BISOGNA PERDONARE AL DI LA' DELLA TOMBA?


-dalle rivelazioni tramite Maria Simma:
 pia donna visitata spessissimo dalle anime del purgatorio sin da tenera età-








<< Un contadino venne un giorno a vedermi per lamentarsi: "Sto costruendo una stalla. Ogni volta che il muro arriva ad una certa altezza cade dall'altra parte. Noi abbiamo esaminato la cosa; non ci sono difetti, deve esserci qualcosa di soprannaturale lì dentro. Che si può fare?" Gli domandai: "Hai forse un defunto che aveva qualcosa contro di te, o che era animato da sentimenti ostili nei tuoi riguardi?" Rispose: "Per questo, sì! Pensavo giustamente che non potesse essere che lui che, anche sotto terra, non mi lasciava tranquillo". "Chiede solamente - gli dico - che tu gli perdoni, null’altro". "Cosa? perdonargli? a lui che mi ha fatto tanti torti da vivo? perché possa andarsene in cielo? No, no! non ha che da espiare". Dovetti calmarlo: "Non se ne andrà subito in cielo; dovrà ben espiare questo torto, ma sop­porterà più facilmente la sua pena. Non ti lascerà più riposo finché tu non gli abbia per­donato dal fondo del cuore. Non voleva saperne. Gli domandai allora: "Perché dici dunque nel Padre Nostro: «perdo­na le nostre offese come noi perdoniamo a colo­ro che ci hano offeso?» Di fatto tu dici a Dio: «non mi perdonare, perché anch'io non perdo­no al mio prossimo». "Solo adesso capisco veramente", confessò. Potei ancora indurlo a raccogliere tutte le sue energie per dichiarare: "Sì, in nome di Dio, voglio perdonare, affinché Dio mi perdoni". >>




Incidente stradale a Vienna

Un ' anima mi fece questo racconto: "Non aven­do osservato le leggi della circolazione, sono rimasta uccisa sul colpo, a Vienna, mentre ero in motocicletta". Le chiesi: "Eri pronta per entrare nell 'eternità?" "Non ero pronta – soggiunse -. Ma Dio dà a chiunque non pecchi contro di Lui con insolen­za e presunzione due o tre minuti per potersi pentire. E solo chi rifiuta è dannato". L'anima proseguì con il suo commento interes­sante ed istruttivo: "Quando uno muore in un incidente, le persone dicono che era la sua ora. È falso: ciò si può dire soltanto quando una persona muore senza sua colpa. Ma secondo i disegni di Dio, io avrei potuto vivere ancora trent 'anni; allora sarebbe trascorso tutto il tempo della mia vita". Perciò l'uomo non ha il diritto di esporre la sua vita ad un pericolo di morte, salvo in caso di necessità.

 






Dal libro:

 MARIA SIMMA

"LE ANIME DEL PURGATORIO MI HANNO DETTO…"



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