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Giovedì dopo le Ceneri. Vedo la solitudine petrosa
già vista alla mia sinistra nella visione del
battesimo di Gesù al Giordano. Però devo
essere molto addentrata in essa, perché non vedo
affatto il bel fiume lento e azzurro, né la vena di
verde che lo costeggia alle sue due rive, come alimentata da
quell'arteria d'acqua. Qui solo solitudine, pietroni, terra talmente
arsa da esser ridotta a polvere giallastra, che ogni tanto il vento
solleva con piccoli vortici, che paion fiato di bocca febbrile tanto
sono asciutti e caldi. E tormentosi per la polvere che penetra con essi
nelle narici e nelle fauci. Molto rari, qualche piccolo cespuglio
spinoso, non si sa come resistente in quella desolazione.
Sembrano ciuffetti di superstiti capelli sulla testa di un
calvo. Sopra, un cielo spietatamente azzurro; sotto, il suolo arido;
intorno, massi e silenzio. Ecco quanto vedo come natura. Addossato ad
un enorme pietrone, che per la sua forma, fatta su per giù
così come mi sforzo a disegnarla, fa un embrione di
grotta, e seduto su un sasso trascinato nell'incavo, al punto
+, sta Gesù. Si ripara così dal sole cocente. E
l'interno ammonitore mi avverte che quel sasso, su cui ora
siede, è anche il suo inginocchiatoio e il suo
guanciale quando prende le brevi ore di riposo avvolto nel suo
mantello, al lume delle stelle e all'aria fredda della notte. Infatti
là presso è la sacca che gli ho visto
prendere prima di partire da Nazareth. Tutto il suo avere. E,
dal come si piega floscia, comprendo che è vuota
del poco cibo che vi aveva messo Maria. Gesù è
molto magro e pallido. Sta seduto con i gomiti appoggiati ai
ginocchi e gli avambracci sporti in avanti, con le mani unite ed
intrecciate nelle dita. Medita. Ogni tanto solleva lo sguardo
e lo gira attorno e guarda il sole alto, quasi a perpendicolo, nel
cielo azzurro. Ogni tanto, e specie dopo aver girato lo sguardo attorno
e averlo alzato verso la luce solare, chiude gli occhi e si appoggia al
masso, che gli fa da riparo, come preso da vertigine.
Vedo
apparire il brutto ceffo di Satana.
Non che si presenti nella forma che noi ce lo
raffiguriamo, con corna, coda, ecc. ecc. Pare un beduino avvolto nel
suo vestito e nel suo mantellone, che pare un domino da
maschera. Sul capo il turbante, le cui falde bianche scendono
a far riparo sulle spalle e lungo i lati del viso. Di modo che di
questo appare un breve triangolo molto bruno, dalle labbra
sottili e sinuose, dagli occhi nerissimi e incavati, pieni di
bagliori magnetici. Due pupille che ti leggono in fondo al cuore, ma
nelle quali non leggi nulla, o una sola parola: mistero. L'opposto
dell'occhio di Gesù, tanto magnetico e fascinatore
anche esso, che ti legge in cuore, ma nel quale leggi anche che nel suo
cuore è amore e bontà per te. L'occhio di
Gesù è una carezza sull'anima. Questo
è come un doppio pugnale che ti perfora e brucia.
Si avvicina a Gesù: « Sei solo? ».
Gesù lo guarda e non risponde. Come sei capitato qui? Ti sei
sperduto? ». Gesù lo guarda da capo e tace.
«Se avessi dell'acqua nella borraccia, te la darei. Ma ne
sono senza anche io. M'è morto il cavallo e mi dirigo a
piedi al guado. Là berrò e troverò chi
mi dà un pane. So la via. Vieni con me. Ti
guiderò ». Gesù non alza più
neppure gli occhi. «Non rispondi? Sai che, se resti qui,
muori? Già si leva il vento. Sarà bufera.
Vieni». Gesù stringe le mani in muta preghiera.
«Ah! sei proprio Tu, dunque? E' tanto che ti cerco! Ed ora
è tanto che ti osservo. Dal momento che sei stato
battezzato. Chiami l'Eterno? E' lontano. Ora sei sulla terra ed in
mezzo agli uomini. E negli uomini regno io. Pure mi fai
pietà e ti voglio soccorrere, perché sei buono e
sei venuto a sacrificarti per nulla. Gli uomini ti odieranno per la tua
bontà. Non capiscono che oro e cibo, e senso.
Sacrificio, dolore, ubbidienza, sono parole morte per loro
più di questa terra che ci è d'intorno. Essi sono
aridi più ancora di questa polvere. Solo il serpe
può nascondersi qui, attendendo di mordere, e lo sciacallo
di sbranare. Vieni via. Non merita soffrire per loro. Li
conosco più di Te».
Satana
si è seduto di fronte a Gesù
e lo fruga col suo sguardo tremendo, e sorride con
la sua bocca di serpe. Gesù tace sempre e
pregamentalmente. « Tu diffidi di me. Fai male. Io sono la
sapienza della terra. Ti posso esser maestro per insegnarti a
trionfare. Vedi: l'importante è trionfare. Poi,
quando ci si è imposti e si è
affascinato il mondo, allora lo si conduce anche dove si vuole
noi. Ma prima bisogna essere come piace a loro. Come loro. Sedurli
facendo loro credere che li ammiriamo e li seguiamo nel loro
pensiero. Sei giovane e bello. Comincia dalla donna. E' sempre da essa
che si deve incominciare. Io ho sbagliato inducendo la donna
alla disubbidienza. Dovevo consigliarla per altro modo. Ne avrei fatto
uno strumento migliore e avrei vinto Dio. Ho avuto fretta. Ma
Tu! Io t'insegno, perché c'è stato un giorno che
ho guardato a Te con giubilo angelico, e un resto di
quell'amore è rimasto, ma Tu ascoltami ed usa della
mia esperienza. Fàtti una compagna. Dove non riuscirai Tu,
essa riuscirà. Sei il nuovo Adamo: devi avere la tua Eva. E
poi, come puoi comprendere e guarire le malattie del senso se non sai
che cosa sono? Non sai che è lì il nocciolo da
cui nasce la pianta della cupidità e della
prepotenza? Perché l'uomo vuole regnare? Perché
vuole essere ricco, potente? Per possedere la donna. Questa
è come l'allodola. Ha bisogno del
luccichìo per essere attirata. L'oro e la potenza
sono le due facce dello specchio che attirano le donne e le cause del
male nel mondo. Guarda: dietro a mille delitti dai volti diversi ce ne
sono novecento almeno che hanno radice nella fame del possesso
della donna o nella volontà di una donna, arsa da un
desiderio che l'uomo non soddisfa ancora o non soddisfa
più. Vai dalla donna se vuoi sapere cosa è la
vita. E solo dopo saprai curare e guarire i morbi della
umanità.
E'
bella, sai, la donna!
Non c'è nulla di più bello nel
mondo. L'uomo ha il pensiero e la forza. Ma la donna! Il suo
pensiero è un profumo, il suo contatto è
carezza di fiori, la sua grazia è come vino che
scende, la sua debolezza è come matassa di seta o ricciolo
di bambino nelle mani dell'uomo, la sua carezza è
forza che si rovescia sulla nostra e la accende. Si annulla il
dolore, la fatica, il cruccio quando si posa presso una donna, ed essa
è fra le nostre braccia come un fascio di fiori. Ma che
stolto che sono! Tu hai fame e ti parlo della donna. La tua
vigoria è esausta. Per questo, questa fragranza della terra,
questo fiore del creato, questo frutto che dà e suscita
amore, ti pare senza valore. Ma guarda queste pietre. Come
sono tonde e levigate, dorate sotto al sole che scende. Non
sembrano pani? Tu, Figlio di Dio, non hai che dire: "Voglio ",
perché esse divengano pane fragrante come quello che ora le
massaie levano dal forno per la cena dei loro familiari. E queste
acacie così aride, se Tu vuoi, non possono empirsi di dolci
pomi, di datteri di miele? Satollati, o Figlio di Dio! Tu sei il
Padrone della terra. Essa si inchina per mettere ai tuoi piedi se
stessa e sfamare la tua fame. Lo vedi che impallidisci e vacilli solo a
sentir nominare il pane? Povero Gesù! Sei tanto debole da
non potere più neppure comandare al miracolo? Vuoi
che lo faccia io per Te? Non ti sono a paro. Ma qualcosa posso.
Starò privo per un anno della mia forza, la
radunerò tutta, ma ti voglio servire, perché Tu
sei buono ed io sempre mi ricordo che sei il mio Dio, anche se ora ho
demeritato di chiamarti tale. Aiutami con la tua preghiera
perché io possa...
«Taci.
Non di solo pane vive l'uomo,
ma di ogni parola che viene da Dio ». Il demonio ha un
sussulto di rabbia. Digrigna i denti e stringe i pugni. Ma si
contiene e volge il digrigno in sorriso. «Comprendo. Tu sei
sopra le necessità della terra e hai ribrezzo a
servirti di me. L'ho meritato. Ma vieni, allora, e vedi cosa
è nella Casa di Dio. Vedi come anche i sacerdoti non
ricusano di venire a transazioni fra lo spirito e la carne.
Perché infine sono uomini e non angeli. Compi un
miracolo spirituale. Io ti porto sul pinnacolo del Tempio e Tu
trasfigurati in bellezza lassù, e poi chiama le coorti di
angeli e di' che facciano delle loro ali intrecciate pedana al
tuo piede e ti calino così nel cortile principale. Che ti
vedano e si ricordino che Dio è. Ogni tanto è
necessario manifestarsi, perché l'uomo ha una memoria tanto
labile, specie in ciò che è spirituale. Sai come
gli angeli saranno beati di far riparo al tuo piede e scala a Te che
scendi! ».
Non
tentare il Signore Iddio tuo " è detto ».
«Comprendi che anche la tua apparizione non muterebbe le
cose, e il Tempio continuerebbe ad esser mercato e corruzione.
La tua divina sapienza lo sa che i cuori dei ministri del Tempio sono
un nido di vipere, che si sbranano e sbranano pur di predominare. Non
sono domati che dalla potenza umana. E allora, vieni. Adorami. Io ti
darò la terra. Alessandro, Ciro, Cesare, tutti i
più grandi dominatori passati o viventi saranno simili a
capi di meschine carovane rispetto a Te, che avrai tutti i regni della
terra sotto il tuo scettro. E, coi regni, tutte le ricchezze, tutte le
bellezze della terra, e donne, e cavalli, e armati e templi.
Potrai alzare dovunque il tuo Segno, quando sarai Re dei re e Signore
del mondo. Allora sarai ubbidito e venerato dal popolo e dal
sacerdozio. Tutte le caste ti onoreranno e ti serviranno,
perché sarai il Potente, l'Unico, il Signore. Adorami un
attimo solo! Levami questa sete che ho d'esser adorato! E' quella che
mi ha perduto. Ma è rimasta in me e mi brucia. Le vampe
dell'inferno sono fresca aria del mattino rispetto a questo ardore che
mi brucia l'interno. E' il mio inferno, questa sete. Un
attimo, un attimo solo, o Cristo, Tu che sei buono! Un attimo di gioia
all'eterno Tormentato! Fàmmi sentire cosa voglia dire essere
dio e mi avrai devoto, ubbidiente come servo per tutta la vita, per
tutte le tue imprese. Un attimo! Un solo attimo, e non ti
tormenterò più! ». E Satana si butta in
ginocchio, supplicando. Gesù si è alzato, invece.
Divenuto più magro in questi giorni di digiuno, sembra
ancora più alto. Il suo volto è
terribile di severità e potenza. I suoi occhi sono
due zaffiri che bruciano. La sua voce è un tuono,
che si ripercuote contro l'incavo del masso e si sparge sulla
sassaia e la piana desolata, quando dice: «Va' via,
Satan. E' scrito "Adorerai il Signore Iddio tuo e
servirai Lui solo "! ».
Satana, con un urlo di strazio dannato e di odio
indescrivibile, scatta in piedi, tremendo a vedersi nella sua
furente, fumante persona. E poi scompare con un nuovo urlo di
maledizione. Gesù si siede stanco, appoggiando
indietro il capo contro il masso. Pare esausto. Suda. Ma esseri
angelici vengono ad alitare con le loro ali nell'afa dello speco,
purificandola e rinfrescandola. Gesù apre gli occhi
e sorride. Io non lo vedo mangiare. Direi che Egli si nutre
dell'aroma del Paradiso e ne esce rinvigorito. Il sole scompare a
ponente. Egli prende la vuota bisaccia e, accompagnato dagli angeli,
che fanno una mite luce sospesi sul suo capo mentre la notte cala
rapidissima, si avvia verso est, meglio verso nord-est. Ha ripreso la
sua espressione abituale, il passo sicuro. Solo resta, a
ricordo del lungo digiuno, un aspetto più ascetico nel volto
magro e pallido e negli occhi, rapiti in una gioia non di questa terra.
- Come si
vincono le tentazioni -
Dice Gesù: «Ieri eri senza la tua forza, che
è la mia volontà, ed eri perciò un
essere semivivo. Ho fatto riposare le tue membra e ti ho fatto fare
l'unico digiuno che ti pesi: quello della mia parola. Povera Maria! Hai
fatto il mercoledì delle Ceneri. In tutto sentivi
il sapor della cenere, poiché eri senza il tuo Maestro. Non
mi facevo sentire. Ma c'ero. Questa mattina, poiché l'ansia
è reciproca, ti ho mormorato nel tuo dormiveglia:
"Agnus Dei qui tollis peccata mundi, dona nobis pacem ", e te l'ho
fatto ripetere molte volte, e tante te le ho ripetute. Hai
creduto che parlassi su questo. No. Prima c'era il punto che ti ho
mostrato e che ti commenterò. Poi questa sera ti
illustrerò quest'altro. Satana, lo hai visto, si presenta
sempre con veste benevola. Con aspetto comune. Se le anime
sono attente, e soprattutto in spirituali contatti con Dio,
avvertono quell'avviso che le rende guardinghe e pronte a combattere le
insidie demoniache. Ma se le anime sono disattente al divino,
separate da una carnalità che soverchia e assorda, non
aiutate dalla preghiera che congiunge a Dio e riversa la sua
forza come da un canale nel cuore dell'uomo, allora
difficilmente esse si avvedono del tranello nascosto sotto l'apparenza
innocua e vi cadono. Liberarsene è, poi, molto
difficile.
Le
due vie più comuni prese da Satana per giungere
alle anime
sono il senso e la gola. Comincia sempre dalla
materia. Smantellata e asservita questa, dà
l'attacco alla parte superiore. Prima il morale: il pensiero
con le sue superbie e cupidigie; poi lo spirito, levandogli
non solo l'amore - quello non esiste già più
quando l'uomo ha sostituito l'amore divino con altri amori umani - ma
anche il timore di Dio. E' allora che l'uomo si abbandona in anima e
corpo a Satana, pur di arrivare a godere ciò che
vuole, godere sempre più. Come Io mi sia comportato, lo hai
visto. Silenzio e orazione. Silenzio. Perché, se
Satana fa la sua opera di seduttore e ci viene intorno, lo si deve
subire senza stolte impazienze e vili paure. Ma reagire con la
sostenutezza alla sua presenza, e con la preghiera alla sua seduzione.
E' inutile discutere con Satana. Vincerebbe lui, perché
è forte nella sua dialettica. Non c'è che Dio che
lo vinca. E allora ricorrere a Dio, che parli per noi,
attraverso a noi. Mostrare a Satana quel Nome e quel Segno,
non tanto scritti su una carta o incisi su un legno, quanto scritti e
incisi nel cuore. Il mio Nome, il mio Segno. Ribattere a Satana,
unicamente quando insinua che egli è come Dio,
usando la parola di Dio. Egli non la sopporta. Poi, dopo la lotta,
viene la vittoria, e gli angeli servono e difendono il vincitore
dall'odio di Satana. Lo ristorano con le rugiade celesti, con la grazia
che riversano a piene mani nel cuore del figlio fedele, con la
benedizione che accarezza lo spirito. Occorre avere volontà
di vincere Satana e fede in Dio e nel suo aiuto. Fede nella potenza
della preghiera e nella bontà del Signore. Allora Satana non
può fare del male. Va' in pace. Questa sera ti
letificherò col resto ».