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Le parole di Gesù “Ho sete” (Gv 19,28),
che sono
scritte al muro di tutte le nostre cappelle, non sono passate ma sono
proprio viventi, qui e ora; sono dette per voi. Credete questo?
Se lo credete, udirete e sentirete la sua presenza.
Lasciatelo diventare tanto intimo in voi quanto è intimo in
me;
questa sarà la gioia più grande che potrete
offrirmi.
Proverò ad aiutarvi a capire, ma solo Gesù in
prima persona può dirvi: “Ho sete!”.
Ascoltate il vostro nome.
E non una volta sola. Ogni giorno. Se ascolterete con il vostro cuore,
sentirete, capirete.
Perché Gesù dice:
“Ho sete”?
Quale è il senso di questo? È molto difficile da
esprimere con delle parole... Eppure, se doveste ritenere una sola cosa
di questa lettera, che sia questa:
Quando Gesù dice “Ho sete”, questa
parola è
molto più profonda che se vi avesse detto semplicemente
“Vi amo”. Finché non
saprete, e in modo molto intimo, che Gesù ha sete di voi,
vi sarà impossibile sapere ciò che egli vuole
essere per
voi; né ciò che egli vuole che siate per lui.
Il cuore e l’anima delle Missionarie della
Carità
consistono esclusivamente in questo:
la sete del cuore di
Gesù
nascosto nei poveri.
Ecco l’unica fonte di tutta la nostra
vita.
Questo vi dà, nello stesso momento lo scopo... e lo spirito
della nostra Congregazione. Placare la sete di Gesù vivente
fra
di noi è la nostra unica ragione di vita e il nostro unico obiettivo.
Possiamo anche noi dire
questo, che cioè questa è la nostra unica ragione
di vita? >>