IL BATTITO DEL CUORE DI CRISTO
E IL SUO ABBRACCIO


Scrive Maria Valtorta - fonte esatta in calce
 
 

<< Ieri ero tanto giù e stavo  tanto male che non potevo aggiungere più nulla. Neppure i dolci conforti avuti nella notte fra il 9 e il 10 da Maria, prima e brevemente, poi da Gesù, lungamente. Io piangevo col capo sotto le coperte per non essere udita da Paola e Marta che dormivano con me. Pensavo che fra poche ore non avrei avuto più Paola... e piangevo, desolata. E pregavo. È venuta la Mamma a pregare con me e ad accarezzarmi. Ma è stata poco.
 
Ha ceduto il posto a Gesù il quale mi ha attirata, col suo braccio sinistro, contro il suo petto, così strettamente che avevo la guancia appoggiata sul suo cuore e sentivo il caldo della carne sua giungere alla mia guancia e udivo il battito regolare e molto robusto del suo cuore. Lo confrontavo col mio, povera carretta traballante e sfinita... Come era perfetto! E Gesù mi lasciava fare. Lasciava che il tepore della sua persona scaldasse il povero passerottino malato, gelato, piangente, e che la musica del suo cuore lo distraesse dal suo tormento. È bello, sa?, riposare così!
 
  • Ho visto una riga di luce trapelare dalla veste di lana bianco avorio in corrispondenza della ferita del costato e ho chiesto accennandola:
    “Perché questa ferita?”, e Gesù piano, fra i miei capelli:
 
“Per amore di Dio e degli uomini”.
E dopo qualche tempo, senza lasciarmi andare, con la sua destra mi sfiorò il costato dove avevo tanto dolore fra cuore e pleura, e sorridendo chiese: “Perché questa sofferenza?”,
 
ed io: “Per amore di Dio e degli uomini”.

E Gesù mi ha stretta più forte e mi ha tenuta finché mi sono calmata nel soffrire, quasi assopita sul suo petto, e poi mi ha messa giù come un papà amoroso ed è rimasto lì perché non piangessi più... Come lo guardavo! Come è bello! No, non c’è nessun quadro che gli somigli. Non ci può essere.
Questo, ieri notte. Questa notte, poi, dalle due in poi spasimavo per la pleurite e la febbre. Ho fatto così l’Ora, della Desolata. E mentre contemplavo la Mamma piangente sul Figlio steso sulla pietra dell’unzione,  e guardavo la Maddalena piangente in ginocchio ai piedi del  marmoreo letto funebre, Giovanni ritto e angosciato presso Maria che  guardava con occhi di bambino spaurito e piangente la sua novella Mamma desolata, le altre
donne ammucchiate presso l’apertura, i due imbalsamatori nel loro angolo, il mio interno ammonitore mi ha detto:

“Intorno al letto funebre di Gesù sono le rappresentanze di tutto il genere umano.
  • LaMaddalena è la rappresentanza dell’umanità peccatrice e pentita,
  • Giovanni quella dell’umanità pura e consacrata,
  • le pie donne quella dei credenti,
  • Nicodemo e Giuseppe rappresentano il mondo con le sue nebbie di scienza, di rispetto umano, di dubbio... Vedi? C’è tutto”.
È vero. Non avevo mai notato.
Non ho avuto altro. Gesù, data la gran febbre, mi lascia riposare. Ma non mi abbandona. Oh! è qui! Non è come in aprile che taceva e non si mostrava! Non posso dimenticare il tepore della sua carne, mi pare averne ancora calda la guancia e me la carezzo. E non posso dimenticare il forte toc, toc, toc del suo divino cuore. Il mio Gesù!...>>
 

 
 
 


 
 
Fonte:
 
"I quaderni del 1944"

[QUADERNO N° 35
Visione dell' 11 Novembre  1944]
 
* Dettati e visioni di Gesù e Maria Santissimi a Maria Valtorta
 
 
 




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In sottofondo una musica che ascolto quando mi comunico alla Santa Messa del mattino. Ringrazio di cuore il nostro parroco Don Fernando che impreziosisce con musiche idilliche i sacri momenti dei nostri incontri con Cristo.


 
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