
Uno contro l'altro sparavano fucili, cannoni.
Si sentiva tirare una nazione contro l'altra nemica; metteva paura solo
il vederli da lontano.
In mezzo a tutti quei soldati si presentò Gesù, e diceva:
- Tutti (siete) miei figliuoli, tutti io amo ed ho sempre amato; per
tutti lo sparsi il mio preziosissimo Sangue.
Amatevi!, ripeteva Gesù; amatevi!. Perché tanto
spargimento di sangue? Perché non tutte le nazioni sono unite
alla mia Sposa; perché non amate Me, vostro Padre, non vi potete
amare fra voi, tutti fratelli in Me. Quanto sangue vidi spargere in
pochi minuti!; mi tremavo dalla paura. Gesù, dopo aver detto
quelle tremende parole, sparì.
Settembre 1941
Mentre pregavo vidi la Vergine Ausiliatrice seduta in trono; vicino ci
aveva dei bambini e bambine. La Vergine ne chiamava altri che stavano a
giocare. Quelli si avvicinarono.
La Vergine li prese per mano e li accarezzò, dicendo a loro: -
Poveretti, siete orfani!.
- No, rispondevano questi ultimi venuti, non siamo orfani; abbiamo
babbo e mamma.
- Sì, ripeté la Vergine, siete orfani perché i
vostri genitori poco o niente si curano di voi, a darvi una educazione
cristiana, e così, abbandonati a voi stessi, siete più
che orfani; perché gli orfani veri son da compatire, ma voi
siete più orfani degli orfani.
Io alla vostra mamma e babbo vorrei punire, ma ho compassione di voi
innocenti.
lo quei bambini li conosco. Quanto è buona la Vergine!
Settembre 1941
Mi comprai un quadro delle Vergine dell'Ausilio. Mentre la portavo in
mano, la Vergine si animò, e mi disse: Portami da Vitalia.
Voglio andare dai parenti di Vitalia che son cattivi, che non mi amano;
ed io mi voglio in casa loro, per prendere possesso in quella famiglia
che sta andando in rovina.
Portami subito.
Settembre 1941
Mentre pregavo, la Santa Vergine mi disse: Figlia mia, prega assieme a
Paolina, prega affinché mio Figlio si plachi; è sdegnato
col genere umano. Io, figlia mia, non riesco a placare lo sdegno del
mio Figlio; 1 peccati son troppi; che il mondo è colmo di
nefandità e (im)pudicizia!
Settembre 1941
Dopo la S. Comunione Gesù mi disse: Figlia mia, prega
affinché il mondo si. converta, e che lo possa regnare in tutte
le Nazioni.
Io voglio assolutamente regnare.
Settembre 1941
Dopo la S. Comunione fui rapita. Vidi Gesù triste, e mi disse:
Sono in cerca di anime vittime. Il mondo sta cadendo in rovina; sono in
cerca di anime vittime, ma ne ho trovate poche, pochissime.
E tu vuoi accettare per riparare ai peccati dei tuoi fratelli? Ti
manderò qualche tribolazione, l'accetti?
Ed io risposi: Volentieri. Gesù caro, io l'accetto, pur di
salvare tutti i miei fratelli.
Ebbene, replicò Gesù: Io quanto prima ti metterò
sopra la croce.
Settembre 1941
La sera che abbiamo portato il quadro della Madonna Ausiliatrice, io e
mia sorella ed una nostra amica, ci mettemmo a pregare davanti alla
Vergine.
Mentre pregavamo assieme, fui rapita: Mi sembrava di vedere la Vergine
dipinta nel quadro, animarsi e dirmi: Figlia mia, ora ho preso possesso
della vostra casa; da qui in avanti vi farò da madre"' (cfr. n.
84).
Ieri sera, 22 settembre 1941, mentre pregavamo, io, Paolina, ed una mia
amica, fui rapita in ispirito, mi sembrò che la Madonna
Ausiliatrice si animasse e, triste triste, mi disse: Figlia mia, ti.
raccomando di pregare per il presente flagello.
Mio Figlio è grandemente sdegnato per gli uomini; non
riconoscono più il loro creatore: vuole mandare al genere umano
un altro tremendo castigo. Io, figlia mia, non riesco a placarlo.
Tutte le nazioni van dimenticando il loro creatore, il mondo va cadendo
in rovina, le donne, semivestite, vanno perfino ad insultare il mio
Figlio dentro la sua Sposa, la Chiesa, sfacciate, senza pudore.
Mio Figlio non ne può più. Pregate almeno voi, figliuole
mie. Io non riesco a placarlo.
Una mia cugina mi scrisse di una mia amica, che soffriva tanto tanto,
avendo perduta la vista ed (aveva) il fratello paralitico grave.
Prima di ricevere la lettera di mia cugina, la sera avanti. Gesù
me ne aveva avvertito.
Settembre 23 - 1941
Oggi ricevetti una lettera dall'amica cieca. Giorni avanti di ricevere
(1) Ora il quadro si trova ad Alghero presso i Passionisti.
la lettera. Gesù me ne aveva avvertito, dicendomi: Bada che
Grazia ti chiederà vestiti e scarpe; inviale la tale e tale roba.
Quanto è buono Gesù!
Settembre 22 - 1941
Camminavo nella strada; mi si avvicinò un bambino di circa sei
anni, mi prese la mano e mi disse: Gesù è sdegnato contro
gli uomini, non ne può più.
Vuole inviare un altro tremendo castigo; prega tu e Paolina: pregate
affinché Gesù si plachi.
Finite queste parole, il bambino spari.
Io piansi dal dolore per tale notizia, e ritornai a casa tremando.
Pregavo davanti alla Vergine Ausiliatrice. Fui rapita: Vidi Don Bosco
vicino a me con una quantità di bambini, tutti genuflessi
davanti alla Madonna.
Don Bosco pregava, anche lui inginocchiato, e diceva: Mamma Celeste,
abbi pietà del genere umano che soffre in quest'ora tanto tanto,
calma il braccio possente di Gesù che sta castigando il mondo
orribilmente.
Mamma bella, per amor di queste anime innocenti che vedi a me
d'intorno, vedi che muoiono di fame, pieta. Madre Ausiliatrice,
pietà di cotesti innocenti!
La Vergine abbassò gli occhi e pianse. E rispose: Mio Figlio
è sdegnato; non ne può più dei peccati degli
uomini!
Sparì la visione, e mi trovai sola, inginocchiata davanti al
quadro della Madonna.
Dicembre 1941
Dopo la S. Comunione fui rapita in ispirito. Vidi il S.Cuore; io mi
avvicinai e dissi: Gesù, abbi pietà di noi. Vedi che
siamo tribolati; ci manca anche il pane, specie i bambini come faranno?
Piangono per la fame: abbi bietà!
Gesù mi rispose: Figlia mia, io sparsi tanto sangue sopra la
terra per la vostra salvezza, ma vedo che tanto sangue io sparsi
inutilmente, perché ovunque mi rivolga, non vedo che peccati:
peccati negli uomini, peccati nelle donne colle mode scandalose,
sfacciate: vengono ad insultarmi anche nella mia casa.
Povero Gesù! Quante offese ricevi da noi!
Dicembre 1941
Dopo la S. Comunione fui rapita. Vidi Gesù in aspetto maestoso,
ma severo; mi avvicinai e dissi: Gesù, tu puoi in un istante far
calmare l'odio che regna in quest'ora fra gli uomini: fa. Gesù,
che presto tutti si possano abbracciare e darsi il bacio della pace, fa
ricordare loro che tutti siamo fratelli.
Gesù severamente mi rispose: Figlia mia, il mondo sta cadendo in
rovina. Non ci è più pudore; peccano di disonestà
con tanta sfacciataggine, le chiese sono deserte, i teatri sono
affollati, i cinemi (sic) non possono più contenere le persone,
tutto è corruzione, tutto è sfrenatezza.
Il mio Padre è sdegnato; vuol castigare il genere umano. Quanto
Sangue io sparsi inutilmente!
Così triste, Gesù si ritirò. Povero Gesù!
Dicembre 1941
Mentre pregavo, fui rapita in ispirito. Vidi Gesù, mi si
avvicinò e mi disse: Figlia mia, non pregare per i soldati che
muoiono in guerra; per quelli ci penso io. Prega specialmente per i
sacerdoti, che molti di loro mi offendono e mi feriscono il cuore.
Così triste, Gesù se ne parti.
Dicembre 1941
Mentre pregavo, fui rapita in ispirito. Mi è sembrato di essere
vicino al Cuore di Gesù.
Io le presi la mano e gliela baciai, e Lui mi disse: Figlia mia, a mio
Padre chiedi affinché ti dia l'amore sacerdotale.
Se questo amore otterrai, rimarrai felice per sempre.
Gesù, quanto sei buono verso di me, indegna tua figlia e Sposa!
Dicembre 1941
Una sera, mentre pregavo, fui rapita in ispirito. Pregavo davanti al
quadro di Maria Ausiliatrice. Dicevo alla Madonna: Mamma, prega il tuo
figlio Gesù affinché presto cessi il presente flagello.
Vicino a me pregava pure Don Bosco con tanti bambini attorno. E Don
Bosco diceva: Mamma mia, ti presento queste anime innocenti che sono
senza pane. Dì al Bambino Gesù che cessi il presente
flagello della guerra, la cessi presto, almeno per amore di queste
innocenti creature. Madonna Ausiliatrice, da te speriamo di ottenere la
sospirata grazia.
Don Bosco piangeva e pregava davanti alla Madonna, e la Vergine
rispose: lo non riesco a calmare il mio diletto Figlio, sdegnato contro
il genere umano.
Vicino a Don Bosco ci conobbi un prete Salesiano, D. Angelini. Quanto
è buona la nostra Mamma Celeste!
Dicembre 1941
Ieri sera, mentre pregavo, fui rapita. Mi sembra(va) di vedere il Sacro
Cuore che mi disse: Il lenzuolo che ti diedi, significa il lenzuolo ove
sono stato involto io appena mi dovevano deporre nella sepoltura;
significa il lenzuolo che dovranno involgere a tutti i miseri mortali;
ricorda la morte che dovete sempre aver presente.
Figlia mia, Paola è senza prudenza; non dare pezzi della detta
stoffa
a nessuno: è imprudenza.
Né ad Aurelio, né a suore: a nessuno.
Figlia, non recarti a fare auguri a nessun prete. Io ti voglio
più ritirata, più nascosta.
Gesù mio, quanto siete buono!
Dicembre 1941
Gesù è tanto buono! Pregavo per la cessazione della
guerra e dicevo: Gesù buono, calma cotesto flagello! Ricordati
che per il genere umano hai sparso il tuo Sangue Preziosissimo! Ed ora
ci vuoi abbandonare in questo modo? fa che, presto, tutti ci possiamo
abbracciare da veri fratelli! Fammela questa grazia!
Figlia, mi disse, il mio Padre, per placare la sua giustizia, vuole
delle anime vittime, che si offrano volentieri a soffrire tante pene e
disagi per, così soffrendo, possano calmare il mio Padre
sdegnato.
E tu, Figlia mia, sei pronta ad offrirti vittima?
Sì, Gesù mio, risposi: io son pronta (a) soffrire tutte
le pene che tu vuoi, purché venga la pace fra gli uomini.
La vittoria l'avranno, ma bisogna soffrire soffrire noi assieme i
poveri soldati.
Dicembre 1941
Ieri sera mi sognai Gesù; si mise vicino e mi disse: Figliuola
mia, ti vuoi offrire vittima per la vittoria dell'Italia?
Sì, io risposi. Magari se vuoi (nel caso che tu voglia), la mia
vita prendila pure, purché venga la vittoria.
No. La vita no.
Ma ti mando un dolore al cuore che ti ricorderà il mio dolore
che soffro per la indifferenza di tante anime che mi ricevono per
abitudine e senza proponimento di emendarsi.
Gesù mio, quanto sei buono, quanto ci ami! Anch'io ti amo tanto
tanto.
Gennaio 1942
Dopo la S. Comunione Gesù mi disse: Figlia mia, vi voglio
più perfette. Levate certi inciampi che vi disturbano nella via
della perfezione. Sono pietrucce che, camminando, vi possono anche far
cadere: sono, figlia mia, le debolezze, il pensare troppo alle cose del
mondo, all'avvenire.
E poi vi voglio, a te e a Paolina, più morte a voi stesse.
Gennaio 1942
Dopo la S. Comunione Gesù mi disse: Figlia mia, quel dentista
che è morto pochi mesi fa, lui non volle riconoscere a me per
Padre; ed io non lo riconobbi come figlio.
Dicembre 1941
Dopo la S. Comunione pregavo nella cappella dedicata a S. Anna. Dopo
una mezzora mi vidi avvicinare una bestia brutta. Mi prese la borsetta,
mi levò lire 100 che avevo messo dentro per fare delle spese, le
prese tra le mani e me le fece diventare, in un poco di cenere;
perché (perciò) appena mi svegliai, trovai sopra il
borsellino le 100 lire ridotte in cenere. Piansi un poco, ma dopo
offri(i) tutto al buon Gesù.
Gennaio 1942
Mi sembra di aver visto, mentre pregavo. una monaca. Guardai bene e
conobbi di essere (che era) Santa Teresa del Bambino Gesù.
Tutta sorridente ci disse: Voi, specialmente Rna, si occupa (preoccupa)
troppo dell'avvenire. Confidate in Dio!
Gesù a me m'innalzò alla perfezione perché tutta
mi abbandonai; nelle sue divine mani, come una bambina nella braccia
della mamma.
Poi prese delle foglie (petali) di rose e le sparse sopra il letto mio
e di mia sorella: foglie vellutate rosa e bianche.
Messe le foglie, spari.
Gennaio 1942
Io, mia sorella, ed una nostra amica, facevamo l'ora santa. Ad un
tratto fui rapita. Vidi un angelo biancovestito; e ci guardò
tutte e tre; poi disse: Pregate bene!
Portava una carta bianca in mano, ove scrisse i nostroi nomi. Poi,
sorridente, ci disse: Detti nomi devo portare a Gesù
Pronunciando dette parole, spari, tutto risplendente.
Gennaio 1942
Mentre dormivo mi (si) presentò una giovinetta sui tredici anni,
mi prese la mano e mi. disse: Paolina vuol fare da giardiniera, ma io
direi di lasciar piantare i fiori al giardiniere celeste, che a suo
tempo sa piantare e togliere le qualità dei fiori.
Piantando voi, specie P.na, getta il seme anche per terra ove
c'è il pericolo di calpestare (che calpestino) il seme i
passanti.
Voglio dire: Nelle cose di spirito di essere prudenti, perché
secondo a chi lo raccontate, invece di fare un bene, fate un male.
Gennaio 1942
Mi sembra(va) di vedere una giovinetta sui dodici anni; si
presentò vicino al mio letto.
Era di bianco vestita, coi capelli biondi, bella, sembrava un angelo.
Mi guardò e mi disse: lo ero umile in tutte le cose, e sempre mi
rassegnai alla volontà di Dio; umile, al punto di abbassarmi
come i bambini; Gesù, vedendo la mia umiltà e
rassegnazione, m'innalzò fino al riposo nel suo Divin Cuore.
ola dev'essere più umile e più rassegnata, altrimenti non
contenta
Gesù.
Dette queste parole, sparì.
Conobbi ch'era Teresa del Bambino Gesù...
Gennaio 1942
Dopo la S. Comunione fui rapita. Vidi la Vergine con un cestino fra le
mani; era pieno di rosari bianchi e colorati.
La Vergine prendeva i rosari e li dava alle anime che si trovavano
presenti per pregare.
Da ognuno di quei grani del rosario, mentre li dava, scendeva una
specie di acqua odorosa; li distribuì tutti, ch'erano migliaia.
Poi, rivolgendosi a tutte quelle anime, disse: Figliuoli e figliuole
mie, voi con questa corona smorzerete il fuoco che (è) sparso in
quasi tutto l'universo. Se voi reciterete con fede questa corona,
questo fuoco si smorzerà presto.
Questa è l'arma più potente; e più potente arma di
questa l'uomo non può trovare.
Dette queste parole, sparì tutta risplendente.
Gennaio 1942
Mentre pregavo, fui rapita in ispirto. Mi (si) presentò San
Giovanni Bosco, mi prese la mano destra e mi disse:
- Quella persona ama tutte uguali; quello è in via di gran
perfezione: in ogni anima vede Gesù, e tutte le anime a
Gesù vuole portare.
Gennaio 1942
Mentre pregavo, fui rapita. Mi sembra(va) di vedere S. Giovanni. Bosco;
mi si avvicinò e mi disse:
- Quella persona è una fonte ove ognuno va e riempie la sua
anfora;
chi grande e chi piccola: voglio dire che ogni anima ha differenti cose
da dire al conf.re.
Chi più chi meno, secondo i bisogni, sono gli avvertimenti ed
incoraggiamenti; e l'anima dal conf.re riceve consigli secondo lo
spirito.
Gennaio 1942
Mentre pregavo davanti alla statua di S. Teresa, un mano brutta mi
graffò al polso e mi disse: - Te preghi la mia nemica, e
m'indicò la Vergine. (F)in tanto che tu non cessi di pregare a
quella mia eterna nemica, io non ti lascerò mai in pace.
Mi fece dal polso uscire sangue.
Gennaio 1942
Mentre pregavo, fui rapita. Mi vidi davanti Don Bosco, e tutto
sorridente, mi disse:
- Figliuole mie, il conf.re è come il sole; certi giorni.
riscalda di più, certi giorni riscalda di meno: voglio dire che
nel conf.re parla Dio secondo come l'illumina lo Spirito Santo.
È lo Spirito Santo che parla in lui.
Non dovete, figliuole, rattristarvi che il conf.re parli poco o molto;
dovete essere umili ed obbedienti, senza punto pensare al molto dar
consigli. Sarà una semplice esortazione: quella basta a fare la
volontà di Dio. Dette codeste ammonizioni, sparì.
Febbraio 1942
Mentre pregavo, fui rapita. Vidi Gesù colla croce sulle spalle;
la trascinava a stento.
Il povero Gesù aveva il viso insanguinato; mesto mesto, mi
disse: Figlia, aiutatemi, aiutatemi! Grondava sangue anche dagli occhi.
Povero Gesù, come ti hanno ridotto i nostri peccati!, io
risposi. E Lui: Anime, aiutatemi!
Anime, disse, perché nel mentre (in quel momento) facevamo l'ora
santa io, mia sorella, ed una nostra amica.
Povero Gesù, quanto ti vorremmo consolare!
Febbraio 1942
Dopo la S. Comunione fui rapita. Mi si presentò Gesù e mi
disse: Figlia, voglio il tuo cuore, lo voglio assolutamente.
Sì, Gesù, io risposi; io te lo do subito subito: te lo
regalo, e ne farai ciò che tu vuoi. Tienilo tu, sempre stretto
al tuo, affinché nessuno te lo possa rubare.
Gesù, quanto sei buono! Se a me, peccatora, tratti tanto bene e
con tanto amore, cosa non sarà colle anime a te tanto care!
Gesù, io ti amo! Ti amo, e vorrei morire a forza di amarti!
Febbraio 1942
Mentre pregavo davanti a Sant'Anna, mi si presento il diavolo, brutto
brutto, mi graffiò il polso, e mi disse: Sei mia nemica.
Che brutto il diavolo! Mi fece uscire sangue dal polso.
Febbraio 1942
Mi ero preparata per andare in Chiesa. Sento suonare il campanello; mi
affacciai (e) vidi davanti alla porta una bestia brutta brutta: - Ti
è guarito il polso?, mi disse. E mi graffiò di nuovo; poi
corse sulle scale.
Sembrava una brutta bestia, ed io invocai la Madonna affinché
non mi maltrattasse di più.
Febbraio 1942
Pregavo con tanto fervore; mi vidi vicino la Vergine Ausiliatrice che
mi disse: Figlia, io vi voglio bene perché siete semplici.
Tua sorella è molto semplice, ed io le regalo questo mazzo di
gigli bianchi. Mi regalò un bel mazzo di fiori per Paolina.
Che buona la Mamma Celeste!
Ci vuole semplici, ed ama i semplici.
Febbraio 1942
Mi trovavo malata; la mattina mia sorella era andata a scuola. lo ero
rimasta sola colla febbre, quando vidi un bambino, vestito di rosa, coi
capelli biondi, gli occhi celesti.
lo lo guardavo, e lui rifece il letto di mia sorella, mi pulì
per bene la camera; poi mi si avvicinò e mi disse:
- Sempre buone, sempre più buone! E spari. Quanto è buono
Gesù! Quanto è buono!
Marzo 1942
Dopo la S. Comunione Gesù mi disse: Figlia mia, in questa S.
Quaresima bisogna che (tu) offra qualche cosa per mio amore.
Devi sopportare, senza lagnarti, un forte dolor di testa; ti
trafiggerò la testa con una corona ai spine uguale a quella che
regalarono a me: tanto sarà il dolore che un occhio ti
lacrimerà per tutta l'intera quaresima. E tutto devi soffrire
per amor mio.
Gesù, quanto sei buono! Quanto mi ami! Mi vuoi fare, nel
soffrire, simile a te.
Anch'io, Gesù buono, ti amo! E vorrei amarti quanto non sei
stato mai amato!
Marzo 1942
Gesù è buono, Gesù mi ama, Gesù non mi
abbandona; io amo a Gesù, l'amo tanto, l'amo quanto non è
stato mai amato: vorrei avere nelle mie mani tutti i cuori degli
uomini, e tutti li darei a Gesù!
Del mio cuore ne vorrei fare una candela per rimanere sempre accesa
davanti a Gesù Sacramentato
Gesù, Gesù, tu lo sai quanto ti amo! Se tu mi mandi
nell'inferno, io, lì, non farò altro che cantare lodi a
te e alla Mamma Celeste, e farò sentire la mia voce gridando:
Gesù ti amo. Gesù ti amo. Gesù ti amo.
T'amo, sebbene mi nemica ai tuoi occhi; Puniscimi quanto vuoi: sempre
t'amerò.
Notte e giorno vorrei starmene vicino a Gesù Sacramentato;
vorrei morire ai tuoi piedi, o Gesù!
Vorrei che il mio amore si struggesse d'amore per te, o Gesù;
niente altro desidero, solo che il mio cuore si possa sciogliere
davanti a te, come una candela di cera.
Non voglio beni terreni, non onori; il tuo amore mi basta, Gesù.
Dammi tanto amore quanto ne sei degno; vorrei morire bruciata d'amore
per te, o Gesù.
Se fossi un angelo, prenderei una tromba, farei il giro dell'oceano e
griderei a tutti gli esseri umani: amate Gesù, amatelo amatelo
uomini, amatelo il buon Gesù, ricordate che è morto in
croce per salvare a noi miseri peccatori.
Mi sognai la Vergine; mi (si) presentò davanti, nella camera, e
mi disse:
- Prega per i peccatori. Mio Figlio è sdegnato per le mode
immodeste.
E tu con Paolina, recitate spesso questa preghiera che ora ti insegno:
"Madonna dell'amore, Vergine santa, fammi diventar santa, perché
tu lo puoi e lo vuoi".
La Vergine era triste, con le lacrime agli occhi. Povera Mamma, ha
ragione di piangere, perché offendiamo tanto il suo caro
Figliuolo Gesù!
Marzo 1942
Mentre pregavo, fui rapita. Vidi Gesù che mi disse: Figlia mia,
quella persona vi ha dato dispiaceri perché non si è
curata di mantenere la parola promessa per P na.
A me, figlia, questo fare non va bene, perché è
approfittare della bontà del povero. E io a tale persona,
perché ingiusta, la devo punire.
Gesù mi disse: Grazia non guarirà perfettamente a tutti e
due gli occhi, ma (al)1'ultimo avrà un poco di luce, il tanto da
poter lavorare qualche cosetta.
Giorgio guarirà in parte, ma non perfettamente, perché
deve scontare debolezze passate, per poi - se soffre per mio amore -
soffrire pochissimo in Purgatorio.
Io, figliola, tutto permetto per (il) bene dell'anima.
Marzo 1942
Ieri sera, mentre pregavo, mi é apparso Gesù Crocifisso;
grondava sangue da tutte le parti del corpo. La testa era tutta
trafitta dalla corona di crudeli spine; una delle spine arrivava alla
lingua: aveva il palato trapassato dalla crudele spina che gli impediva
anche il parlare.
Gesù dalla Croce mi guardò, dicendomi: Figlia, io ti
vorrei più semplice nel cappello. I fiori nella tua testa non mi
piacciono: solo il nastro. Le teste fiorite non va(nno) bene,
specialmente per te. Ti voglio più semplice.
Paolina se li metta pure, ma per te non son contento. Paola t'impone di
vestire a suo genio, ma devi obbedire a Me tuo Sposo.
Gesù aveva ragione; il mio cappello era coi fiori, a me non
piaceva, lo mettevo per contentare mia sorella, ma da qui in avanti
obbedirò al mio caro Gesù...
Marzo 1942
Mentre pregavo vidi Gesù Crocifisso, tutto grondante sangue;
vidi tanta gente, uomini, e donne, che verso di Gesù tiravano
dei sassi.
Lui, piangendo, cercava di tirare (scansare) e indietreggiare i sassi,
ma non poteva perché inchiodato mani e piedi.
(Con) lo sguardo pietoso si rivolse verso di me, dicendo:
Almeno voi, anime a Me care, riparatemi da questi sassi; son tutto pe
sto.
Vedi. anche le donne, tutte mascherate, mi tirano i sassi. Riparatemi!
Povero Gesù, quanto ti fanno soffrire le anime cattive! Ma io mi
metterò davanti al Crocifisso affinché i sassi non
arrivino al povero Gesù, ma voglio che vengano tutti (addosso) a
me. lo ti farò da muro, Gesù, e vedrai che non verrai
più maltrattato.
PREGHIERA voluta da Gesù
Lo so, o mio Dio, che io sono interamente miserabile; che ogni giorno
moltiplico le mie colpe. Io so che davanti alla vostra santità
infinita, io, da me sola, sono come fango davanti al sole.
Ma io mi prostro davanti a Voi: per la grazia sono un membro del corpo
mistico del Figlio vostro.
Vostro Figlio mia dato questa grazia, dopo avermi riscattata col suo
Sangue; ora che gli appartengo, non mi respingete dalla vostra divina
presenza.
Quando prego, mi presento all'Eterno Padre con una confidenza
irremovibile nei meriti di suo Figlio; Gesù ha saldato tutto per
noi, acquistato tutto, e prega continuamente per noi.
Dopo la S. Comunione mi è apparsa la Vergine con le lacrime agli
acchi. lo mi avvicinai:
- E perché piangete? le dissi.
Piango, mi rispose, perché non posso placare il mio Figlio,
sdegnato verso il genere umano. Se gli uomini non fanno penitenza la
guerra non cesserà, e molte vittime dovranno ancora versare il
loro sangue.
Figlia mia, le mode immodeste, scandalose, e poi la disonestà in
ogni ceto di persone, ha attirato l'ira di Dio; non riesco a placare
mio Figlio. Pregate e fate penitenza; recitate sovente il santo
Rosario, arma potente ed unica per attirare le benedizioni. celesti.
Mentre pregavo fui rapita in ispirito. Mi trovai in un bel giardino ove
vidi un gran trono. Sopra detto trono conobbi la Vergine vestita di
bianco ed un manto celeste che le coprivano i piedi, il rosario fra le
mani, attorno tante bellissime fanciulle, tutte vestite di bianco,
risplendevano come il sole.
Tutte queste fanciulle cantavano delle lodi bellissime al Signore;
più distante c'erano altre ragazze vestite di bianco, lo stesso,
però erano meno risplendenti: cantavano anch'esse lodi al
Signore. Fra queste conobbi Mariettina, morta da poco; il maggio 1942.
lo chiesi ad un alto personaggio perché tanta differenza fra
quelle attorno alla Vergine e le altre più lontane.
Mi fu risposto: Quelle ragazze vicino alla Vergine sono le anime che
nel mondo han fatto voto di verginità e che han sofferto di
più con malattie, disprezzi e persecuzioni; le altre che vedi,
più lontane, , sono anime buone che nel mondo han sofferto,
però molto meno delle prime.
Tutti i due gruppi che vedi, godono e sono care al Signore, ma (quelle
del secondo) hanno meno gloria perché meno hanno sofferto.
Mentre pregavo fui rapita in ispirito. Vidi il Padre Eterno,
Gesù da un lato, la Vergine dall'altro.
Il Padre Eterno, con un viso sdegnato, si rivolse a me, e mi disse:
- I peccati del genere umano sono tanti e tanto gravi, che ho deciso
dei castighi più terroranti (sic) di quelli che mai siano stati
sulla terra. Tutta l'Europa verrà sconvolta, il sangue
allagherà la terra; l'America e il Brasile andranno contro
l'Europa: tante Nazioni scompariranno.
Le Nazioni che vorranno riconoscere il Creatore ed adorare il Dio
Onnipotente saranno liberate; se al contrario: verranno distrutte ed
abbattute da grandi persecuzioni.
Il S. Padre ne soffrirà, ma la gran nave di Pietro sarà
salva e trionferà dappertutto.
Se il mondo si umilia, pregando e facendo penitenza. Io invierò
la pace fra tutte le Nazioni; se il mondo sarà indifferente alle
mie chiamate, i tempi verranno peggiori, non solo mancando il pane, ma
grandi malattie distruggera(nno) più e più il genere
umano.
Io risposi: Padre Eterno, non castigarci così; ricordati che il
tuo Figlio Gesù ha sparso il suo Sangue per il mondo intero:
Perdonaci! Bada che non sappiamo ciò che facciamo! Vedrai che
tutti faremo penitenza, e pregheremo tanto tanto!
Ma l'Eterno Padre non mi volle ascoltare (e) sdegnato, scomparse.
Rimase la Vergine col viso mesto (e) le lacrime agli occhi. Figlia, mi
disse, il mondo è cattivo: non si prega come si deve, pensano
alle mode immodeste che fanno ribrezzo, le chiese in parte deserte, i
teatri, i cinema sono affollati. Le mamme rovinano i loro piccoli col
far vedere loro scene impure, discorsi brutti. E mio Figlio già
l'ha detto: Ci da scandalo ad uno dei piccoli, si metta una pietra nel
collo e si getti in fondo al
Mio Figlio non può più sopportare i peccati del mondo. lo
sto trattenendo il suo braccio affinché non scagli gli orribili
castighi; prega tu, figliuola, e fa pregare ad altre anime buone che tu
ben conosci.
mare.
Ieri sera mi sognai San Maria Ausiliatrice; pregavo con to mi vidi
avvicinare Don
- lo vi voglio bene tanta mi regali, ora che hai tanti lo, pensierosa,
risposi: V E lui: Io vi voglio soltan (a) Cooperatrice a Torino; Ed a
tuo fratello quanto Si(i) sempre buona, ras; non ti abbandonerà
mai; frire qualsiasi tribolazione. per la conversione dei poveri Mi
svegliai. Credetti miracolo! Ci scrisse un nostro podere, hanno conseg
Sia ringraziato il buon nostro caro protettore San Giovanni Boscoi!
Ieri sera mi sognai San Giovanni Bosco. Mi trovavo in chiesa di Maria
Ausiliatrice; pregavo con tanto fervore davanti al Sant.mo. D'un tratto
mi vidi avvicinare Don Bosco, tutto sorridente ed allegro. Mi disse:
- Io vi voglio bene tanto; vi ho fatto guadagnare Lire 4000: quanto mi
regali, ora che hai tanti soldi?
lo, pensierosa, risposi: Vi do quello che voi volete.
E lui: Io vi voglio soltanto lire 10 (per) abbonamento di te e Paolina
(a) Cooperatrice a Torino; neppure un soldo di più ti voglio.
Poi replicò: Ed a tuo fratello quanto vuoi dare? Ed io: lire
500. Sì, va bene, mi disse.
Si(i) sempre buona, rassegnata e devota di Maria Ausiliatrice che non
ti abbandonerà mai; anche Paolina deve essere sempre pronta a
soffrire qualsiasi tribolazione. Tutte le vostre sofferenze offritele a
Gesù per la conversione dei poveri peccatori.
Mi svegliai. Credetti d'essere (che fosse) un sogno qualsiasi, ma:
miracolo! Ci scrisse un cugino, che dice che nel taglio della legna
d'un nostro podere, hanno consegnato a lui la somma di lire 4000.
Sia ringraziato il buon Gesù ed il Cuore Immacolato di Maria e
del nostro caro protettore San Giovanni Bosco!.
Mi sognai la S. Vergine. Si avvicinò dicendomi:
- Oggi, otto settembre, festa della mia nascita, Figlia mia, confidate
in me: tutte le grazie passano nelle mie mani.
La giornata di oggi è la più odiata dal nemico infernale,
perché colla mia nascita doveva venire la salvezza del genere
umano.
Giorno senza notte è il giorno della mia nascita! Ma il mondo
poco o niente capisce tali misteri. Te, assieme a Paola, pregate oggi
molto molto; pregate per tutti quelli che non mi conoscono, oppure mi
conoscono, ma non mi amano, anzi mi oltraggiano con le più
orrende bestemmie.
Mi sognai Don Bosco. Mi venne avanti con un registro tra le mani. In
detto registro erano scritte tante pagine.
Lessi e vidi scritto delle buone opere che fece mia sorella,
cioè, anime che aveva attirato ai Sacramenti, ed altre opere
buone.
Poi vidi una pagina ove non c'era scritto niente: rimaneva in bianco.
Don Bosco col dito mi additò quella pagina, e mi disse: questi
giorni te e Paola avete lasciato di fare tale e tale opera buona.
Perciò Gesù, in questi giorni, non ha scritto niente di
bene, né di male.
Però rimane senza scritto; cosa che a Gesù non piace,
lasciare di fare il bene per debolezza.
Ottobre 1942
Mentre pregavo fui rapita in ispirito. Mi (si) presentò la
Vergine Ausiliatrice e Don Bosco.
La Vergine piangeva e diceva: Figlia mia, pregate pregate! Non posso
trattenere il braccio del mio Figliuolo; è sdegnato per i tanti
peccati che ogni giorno si fanno contro il mio Cuore Immacolato: mi
bestemmiano ed insultano la mia Immacolata Concezione colle parole
più nefande. Il Cuore del mio Figlio è oltraggiato anche
dai piccoli.
La Vergine piangeva perché Gesù ci vuol punire con altri
castighi più tremendi di quelli che ora vediamo.
Don Bosco si avvicinò e mi disse:
- Figlia, amate le mie Suore che son tanto buone; e tu, con tua
sorella, non affannatevi per il domani, che per l'avvenire ci pensa la
Provvidenza: e quando vi avanza qualche cosa, datela sempre ai
bisognosi.
Amate i poveri, siate umili con tutti, e fate sempre del bene, anche a
quelle persone che vi sembrano di avervi offeso.
Pregate per la guerra (che finisca). La Vergine piange perché
Roma, la Città Santa, è divenuta Roma pagana, colle
impudicizie e le mode scandalose.
Ottobre 1942
Mi sognai Santa Teresa del Bambino Gesù. Era nella mia camera;
si avvicinò a mia sorella e, tutta sorridente le disse: lo con
piccoli atti mi santificai, ed in breve arrivai ad un'alta perfezione.
Anche tu, Paolina, (c)iò che ho fatto io lo potresti fare tanto
facilmente; ti mortificherai in tutto, prendendo tutto dalle mani di
Dio, perdonando con umiltà anche i piccoli dispregi: insomma
sorridente con tutti.
Ti regalo un fiore, una bella rosa bianca, col gambo lungo, verde. Lo
pose fra le mani di mia sorella e spari; a me mi sorrise, ma non diede
niente.
5 Gennaio 1943
Mentre pregavo fui rapita in ispirito. Mi (si) presentò
Gesù, tutto risplendente. Avvicinandomi. mi disse:
- Figliuola mia, pregate con tua sorella, recitate rosari tanti; nel
recitare l'Ave Maria, (fatelo) con vera fede e devozione. Io, dopo la
loro morte 1", farò nelle loro lingue spuntare un bel giglio.
Il mondo, mi disse, sta cadendo in rovina; vi ho inviato un castigo. In
tutto il mondo le mode scandalose e le disonestà si hanno
attirato il presente castigo.
Il mio braccio, se non si pentono, dovrà punire il genere umano
con altri nuovi e tremendi castighi.
Pregate voi, figliuola, e riparate per quelli che non solo non pregano,
ma mi mettono in Croce più tremendamente di quello che mi misero
il giorno della (m)ia passione e morte.
Così dicendomi, Gesù si allontanò, lasciandomi
addolorata.
Pensai: Povero Gesù come sei mesto, come afflitto! I nostri
peccati ti hanno fatto soffrire la morte di croce, ed ora, forse,
saranno i miei peccati (che) ti han ridotto a farti piangere più
con dolore del giorno che ti hanno messo in Croce.
Disonestà, mode immodeste, parlare scandaloso; tutto, tutto a te
ti addolora.
Dimmi, Gesù buono, cosa vuoi che io faccia? Che penitenza vuoi
che faccia per riparare i miei enormi peccati e per quelli dei miei
cari fratelli che io tanto amo?
Perdonali! Bada, Gesù, che non sanno quello che fanno di male;
non capiscono il male che ne deriva alle loro anime. Come pure non
comprendono il dolore che tali enormi peccati recano a Te, Dio loro
Creatore. E Salvatore e Redentore mille volte delle loro anime.
6 gennaio 1943
Dopo la S. Comunione fui rapita in ispirito: Gesù mi disse: -
Figlia, dammi il tuo cuore, dammelol
Ed io:
- Gesù, prendilo; è tutto tuo. Te lo consegnai dai primi
anni della mia infanzia.
Mentre pregavo, Gesù mi disse: La guerra finirà; ed
avrete la vittoria se l'Italia si convertirà, se lascia la
disonestà, se lasciano le mode immodeste e scandalose, rovina
delle loro anime e di tante altre anime innocenti.
Il cinema è sempre pieno, rovina grande dei bambini. Le mie
Chiese sono deserte.
Che volete, Figlie mie? Che io abbia compassione di una nazione
cristiana di nome?
Pregate e riparate voi per quei ciechi che non vedono e camminano lungo
la via del precipizio, che da un momento all'altro son pronti a cadervi
dentro ed affogarvi.
16 Febbraio 1943
Mentre pregavo mi addormentai. Mi sembra(va) di vedere una monaca
carmelitana che si avvicinò al mio letto e di Paolina.
Sorridente, mi disse: Sorelline, vi regalo delle rose, però non
sono sbocciate, ma sbocceranno in Paradiso. Coteste rose son tanto
belle perché ve le regalo in premio della pazienza che la
piccola Paolina dovrà sostenere da tale insegnate N.N., che deve
soffrire con pazienza le sgarbatezze ecc. ecc...
(A) quell'altra persona fatele il sorriso, ed offrite tutto al buon
Gesù: disprezzi ed apprezzi.
Era Santa Teresa del Bambin Gesù: com'era bella! Che bella
monaca! Quanto ci ama!
Febbraio 1943
Mentre camminavo nella via, incontrai un bel ragazzo. Mi (si)
avvicinò e mi disse: Pregate pregate molto Gesù.
È tanto offeso; non ne può più dei peccati degli
uomini: le mode scandalose, il parlare non buono. La disonestà
è tanta che il suo Divin Cuore è molto amareggiato.
Quanta disonestà in ... Pregate con Paolina e riparate per
coteste orrende offese.
Dette queste parole, spari, ma non lo riconobbi.
Rimasi impressionata, che subito raccontai tutto a mia sorella.
Febbraio 1943
L'altra sera mi sognai Santa Teresa del Bambin Gesù. Mi si
presentò davanti al letto; prese tante foglie di rose e le mise
sopra il mio letto ed in quello di mia sorella.
Belle foglie (petali) di rose fresche con un profumo incantevole. Dopo
di averci messo le rose, mi disse:
- Pregate pregate! Gesù è molto sdegnato per i peccati
degli uomi-
ni; invece di riparare, l'oltraggiano con (i) più orrendi
peccati: la disonestà, l'inpudicizia ove ora sono ingolfati gli
uomini, sono i peccati più odiosi da Dio.
Per tali peccati Dio ha sempre punito l'uomo. Anche nell'antico
testamento distrusse Sodoma e Gomorra.
Tante si sposano senza pensare al grande dovere che Dio a loro impone.
Danno alla luce tanti fiori, e questi fiori sono di Dio, e loro debbono
custodire e coltivare; invece, giardinieri infedeli, questi fiori li
lasciano appassire senza dar loro l'acqua rinfrescante e vivificante
della divina parola: mamme infedeli che rovinano le loro piante, da Dio
affidate. Vedendoli, certi fori, non appassire, ma seccare, per
carità, altri giardinieri entrano nel loro (sic) giardino
abbandonato e trascurato, ed innaffiano le piante già appassite.
Sorelline, peccato gravissimo una mamma che non educa cristianamente il
suo figlio!
Sorellina, diceva a Paolina, prega tu per coteste mamme infedeli. Dette
queste parole, sparì.
Mia sorella la mattina si svegliò. Meraviglia! Vide sopra il suo
letto cinque belle foglie di rose profumate, e tre foglie nel mio.
Miracolo! Il profumo sembrava un Paradiso.
Aprile 1943
Giovedi Santo, dopo la S. Comunione, mi sentii dire: figlia mia,
nascondimi nel tuo cuore! Il mondo mi perseguita, mi lanciano dei
sassi: voglio nascondermi!
Povero Gesù, quanto sei affannato!
Lo so: ti perseguitano i bestemmiatori, ti perseguitano i disonesti, ti
perseguitano i malvagi.
Vieni, Gesù, vieni che ti nasconderò nel mio povero cuore!
Aprile 1943
Dopo la s. Comunione mi senti(i) dire:
- Figlia mia, il mio amore non è conosciuto, non è amato.
Io per voi sparsi tutto il mio Sangue, fino a morire in Croce; eppure
come sono mal corrisposto!
Almeno tu, Figlia mia, dammi qualche sollievo, qualche consolazione:
amami e fammi amare dalle mie creature!
Povero Gesù, quanto poco sei riamato!
Non piangere: t'amerò io per tutti quelli che non ti amano e non
ti vogliono riconoscere per loro Dio e Creatore.
Aprile 1943
Oggi, giorno di Pasqua, dopo la S. Comunione mi sono trovata in una
grande pianura, ove c'era tanta acqua sporca, piena d'immondezza. Una
moltitudine di persone, uomini e donne, passavano in mezzo all'acqua
sporca, ove dentro si buttavano e tuffavano come bestie immonde.
Lì si divertivano tutti assieme, si rialzavano colle vesti
sporche che facevano pietà
In mezzo a quell'acqua sporca passava un'altra strada stretta,
però pulita, magari (sebbene) stretta...
In quest'ultima traversava altra pochissima gente; ed un Angelo con una
spada in mano, faceva da guardia.
In mezzo alla stretta strada, io mi avvicinai e dissi: Perché
quella fiumana di gente si tuffano in mezzo a quell'immondezza?
E Lui: Questo è figura del mondo d'oggi, che si tuffano in mezzo
ai. brutti piaceri, sozzi e disonesti, come i maiali immondi.
La via stretta è la via del S. Paradiso, ove poca gente ci vuol
passare, perché stretta.
Il mondo cerca i piaceri impuri e brutti; questi se non si puliscono
col sacramento della confessione, verranno da Dio puniti per
l'eternità, perché davanti al divin tribunale non si
può nessuno salvare se prima non si sia pulito dalle sozzure con
una confessione e contrizione di mai più immergersi in quei
pantani sporchi.
L'Angelo me lo diceva con grande severità, che io tremavo di
paura. Pensavo: Anch'io, se prima di presentarmi a Gesù Giudice,
non mi confesso con una vera contrizione dei miei peccati, anch'io
sarò inviata a soffrire in eterno.
Maggio 1943
Ieri sera mi sognai il S. Cuore. Mi sembrava che il S. Cuore fosse in
mezzo alla mia camera, in atto di preghiera.
Io mi avvicinai e gli dissi: Caro Gesù, perché siete
così mesto? Figlia mia, mi rispose, son triste perché
vedo che la maggior parte degli uomini, nelle loro famiglie hanno
collocato il diavolo per far da padrone, cacciando a Me, loro Creatore
e Dio.
Vedremo che opererà il diavolo, rovinando la gioventù,
insinuando mode immodeste, col parlare scandaloso, colla vita
più brutta della vita dei brutti animali.
Ecco, figlia mia, la rovina delle famiglie di oggi: Non lasciando
regnare Me, regna il diavolo, che tutte le porta alla loro rovina
dell'anima.
Maggio 1943
Dopo la S. Comunione mi è sembrato di vedere un Angelo che
portava tanti gigli e rose bellissime.
Detto Angelo si avvicinò e mi disse: Se voi, tutti i giorni,
reciterete il Santo Rosario con fede ed attenzione, io dalle Ave Marie
ne formerò delle rose, e dai Pater Noster ne formerò dei
gigli; e tutti li unirò assieme per farne una bellissima corona
che vi regalerò in Paradiso.
Perciò in cotesto mese di Maggio recitate sovente il Santo
Rosario.
Maggio 1943
Dopo la S. Comunione mi trovai in un prato. In mezzo al prato, sopra un
trono vidi la Vergine Ausiliatrice, coperta con un gran manto. Nella
immensa pianura bruciava, con vento e burrasca spaventevole che metteva
paura.
In mezzo a tutta quella spaventosa burrasca di vento (e) fuoco
incendiato in tutta l'immensa pianura, si trovavano milioni e milioni
di uomini, e donne.
A un tratto si presentò San Giovanni Bosco che correva in mezzo
a quella burrasca terribile. Chiamava uomini e donne; venite, diceva,
venite: la vostra salvezza è sotto il grande manto di Maria
Ausiliatrice.
Tante persone, per salvarsi, corsero sotto il manto della Vergine. Don
Bosco fece mettere sotto il gran manto anche a noi; ci spinse, per far
presto, colle sue proprie mani.
Migliaia entrarono sotto il gran manto, ma altre migliaia rimasero
fuori, non vollero entrare, anzi con scherzo satilico (satirico),
burlandosi di quelli entrati sotto il ricovero della Vergine, li
mettevano in scherzo e ridicolo.
E loro in mezzo a quella burrasca e terribile fuoco, ridevano (e)
scherzavano senza curarsi del pericolo che loro attorniava.
Il fuoco (si faceva) sempre più forte, il vento terribile.
Don Bosco vendendo (sic) che tanti uomini e donne non vollero mettersi
in salvo sotto il manto di Maria Ausiliatrice, salì sopra un
tavolo e cominciò a predicare, esponendo loro il gran pericolo
che li attorniava, di mettersi in salvo sotto il manto della Vergine.
Badate, diceva, che voi tutti perirete per vostra colpa; venite venite
sotto la protezione della Mamma Celeste,
Ma quei cuori duri, rimasero sordi ed indifferenti alle parole del
Santo.
Ed io li vidi intorno al fuoco (attorniati dal fuoco), senza potersi
salvare, arrampicandosi l'uno coll'altro, per scampare dal gran
pericolo; però sotto il manto non vollero entrare.
Tutta paurosa, mi trovai davanti all'altare di Don Bosco con una
(profonda) impressione.
Mi sembrava, non una visione, ma come che fossi sveglia con tutti i
sensi; che anche oggi, quando me ne ricordo, mi tremo dallo spavento
vedendo tante anime dure, che vollero bruciare e non obbedire alla voce
di salvezza di Don Bosco.
Noi tutti, sotto il marito della Mamma, stavamo ben sicuri.
Maggio 1933
(NB.: probabilmente "1933" è un errore di scrittura, in quanto
è inserito nell'anno "1943 ").
San Giuseppe quanto è buono! Chi non ci crede lo provi. Io me lo
scelsi per mio babbo; sempre, nei bisogni, ricorro a Lui, e non mi
lascia mai senza confortarmi: sia cosa spirituale, come cosa corporale.
S. Giuseppe è un gran Santo! Amatelo, fratelli e sorelle mie,
amatelo e invocatelo!
Giugno 1943
Dopo la S. Comunione fui trasportata in ispirito. Mi vidi davanti al
Sacro Cuore di Gesù.
Io mi inginocchiai davanti al Suo Cuore Immacolato, pregandolo che
terminasse il flagello della guerra; non per i miei meriti lo facesse,
che niente meritavo, misera ed indegna sua figlia, ma lo facesse per
amore della Mamma Immacolata e di tanti innocenti bambini.
Figliuola, mi disse Gesù, non pregarmi, ho deciso di punire
severamente il genere umano, specie a quelli che sono stati rigenerati
col santo battesimo, ed ora si sono, la maggior parte, rivoltati contro
di Me, loro Creatore e Salvatore: con le più orrende bestemmie
insultano il Mio Divin Nome.
Figlia, non posso scendere (abbassare) il mio braccio; ho deciso di
punirvi severamente. Le bestemmie orrende, le mode scandalose, le
disonestà senza numero ha(nno) contristato il Mio Cuore al punto
di punirvi severamente. Le bestemmie orrende, le mode scandalose, le
disonestà senza numero ha(nno) contristato il Mio Cuore al punto
di punirvi severamente 1' I.
Gesù, tu mi dici di non pregare; ed io pregherò tanto
tanto, e farò pregare altre anime. Grideremo tanto forte che tu,
sentendoci così strillare, sarai costretto di farci la grazia,
non per nostro merito, ma affinché le nostre grida si possano da
te allontanare.
Bada. Gesù, se non ci ascolti il male è per te,
perché diventerai intontito dalle nostre preghiere fatte con
voce alta.
Da buono, Gesù ascoltaci; ci faremo tutti buoni!
E non ricordi che tutti siamo tuoi figliuoli, riscattati col tuo Sangue
preziosissimo?
Gesù mi sorrise e mi disse: Amo tanto la Mia Mamma, e per la sua
tristezza e per il suo Immacolato Cuore sono costretto di cedere.
Luglio 2 - 1943
Ieri, giorno della festa del sacro Cuore, ho pregato tanto tanto, ed ho
detto a Gesù che se il mio cuore lo potessi accendere come una
candela, l'avrei acceso e messo davanti al S.mo Sacramento. e l'avrei
lasciato acceso giorno e notte fino alla fine del mondo.
Luglio 1943
Mi sembrava di trovarmi in Chiesa, davanti al Sacro Cuore. Io mi misi
vicino, inginocchioni, davanti al Suo Sacro Cuore, e Lui, mesto, mi
disse:
Figlia mia, vedi il Mio Cuore come è trafitto da tante spade?
Sono i miei Figli battezzati e da Me beneficati che mi trafiggono il
Cuore! Vengono nella mia Casa ad insultarmi con le mode immodeste,
colle bestemmie contro il mio Divin Cuore. E la Mia mamma è
oltraggiata colle più orrende bestemmie. E queste vengono da
persone da me beneficate! Figlia mia, prega tu e ripara per tanti tuoi
fratelli ingrati. .
Caro Gesù, io ti amo tanto, e vorrei morire a forza diamati!
Luglio 1943
Dopo la S. Comunione Gesù mi disse: Figlia mia, ripara per tanti
tuoi fratelli che, invece di adorarmi, mi oltraggiano dicendomi che io
non li amo perché non cessa cotesto flagello della guerra.
Fi(gli)a mia, è un castigo della Mia misericordia.
Povero Gesù, quanto sei offeso! Quanto ti vorrei riparare!
Castiga me, e salva i miei fratelli tutti!
Luglio 1943
Dopo la S. Comunione Gesù mi disse: Figlia mia, un agricoltore,
dopo aver lavorato per mesi e mesi, se per poca attenzione, gli cadesse
un fiammifero e si accendesse, e le bruciasse tutto il seminato,
sarebbe per lui una rovina; così è per quel tale prete,
dopo di aver lavorato tanto per innalzare l'anima (tua) ad un alto
grado di perfezione, poi con una parola, cioè col dirti che il
fumo non è peccato, che nei miei Comandamenti non è
scritto che non si debba fumare. Cotesta è una parola che rovina
tanto l'anima.
Il fumare, le mode immodeste, il dipingersi il viso, mani e piedi, sono
grosse barriere che impediscono di salire al Santo Paradiso.
Luglio 1943
Ieri, 10 luglio, dopo la SS.ma Comunione, Gesù mi disse: Figlia
mia, lo nei miei santi Comandamenti, specie nel sesto, ho detto di non
fornicare; però non spiegai che il sacerdote è sacerdote
in eterno, e non può levarsi l'abito I", per nessuna ragione;
farebbe un gran peccato, e se ne andrebbe all'inferno se non facesse
penitenza prima di morire. Eppure nei Comandamenti non l'ho messo.
Figlia mia, un vero cristiano, da sé, può capire senza
spiegare tutto minutamente.
Il mio Cuore è trafitto, è grandemente trafitto dai
cristiani. Figlia mia, non ho un cuore da poter sfogarmi tutte le Mie
pene; almeno tu consolami.
Povero Gesù, quanto sei offeso! Anche i tuoi amici ti offendono,
ma io, vedrai Gesù, ti consolerò per tutti quelli che non
ti amano.
Luglio 1943
Dopo la S. Comunione mi sembrava d'essere davanti al quadro di S. Anna.
D'un tratto l'immagine si animò e, rivolgendo gli occhi verso di
me, mi disse: Mia cara Figliola, sto pregando per la pace del mondo,
per il quale (nel quale) tante Nazioni sono sconvolte con odi e
rancori; ma Gesù è sdegnato: io e la Sua Mamma non
riusciamo a placare lo sdegno.
I peccati d'impurità son tanti, la terra ne è allagata, i
capi non sono secondo il Cuore di Dio; Gesù è offeso non
ne può più.
Te, Figlia mia, prega e fa pregare affinché il buon Dio presto
possa far scendere, verso tutte le Nazioni sconvolte, le sue
benedizioni di fratellanza e di amore, riabbracciandosi tutti come
fratelli, figli del medesimo Padre.
Agosto 1943
Dopo la S. Comunione fui rapita: Chiedevo a Gesù che presto alla
nostra Italia dasse la pace e la tranquillità.
Gesù mi rispose: Figlia mia, le offese fatte alla Mia
Divinità sono immense. Un'offesa. quando si riceve da un
figliolo amato e beneficato dal suo padre, è più orrenda
che quando si ricevesse da una persona lontana; voi, l'Italia, siete
stata sempre da Me prediletta, amata e beneficata, e mi hanno
ricompensato con ingratitudine ed oltraggi. Perciò lo sono
offeso, e non posso calmare cotesto flagello della guerra senza che,
prima, i miei figli non si inchinino davanti a Me, e non chiedano
perdono.
Te, Figlia mia, non affliggerti con Paolina, state davanti a me come
due bambine, che a tutto pensa il padre, non essendo voi capaci di
regolare la vostra vita: penserà a tutto il vostro amato babbo,
che sono Io.
Confidate in Me, che io non abbandono mai i Miei figli che mi amamano e
mi obbediscono.
A te e Paola vi ho scelte di camminare non in una via comune, no, ma in
una via superiore, straordinaria, cioè nella via della
santità. A Paola ne diedi un segno nel cielo, che essa ricordi
sempre.
Per i soldi non pensarci; tutto è nelle mie mani.
Non è il capo, né il Re, né altri: il Capo che
guida il mondo sono lo, che tutto saprò disporre per il bene
delle vostre anime.
Continuate a pregare.
Agosto 1943
Dopo la S. Comunione Gesù mi disse: Figlia mia, prega
perché il mondo è cattivo; ha fatto un nodo col diavolo,
ed io non posso soffrire tali peccati: l'impurità.
Mia Madre mi sta trattenendo il braccio affinché non scarichi
più e più la mia giustizia sopra il mondo colpevole.
Agosto 1943
Oggi, dopo la S. Comunione Gesù mi disse: figlia mia, gli uomini
d'Italia, la maggior parte, si sono buttati, nel fanno (fango) come
brutti animali. Dalle cronache (sic) luride n'escono sozzi che a me fa
ribrezzo; e non mi commuovo ad alleggerire il presente flagello.
Perciò donne e uomini corrotti, principiando dal piccolo
pastorello ai grandi principi, è un lago di corruzione; ed io,
sdegnato, abbandonai l'Italia in balìa di sé
Soltanto il Papa e poche altre anime mi fanno compassione,
perché anime belle, degne del mio amore. Se qualche grazia vi
concederò, è per amore del mio santo Vicario, il Papa.
Figlia mia, mode immodeste con un parlare sozzo, piccoli e grandi non
rispettano più i miei ministri.
Ecco, Figlia mia, il presente flagello da che cosa ne deriva: castigo
del peccato.
Io, Figlia mia, mi compiaccio sopra le anime pure e semplici; te non
sai quanto era semplice la cara Gemma Galgani!
stessa.
Settembre 1943
Mi sognai Santa Teresa del Bambin Gesù, bella, sorridente; mi
sembrava di vederla vicino al mio letto e della mia sorella.
Ci guardava allegra, e mi disse: Il nome di Paolina sta scritto in
cielo, ed anche il tuo. Però, se non corrispondete, il vostro
nome verrà scancellato; voglio dire, se non corrispondete colle
buone opere, colla carità, coll'umiltà e coll'ubbidienza,
cose care al buon Gesù: amate tutti come fratelli e sorelle,
perdonate a chi vi fa del male.
lo ho sempre amato Gesù, amato fino a morire d'amore per Lui; le
mie sorelle mi han voluto sempre bene da bambina, e godevano quando
vedevano che io amavo tanto Gesù: niente gelosie, anzi gioivano
nel vedermi tanto infiammata d'amor di Dio.
Paolina mia, io ti amo tanto; corrispondi alle grazie che il Signore ti
fa: sempre più buona, umile con tutti.
Ci salutò con un inchino d'Angelo e spari.
Settembre 1943
Mi sognai Santa Teresina. In mano portava un mazzo di rose bian
che.
Prese una delle rose e tanti petali (e li) sparse sopra il letto ai mia
sorella; in ogni petalo (c')era scritto in rosso: Ave Maria.
I petali saranno stati una cinquantina.
Lasciò i petali sopra il letto pochi minuti; poi li raccolse uno
per uno e se li porto via: salutò mia sorella con un sorriso
angelico, e ci disse: Se tu, Paola, tutti i giorni reciterai tante Ave
Maria alla Vergine Santissima con devozione e costanza, dopo la tua
morte, sopra la tomba sboccerà un fiore che in ogni petalo
sarà scritto Ave Maria.
Mi sognai Gemma Galgani; era bella come un angelo. Mi (si)
avvicinò e mi disse: ama le sofferenze ed i disprezzi. Io
quand'ero nel mondo, ebbi tanti disprezzi che nessun'anima viva
può immaginare; ed io n'era contenta, ed offrivo tutti i miei
patimenti per la salvezza dei peccatori,
Settembre 7 - 1943
Dopo la Sant.ma Comunione Gesù mi disse: Figliuola mia, prega
con Paola per placare il mio Padre, sdegnato col genere umano, Mia
Madre non riesce a placarlo.
Il castigo per l'Italia è per la disonestà che corre e si
è dilagata da un punto all'altro dell'Italia, bestemmie orrende
contro il Cuore Immacolato di mia Madre; tutto questo ha attirato l'ira
dell'Eterno mio Padre con inviarvi il presente flagello; anzi aveva
deciso di inviarvi una pioggia di fuoco, ma la Mamma mia Immacolata si
è opposta, chiedendo perdono per voi tutti.
Il mondo, figlia mia, è corrotto e divenuto un ammasso di
putridume. Prega te, e fa pregare affinché il mio Padre si possa
calmare.
Settembre 1943
Mi sognai una insegnante, morta (da) un mese circa, a causa di un
bombardamento.
La vidi tutta risplendente, però aveva le braccia un poco
bruciate; il rimanente della persona era sano e bello.
Si avvicinò dove stava con me anche mia sorella. La sopra detta
defunta ci disse: vedete come sono ancora?... Debbo scontare un'altra
sola Messa, e sarò liberata del tutto; fatemela celebrare da
Monsignor Vitali. Dette coteste parole, scomparse.
Erano passati appena due giorni dal giorno che vidi detta insegnante
defunta. Di nuovo nel sogno mi (si) presentò tutta lucente come
un sole, bella d'una bellezza di Paradiso.
Si avicinò a mia sorella e le disse: Paola, quanto ti voglio
bene! Mi hai, colle tue orazioni, e S. Comunioni, liberata dal
Purgatorio, ed ora vado a godere. Pregherò per te tanto tanto.
Dette coteste parole, spari.
Ottobre 1943
Dopo la s. Comunione mi sembrò di vedere Santa Teresa del
Bambino Gesù. Io la pregai di scongiurare il Signore
affinché presto calmasse il flagello della guerra.
La santa mi rispose:
- Che vuoi! Il mondo ha fatto un nodo col demonio; cioè con
peccati gravi, che n'è allagato, specie d'impurità.
E cotesto nodo nessuno l'ha sciolto, neppure il dolore e le sventure
della guerra ha commosso nessun cuore umano a cambiar vita.
Perciò Gesù sdegnato non vuole ascoltare nessuna supplica
perché i peccati sono enormi, e grande il numero dei peccatori.
Pregate pregate, affinché Gesù si commuova.
Dopo la S. Comunione pregavo Santa Teresa e dicevo: Dimmi che cosa
vorrà Gesù da mia sorella Paola: che cosa deve fare in
questi giorni della tua festa?
La Santa mi rispose: Dì a tua sorella che io voglio tre fiori
per presentare alla Vergine il giorno della festa del santo Rosario.
Tre fiori; cioè uno è l'umiltà, la seconda
è la carità, l'ultimo è l'ubbidienza: e mi
presentò una bella rosa, grande, con belle foglie; sembrava una
pianta: questa, mi disse, è la carità.
Poi mi fece vedere un'altra pianta, ed era una bella pianta di viole:
questa, mi disse, è l'umiltà. Poi un pianta di fiori
bianchi, bellissimi: questi sono l'obbedienza.
Il giorno tre ottobre, dopo la S. Comunione, vidi Santa Teresa con tre
grandi piante, belle piante di Paradiso mi sembravano.
Una era di rose, l'altra di viole, la terza fiori bianchi: Ecco, mi
disse, i fiori bianchi che mi ha portato Paolina, e li mise ai piedi
della Vergine. Tutte e tre le grandi e belle piante erano intrecciate
con una corona di quindici poste: nelle Ave Maria sbocciava una bella
rosa, nei grani del Pater Nostro spuntava un bel giglio, ed in ultimo,
a basso, una scritta ricordo.
Io pensai che la rosa, mia sorella proprio il giorno avanti aveva avuto
una gran carità con persone moleste; l'umiltà l'aveva
praticata giorni avanti con cuore di un Serafino; l'ubbidienza al
confessore, in modo da far piacere alla grande Santa Teresa.
Ottobre 1943
Mi (si) è presentato una persona; mi toccò il polso che
mi rimase bruciato. Non lo conobbi; era vestito da ufficiale.
- Sono morto in guerra, mi disse; vorrei delle S. Messe: me le farete
celebrare da Mons. ...Vitali. Tu e Paola mi farete delle sante
Comunioni.
Dopo fatte le Comunioni e fatte celebrare le Messe, mi (si)
presentò un'altra volta, tutto splendente, e mi disse:
- Vado in Paradiso dove pregherò per voi, specialmente per
Monsigr. Vitali. Sono Russo, e mi chiamo Paolo Vischin.
Mia madre mi aveva educato nella santa religione; poi, crescendo, mi
sono lasciato trascinare nella vita Russa, non buona. In punto ai morte
mi penti(i), e ricordai le belle parole che, (da) bambino, mi diceva la
mia mamma.
Gesù buono mi ha perdonato.
Ottobre 1943
Mi sognai santa Teresina con due mazzi di viole, uno grande e l'altro
piccolo, legato con nastro verde.
Il mazzo grande lo diede a mia sorella, il più piccolo lo diede
a me. Nel consegnarcelo, ci disse: Prendete questi mazzi e conservateli
fino al giorno ultimo della vostra vita. Vi raccomando di recitare ogni
giorno il S. Rosario, catena vi unisce a Dio; e quando desid zie,
invocate la S. Vergine colla preghiera del S. Rosario. N(,~. passare
giorno senza prima aver recitato il Rosario. Dette queste parole,
sparì.
Ottobre 1943
Dopo la S. Comunione Gesù mi disse: Figliuola, tu e Paola siete
rose del mio giardino, ove v'innaffio col mio amore.
Ottobre 1943
Dopo la S. Comunione Gesù mi disse: Siate umile; l'umiltà
è il fondamento della santità.
Ti ripeto che tu e Paola siete le rose del mio giardino.
lo pregavo per il presente flagello della guerra, affinché
mettesse termine a tante pene: Figlia, mi disse, sto purificando le
anime perché sono guaste come le favette che comprasti giorni
fa, e queste son piene di farfallette, e per pulirle bisogna passarle
al fuoco.
E così sono le anime d'oggi: piene di sozzure. E per pulirle
bisogna passarle nel fuoco della purificazione, coi dolori e pene
grandi.
Novembre 1943
Dopo la S. Comunione mi è sembrato di vedere la Vergine bianco
vestita. lo mi avvicinai e le dissi:
- Mamma Celeste, come sei bella! Dimmi: sei contenta di me e di mia
sorella?
Figliuola, mi rispose, io sarei più contenta se voi due foste
più rassegnate in tutte le contrarietà che Gesù
permette che voi soffriate, più umiltà, più
carità, facendo del bene a chi vi offre il male.
Ecco ciò che io desidero da voi due!
Dicembre 1943
Mi è comparso San Francesco con un cingolo fra le mani, e mi
disse: Questo cingolo è per Paola.
Ed io vorrei che voi foste più umili, più rassegnate, e
più obbedienti al confe.re.
Soffrite tutte le pene per Gesù: umiliazioni, disprezzi ed
indifferenze, sia da qualsiasi persona vi venga presentata.
Io nel mondo ho sofferto disprezzi ed anche bastonate; pensate che la
vita è breve: tutto passa e passa presto.
Figliuole mie, solo il Paradiso è eterno! Dette queste parole,
spari.
Dicembre 1943
Ieri sera mi sognai d'essere in Chiesa. Mentre pregavo davanti al
Sant.mo, si presentò il Sacro Cuore, vestito con un manto rosso;
salì al pulpito e si mise a predicare.
Cominciò la predica con aria severa; rimproverava i grandi
peccatori disonesti. lo, diceva, ho sempre punito con castighi severi
le Città e luoghi ove allaga la disonestà, peccato odioso
al mio Cuore.
Per tale peccato ho distrutto Pompei, ho distrutto Sodoma e Gomorra;
ora ho punito a voi con cotesto flagello e, se non cambiate costumi, io
vi invierò castiti (sic) peggiori.
La mia Mamma mi sta sostenendo il braccio per non punirvi più
severamente. Le mie parole non sono ascoltate, ma io vi ripeto: se non
cambiate costumi la guerra non cesserà che dopo avervi
purificati col dolore.
Finita la predica. Gesù sparì, lasciandomi un grande
dolore al cuore, vedendo che gli uomini rimanevano freddi ed
indifferenti.
Povero Gesù, non sei ascoltato!
Dicembre 1944
Dopo la S. Comunione Gesù mi disse: Figlia mia, non ne posso
più. Il mondo è cattivo, pochissimi sono quelli che mi
amano, pochissimi sono quelli che rispettano il giorno festivo a me
consacrato; anzi tali giorni sono impiegati non per adorarmi, ma
piuttosto per oltraggiarmi, santificano la Domenica con recarsi ai
cinemi impuri, conducendoci non solo loro stessi, ma per più
oltraggio, ci conducono i loro piccoli innocenti per rovinarli prima
del tempo col vedere scene immodeste.
Ed io di tali genitori ne sono sdegnato, ed ho pensato di punirli...
Dicembre 1943
Dopo la S. Comunione Gesù mi disse: Figlia mia, mi ami? Si, io
risposi, ti amo tanto tanto; e, se fosse possibile, del mio cuore ne
farei una candela e, per tuo amore, la terrei sempre accesa.
Fiaglia mia, come ti voglio bene! Lo dirai a tutti che io amo tanto gli
uomini! E li amo fino alla pazzia da morire in Croce per loro.
Però, quando a tale amore mi vedo corrisposto con
l'ingratitudine, il mio Cuore si rattrista e piange.
Povero Gesù quanto poco sei conosciuto!
Gennaio 1944
Mi sognai d'essere in una Chiesa, ove vidi Gesù nel pulpito che
predicava. Mi ricordo tali (queste) parole:
- Il mondo è divenuto un lago di corruzione, di putredine; li ho
chiamati a far penitenza, ma mi corrispondono con insulti e bestemmie;
son pochi quei che ascoltano la mia voce. La guerra non finirà,
se prima gli uomini non chinano il capo a far penitenza.
La disonestà ha allagato il mondo intero; ed il presente
flagello è una punizione per tali brutti peccati.
Ricordatevi, segui(ta)va Gesù, che per tali peccati ho dovuto
distruggere Sodoma e Gomorra, e distruggere anche Pompei.
Ricordatevi che i peccati impuri attirano la mia ira.
Fate penitenza, fate penitenza se volete che il (nel) mondo ritorni la
pace e la pace intera.
Dicembre 1944
Giovedì sera mi sognai nella chiesa del Vaticano, dove c'era
tanta gente: donne, uomini, e moltissimi stranieri di tante
nazionalità.
Ecco che si affaccia il Santo Padre. Cominciò a parlare, e noi
tutti ad ascoltare:
- Figliuoli miei, diceva, in questi tristissimi tempi in cui viviamo,
bisogna far penitenza, bisogna placare l'ira di Dio Padre, gravemente
sdegnato per tanti enormi peccati che tutti i giorni l'uomo commette.
Per cagione dei nostri peccati è avvenuta cotesta terribile
guerra: odi e rancori fra Nazioni, odi e vendette fra fratelli e
fratelli.
Lasciate, figliuoli miei, di offendere Dio, e plachiamolo col far
penitenza; amatevi e perdonatevi.
Io vi amo, figliuoli miei, tutti vi amo senza distinzione di
nazionalità; io vi aiuterò ed invierò, per mettere
la pace, non un esercito di soldati, ma un esercito ai Santi
Missionari, onde spargere in tutte le Nazioni la parola dell'amore e
della fratellanza.
Amatevi e ricordate che tutti siamo figli di un medesimo Padre! Non
appena il Santo Padre principiò a parlare, tanti uomini ed anche
donne tirarono dei sassi contro il Papa, facendogli uscire anche del
sangue. Nel vederlo insanguinato, parecchi si mettevano a ridere. Tante
erano le sassate che il Santo Padre non poté proseguire, e
dovette ritirarsi dal balcone. L'Angelo, sceso al piazzale di San
Pietro, si avvicinava alle persone dicendo: Il mondo sta cadendo in
rovina, non vogliono ascoltare la parola del Vicario di Dio. Guai alle
Nazioni che non rispettano il Vicario di Dio in terra: quelle Nazioni
verranno da Dio punite.
Si avvicinò a me e a mia sorella, e ci disse: Pregate almeno
voi, recitando cotesta preghiera, almeno fino al Santo Natale.
- Chi siete? io dissi.
- Sono l'Angelo di Roma. - E dove abitate?
- Abito nel Vaticano.
- Ma, io risposi, cotesta orazione che voi mi volete imparare
(insegnare), non la ricordo, poi, tutta a memoria.
Colse un pezzettino di carta, mi diede un penna: Scrivi te stessa per
ricordartela.
La scrissi:
Mio caro e buon Gesù, il mondo è ancora come ieri. Dagli
uomini hai da aspettarti dell'odio e ancora delle crocifissioni. E Tu
le vedi!
Ma Tu che non sai odiare, dona lo stesso a questi Tuoi figli che ti
sono nemici, quella eterna pace che nell'anno decimo quinto dell'impero
di Tiberio Cesare regnava sulla terra.
Ricordati, Gesù, che per essi tutti hai sparso il Tuo
Preziosissimo Sangue nell'altare della Croce.
EPIFANIA - 6 Gennaio 1945
Ieri sera mi sognai il Santo Gesù Bambino. Da una culletta ove
si trovava nella camera da letto, si raddrizzò, e venne dal
letto di Paola, ove l'accarezzai, dicendole:
- Io ti amo tanto perché sei umile e semplice; ed io mi
compiaccio delle anime semplici e umili.
Stasera io vi regalo una befana più di valore che mai il mondo
possa offrire; non vi regalo oro né argento. Io vi fo un regalo
più di valore: vi regalo il mio amore! Amatemi e fatemi amare.
Pregate per tanti vostri fratelli che invece di amarmi ed adorarmi come
loro Creatore, mi offendono, oltraggiando il mio santo nome colle
più orrende bestemmie.
Dette queste parole, venne da me, dicendomi e raccomandandomi di
pregare per i peccatori tutti.
Se ne partì da me, e va a riposarsi sopra una sedia, ove stava
una blusa di Paola.
Svegliatami, raccontai il sogno a mia sorella.
Mi fece accendere la luce: Meraviglia! Trovammo il Bambino posato
davvero sopra la sedia che vidi nel sogno.
Sia ringraziato il buon Gesù che tanto ci ama!
Gennaio 1945
Quanto è buono il Bambino Gesù! Buono verso di me e di
mia sorellina. Eccomi a raccontarne una: Io e mio sorella avevamo un
grande dispiacere; eravamo rassegnate si, ma il dispiacere si faceva
sentire nel nostro povero cuore.
Mentre una sera ritornavamo dalla Chiesa, abbiamo visto il Bambino che
abbiamo nella culla, sopra il letto della mia sorellina. Meraviglia! Da
solo si era mosso dal posto ove noi lo teniamo per devozione.
Quanto è buono Gesù! Per confortarci ha voluto fare una
bella improvvisata. E poi, meraviglia! Sembrava di essersi, in quella
sera, animato: aveva le guance rosse, gli occhi celesti più
belli di prima.
Cotesto fatto si è verificato due o tre volte, sempre in
occasione che noi avevamo dei grandi dispiaceri.
Gesù buono, quanto sei buono! Tu solo ci puoi confortare, e ci
hai sempre confortato.
Gennaio 1945
L'altro giorno, dopo la S. Comunione, dissi a Gesù: -
Gesù mio, quanto ti voglio bene!
-Anch'io, mi rispose, ti amo tanto tanto, però ti chiedo un
favore, ed è di farmi amare da tante anime che ogni giorno vanno
in Chiesa, ascoltano la Messa, fanno la Comunione; però tante lo
fanno per abitudine e non per amore.
Il Mio Cuore ha bisogno di spendersi, ma non trovo anime che mi
corrispondano. Amami tu, mi figlia, amami e fammi amare.
Gesù buono, quanto sei buono! Io ti amo, te lo prometto, e ti
farò amare da tante altre anime.
Ottobre 1945
Mi sognai un grande prato; vidi un giovinetto (di) circa otto anni.
Detto ragazzetto si inginocchiò davanti a due bimbe coperte di
terra. Dalle due tombe spiccava un giglio. Il giovinetto, colle mani
giunte, recitò una poesia sentimentale che diceva:
Giglio purissimo, tanto caro a Dio - se da gigli vivrete - dalle vostre
tombe un giglio spunterà.
Un giglio (era) già cresciuto in dette tombe. In ogni foglia
c'era una scritta, incisa a caratteri d'oro; in una foglia era scritto
così: purità, umiltà nell'altra, nella terza era
scritto pazienza.
Dette tombe, una era mia, l'altra compresi essere di mia sorella
Paolina.
Novembre 28 1948
Gesù è in cerca dì anime che si offrano vittime
per poter salvare tanti uomini.
Figlia, mi disse, e te vuoi fare qualche cosa dì bene per
salvare tanti uomini che, non solo mi rinnegano, ma, di più, mi
oltraggiano anche nel S.mo Sacramento dell'altare.
Pregate, figlie mie, pregate per questi vostri fratelli, e offrite per
loro tutte le vostre pene e tribolazioni, abbandoni e disprezzi che vi
verranno fatti da persone a voi tanto care. Tutte queste tribolazioni
offritele per la salvezza dei peccatori.
lo e Paolina abbiamo risposto: Sì, sì, vogliamo soffrire
tutto ciò che voi volete, purché si salvino le anime dei
nostri fratelli che a voi costarono spargimento di sangue.
Quanto è buono Gesù! E come non amare Gesù? E come
non soffrire per consolare Gesù?
Dicembre 1 1948
Mi trovavo in Chiesa; pregavo davanti al S.mo Sacramento. Ad un tratto
mi si presentò Gesù in Croce, tutto piagato, che faceva
molta pena.
Altre due croci erano ai fianchi della croce di Gesù. Queste
croci erano di legno nero; io e Paolina eravamo inginocchiate ai piedi
di quelle due croci.
Gesù, dalla croce, parlò a noi due e disse: Te e Paolina
sarete le vit-
time di queste due croci. Pregate, figliuole, e soffrite per amore e la
salvezza di tanti vostri fratelli peccatori.
Ho cercato anime vittime, ma non ne posso trovare; almeno voi due
ditemi di sì: soffrite, soffrite per salvare tante anime che
stanno nella via della perdizione.
Noi, che abbiamo risposto? Che accettavamo tutto con amore per la
salvezza di tante anime che vanno nella via della perdizione.
Anno 1948
Mi trovavo davanti al S.mo il Giovedì sera del 2 dicembre 1948.
Fui rapita in ispirito.
Gesù, in forma gloriosa mi si appressò e mi disse:
- Figlia mia, amami e dammi l'amore che il mondo mi nega continuamente;
anche Paolina mi ami.
Amate pure il poveretto, e fate loro del bene, con non negare mai a
nessun poveretto l'elemosina; nel povero guardate la mia persona:
ciò che fate al povero di bene lo fate a me.
Se volete grazie, date ai poveri qualche cosa che vi chiedo(no), anzi
di più. Chi benefica per amor mio il poverello, otterrà,
non soltanto grazie grandi, ma otterrà il perdono dei propri
peccati.
Voi, figliuole mie, siete una carta bianca; se non scrivete sopra la
carta qualche riga di beneficenza, rimarrà un semplice carta
bianca.
Anno 1950 - ANNO SANTO
Il Venerabile Domenico Savio è nostro fratellino; ci ha fatto
tante grazie:
A te ed a Paolina vi voglio tanto bene: affetto di fratellino. Vi amo,
mi disse, perché siete anime semplici. Fatevi sante, sorelline
mie! Amate Gesù, amatelo! Gesù ama le anime semplici.
Dette coteste avvertenze, questo angelo dai miei occhi spari,
lasciandomi il cuore pieno di gioia.
Il 28 febbraio mi trovavo in cucina, ecco, sento suonare il campanello;
mi recai ad aprire la porta: Di nuovo riconobbi Domenico Savio, ben
vestito, pantaloni e giacca grigio chiaro.
Mi sorrise, dicendomi: ti faccio un piccolo regalo; è per te e
per Paolina: ci regalò un pacchetto di caffè tostato.
Di questo, ci disse, ne darete a quei poveri ministri di Dio che voi
sapete quanto soffrono.
Appena dette quelle parole, sparì, lasciandomi nel cuore una
gioia immensa.
Il 28 febbraio 1950
Mi sognai il Sacro Cuore di Gesù. Dal Suo Sacratissimo Cuore
uscivano fiamme come di fuoco.
Sorridendo mi disse: Prendi questo regalo; è un regalo che
voglio fare a Paolina, perché voi avete coperto un povero
prigioniero che stava morendo di freddo, e voi, per mio amore, l'avete
coperto, togliendovi da dosso i vostri vestiti.
Figliuola, il bene che fate ai poveri per mio amore, lo lo considero
come fatto a me stesso.
Amate i poveri, amateli! Son vostri fratelli e miei figli prediletti.
Come è buono Gesù! Ama tutti in generale: peccatori e
buoni, ricchi e poveri, ma di più ama i poveri.
Datomi questi consigli sparì dalla mia presenza, lasciandomi il
cuore pieno di gioia.
Quanto è buono Gesù! Mi vorrei sempre vicino a Lui.
Marzo 5 1950
Giorno della Beatificazione del Ven. Domenico Savio.
Mi è sembrato, mentre pregavo, di vedere il Venerabile Domenico
Savio; si avvicinò tutto allegro e sorridente verso dì me
e Paola mia sorella, e ci disse: Fatevi sante, Gesù lo vuole,
fatevi sante; amate sempre la Vergine. Amate pure il Papa che anche
Gesù lo vuole.
Dette queste parole, sparì.
Aprile 1950
Giorno 9 aprile Mi recai in pellegrinaggio alla Città di Siena;
bella Cittadina, specialmente perché lì nacque Santa
Caterina; santa che io amai da bambina.
Il giorno di Pasqua a Siena feci la S. Comunione con tanto fervore.
Dopo la S. Comunione mi sembrò di vedere Santa Caterina, vestita
tutta di bianco. Mi si avvicinò e mi disse: Sorelle mie, fatevi
sante, fatevi sante; il tempo è breve! Vorrei che Paola fosse
meno scrupolosa.
Mi accarezzò, e così a Paola. E subito sparì.
Aprile - 1950
I primi giorni di aprile, dopo la S. Comunione, Gesù mi disse:
- Figlia mia, prega per i tuoi fratelli cattivi, comunisti. Prega; Mio
Padre vuol punire gli uomini, vuole inviare un grande castigo, vuol
punire tutti gli uomini perché insultano Me, insultano i miei
ministri, insultano il Papa da Me inviato.
Figliuola mia, prega te e fa pregare anche a Paola, tua sorella
affinché il Mio Eterno Padre non mandi i terribili castighi che
ti dissi prima. Ed in questo mese di Aprile abbi in devozione un Santo
a Me tanto caro: San Francesco di Paola. Detto Santo a me amava tanto.
Lui nei viaggi del mare non (andava in) barca, ma la sua barca era il
bastone.
E voi, figlie mie, camminate sempre col bastone dell'amore.
All'età di cinque anni feci voto di verginità; capivo che
Gesù lo voleva.
Dopo fatto il voto divenni più assennata; non giocavo mai se non
qualche volta.
In casa della nonna c'era un bel quadro grande, col Bambino nelle
braccia (della Madonna).
Qund'ero sola mi mettevo sopra una sedia, stendevo le braccine e
dicevo: Mamma bella, io ti voglio bene tanto tanto; dammi il tuo
Bambino a giocare un poco con me.
La Vergine, parecchie volte, mi accontentò. Giocavamo con una
bambola che m'era stata regalata da un(o) zio materno.
Gesù mi diceva: La cedo a te la bambola; a me basta un
momentino. Come era buono Gesù Bambino! Lo ricordo tanto bene.
Gesù è stato, verso di me, sempre buono.
La mia povera mamma mi diceva sempre: Figlia mia, te sei nata il tre di
Maggio, giorno Sacro, ricorrenza della S. Croce di Gesù, e
Gesù ti ha nel petto (voluto) imprimere una piccola crocetta,
segno che te dovrai nel mondo molto soffrire.
Perciò preparati a soffrire con amore e rassegnazione, offrendo
tutto al buon Gesù.
Feci la Cresima a due anni. Mi ricordo che una mia zia materna mi
portava in braccio, perché piccolina; perché ricordo che,
quando si avvicinò il Vescovo, io piangevo, io piangevo
perché vedevo un uomo alto e, sulla testa, una grande mitra.
Piangevo perché avevo paura. Ricordo che il Vescovo mi
accarezzò, ed io facevo del tutto per svincolarmi dalle braccia
della zia.
Da bambina, come ero cattiva! Piangevo sempre; la mamma non aveva il
latte per nutrirmi: fu costretta darmi a balia.
Essendo già grandetta, di sette e nove anni, andavo a scuola,
però vedevo che la mia mamma era poco sana, soffriva al fegato;
io per contentare la mamma, scopavo, spolveravo, facevo le faccendine
adatte alla mia età.
Ricordo di non aver mai dato un dispiacere alla mia mamma. Tutte le
sere mi portava in Chiesa per fare la visita al S.mo Sacramento. lo
giungevo le mani e ripetevo il voto di Verginità:
-Mio Gesù, dicevo, fo voto di castità perpetua; vi
consacro la mia verginità.
Questa preghiera me l'aveva insegnata Gesù quando giocavamo.
Se fossi morta a quell'età, sarei stata in Paradiso; adesso ho
paura che Gesù mi mandi all'inferno.
La prima Comunione la feci all'età di undici anni, presso a
poco. Non ero vestita di bianco, no. (Mi ricordo) ch'ero con un vestito
oscuro, color cannella, cucita (dal)la zia materna. La mia mamma era
malata; non pensava al lusso.
La prima volta, ricordo che Gesù mi disse: - Mi vuoi bene?
Tanto tanto, io risposi.
Lo dissi al conf.re che Gesù mi aveva detto così; lui mi
rispose: Anche a me lo dice sovente, se lo voglio bene.
Ed io: Va bene! Ora a Gesù lo vorrò bene davvero.
Pregavo continuamente, ma io non volevo che mi vedessero i fratellini.,
né nessuno. Come fare?
Non avevamo una camera appartata; allora mi recavo nel cortile ove
c'era una ritirata, li pregavo pregavo: Gesù mio, ti voglio
bene, dicevo.
Un giorno, mentre pregavo con tanto fervore, mi si presentò un
giovane chierico; mi sorrise e mi disse:
- Mi conosci? - No, risposi.
lo sono San Luigi Gonzaga; son venuto a dirti che io ti voglio bene
tanto tanto: però ama sempre Gesù.
Tante altre volte è venuto a insegnarmi come debbo pregare.
Aprile 8 - 1951
Ieri sera mi sentivo molto male, e tra me dicevo: Domani mattina non
potrò fare la S. Comunione.
La mattina, verso le 4 e mezzo, credo, non più, sento aprire la
porta; vedo e riconobbi San Paolo della Croce con due chierici ai
fianchi: uno conobbi ch'era San Gabriele dell'Addolorata. Portavano, i
chierici, due candele.
San Paolo fece recitare il confiteor e mi diede la Santa Comunione.
Obbedisci, mi disse, obbedisci a Padre Ignazio; voglile bene: bada che
è un figlio del mio cuore, caro tanto a Gesù. Te non sai
quanto ha sofferto cotesto mio figlio; ora ne voglio fare una perla dei
miei Ritiri. Nel mese di marzo Gesù, tante e tante volte mi
diceva: Padre Ignazio è una perla del mio Cuore, che io amo
tanto tanto. Anche la Mamma Mia lo vuol tanto bene.
Quanto è buono Gesù!
Però Gesù piange troppo per i peccatori. Io gli dico:
- Non piangere così; se ti fanno piangere tutti quelli cattivi
sacerdoti, invece loro, ti ama tanto tanto Padre Ignazio.
Lo so, mi rispose, è un mio prediletto figlio; anch'io me lo
stringo al mio cuore, però anche per tutti gli altri sparsi il
Mio Sangue.
Bada, io dissi, se continui così a piangere, ti ammali negli
occhi; bada che Padre Ignazio non cesserà di pregare fin tanto
che non li veda tutti convertiti. Glielo dissi a Padre Ignazio che i
peccati di tutti quelli, ti trafiggono il Cuore. Ci pensa Padre
Ignazio, vedrai.
Povero Gesù! Io ho paura che si ammali. Povero Gesù!
Padre Ignazio mi ha detto: Quando mi dai la tua Croce, di dire sempre
di sì.
Ed io obbedisco volentieri; ma la vuole anche lui la tua Croce, ti
vuole aiutare; ti ama tanto tanto. Si mette anche il cilizio per far
penitenza; Tu non vuoi, e lui invece...
Stamattina gli dissi: Bada che lei facendo queste penitenze può
mo-
rire, ed io rimarrò di nuovo senza Padre conf.re.
Sta tutto per Gesù! Rimproveralo tu stasera; a me non mi
ascolta. Vuole salvare tutte quelle anime che mi disse questi giorni.
Preghiera
Mio caro e buon Gesù, il mondo è ancora come ieri. Dagli
uomini hai da aspettarti dell'odio e ancora delle crocifissioni. E Tu
le vedi!
Ma tu non sai odiare; dona lo stesso a questi tuoi figli che Ti sono
nemici, quella stessa pace che nell'anno decimo quinto di Tiberio
Cesare regnava sulla terra.
Ricordati, Gesù, che per essi tutti hai sparso il Tuo
Preziosissimo Sangue nell'altare della Croce.
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