NON PREOCCUPARSI PER IL DOMANI
-dalle rivelazioni di Gesù a M. Valtorta -
"(...)E poi la folla grida a Gesù: «Continua,
continua,
Maestro santo! Noi non ascoltiamo che Te, e Tu ascolta noi. Non quei
corvi maledetti! È gelosia la loro. Perché ti
amiamo
più di loro! Ma in Te è santità, in
loro
cattiveria. Parla, parla! Vedi che non ci punge più altro
desiderio che la tua parola. Case, commerci? Nulla per udire
Te!».
«Sì, parlo. Ma non ve la prendete. Pregate per
quegl'infelici. Perdonate come Io perdono. Perché se
perdonerete
agli uomini i loro falli, anche il vostro Padre dei Cieli vi
perdonerà i vostri peccati. Ma se avrete rancore e non
perdonerete agli uomini, nemmeno il Padre vostro vi
perdonerà le
vostre mancanze. E tutti hanno bisogno di perdono.
6Io vi dicevo che Dio vi darà ricompensa anche se voi non
gli
chiedete premio per il bene fatto. Ma voi non fate il bene per avere
ricompensa, per avere una mallevadoria per il domani. Non fate il bene
misurato e trattenuto dalla tema: "E poi, per me, ne avrò
ancora? E se non avrò più nulla chi mi
aiuterà?
Troverò chi mi fa ciò che ho fatto? E quando non
potrò più dare, sarò ancora amato?".
Guardate: Io ho amici potenti fra i ricchi e amici fra i miseri della
Terra. E in verità vi dico che non sono gli amici potenti i
più amati. Vado da quelli non per amore di Me e per mio
utile.
Ma perché da essi posso avere molto per chi non ha nulla. Io
sono povero. Non ho nulla. Vorrei avere tutti i tesori del mondo e
mutarli in pane per chi ha fame, in tetto per chi è senza
tetto,
in vesti per chi è ignudo, in medicine per chi è
malato.
Voi direte: "Tu puoi guarire". Sì. Questo ed altro posso. Ma
non
sempre è la fede negli altri, ed Io non posso fare
ciò
che farei e che vorrei fare se trovassi della fede nei cuori per Me. Io
vorrei, beneficare anche questi che non hanno fede. E posto che non
chiedono il miracolo al Figlio dell'uomo vorrei, da uomo ad uomo, dar
loro soccorso. Ma non ho nulla. Per questo Io tendo la mano a chi ha e
chiedo: "Fammi la carità, in nome di Dio".
Ecco perché Io ho amicizie in alto. Domani, quando Io non
sarò più sulla Terra, ancora vi saranno i poveri,
ed Io
non ci sarò né a compiere miracolo per chi ha
fede,
né a fare elemosina per portare alla fede. Ma allora i miei
amici ricchi avranno imparato, al mio contatto, come si fa a
beneficare, e i miei apostoli avranno, pure dal mio contatto, imparato
a elemosinare per amore dei fratelli. E i poveri avranno sempre un
soccorso.
Ebbene, ieri Io, da uno che non ha nulla, ho avuto più di
quanto
mi hanno dato tutti coloro che hanno. È un amico povero
quanto
Me. Ma mi ha dato una cosa che non si compera con nessuna moneta e che
mi ha fatto felice, riportandomi tante ore serene della mia
fanciullezza e giovinezza, quando ogni sera sul mio capo si imponevano
le mani del Giusto ed Io andavo al riposo con la sua benedizione per
custode del mio sonno. Ieri questo mio amico povero mi ha fatto re con
la sua benedizione. Vedete che ciò che lui mi ha dato
nessuno
dei miei amici ricchi me l'ha mai dato. Perciò non temete.
Anche
se non avrete più potenza di denaro, solo che abbiate amore
e
santità, potrete beneficare chi è povero, stanco
o
afflitto.
'E perciò vi dico: non siate troppo solleciti per tema di
avere
poco. Avrete sempre il necessario. Non siate troppo preoccupati
pensando al futuro. Nessuno sa quanto futuro ha ancora davanti. Non
siate in pensiero per quello che mangerete per sostenervi nella vita,
né di che vi vestirete per tenere caldo il vostro corpo. La
vita
del vostro spirito è ben più preziosa del ventre
e delle
membra, vale molto più del cibo e del vestito,
così come
la vita materiale è più del cibo e il corpo
più
della veste. E il Padre vostro lo sa. Sappiatelo dunque anche voi.
Guardate gli uccelli dell'aria: non seminano, non mietono, non
raccolgono in granai, eppure non muoiono di fame perché il
Padre
celeste li nutre. Voi uomini, creature predilette del Padre, valete
molto più di loro.
Chi di voi, con tutto il suo ingegno, può aggiungere alla
sua
statura un sol cubito? Se non riuscite ad alzare la vostra statura
neppure di un palmo, come potete pensare di mutare le vostre condizioni
future, aumentando le vostre ricchezze per garantirvi una lunga e
prospera vecchiaia? Potete dire alla morte: "Tu mi verrai a prendere
quando io vorrò"? Non potete. A che, allora, preoccuparvi
del
domani? E perché avere tanta pena per tema di rimanere senza
vesti? Guardate come crescono i gigli del campo: non faticano, non
filano, non vanno dai venditori di panni a fare acquisti. Eppure vi
assicuro che nemmeno Salomone con tutta la sua gloria fu mai vestito
come uno di loro. Ora se Dio riveste così l'erba del campo,
che
oggi è e domani serve a scaldare il forno o a pasturare il
gregge e finisce in cenere o in stereo, quanto più
provvedere
voi, figli suoi.
Non siate gente di poca fede. Non vi angosciate per un futuro incerto,
dicendo: "Quando sarò vecchio come mangerò? Che
berrò? Come mi vestirò?". Queste preoccupazioni
lasciatele ai gentili che non hanno l'alata certezza della
paternità divina. Voi l'avete e sapete che il Padre sa i
vostri
bisogni e che vi ama. Fidate dunque in Lui. Cercate prima le cose
veramente neces-sarie: la fede, la bontà, la
carità,
l'umiltà, la misericordia, la purezza, la giustizia, la
mansuetudine, le tre e le quattro virtù principali, e tutte,
tutte le altre ancora, di modo da essere amici di Dio e di avere
diritto al suo Regno. E vi assicuro che tutto il resto vi
sarà
dato per giunta senza che neppure lo chiediate. Non vi è
ricco
più ricco del santo, e sicuro più sicuro di esso.
Dio
è col santo. Il santo è con Dio. Per il suo corpo
non
chiede, e Dio lo provvede del necessario. Ma lavora per il suo spirito,
ed a questo Dio da Se stesso, qui, e il Paradiso oltre la vita.
Non mettetevi dunque in pena per ciò che non merita la
vostra
pena. Affliggetevi di essere imperfetti, non di essere scarsi di beni
terreni. Non crucciatevi per il domani. Il domani penserà a
se
stesso, e voi ad esso penserete quando lo vivrete. Perché
pensarvi da oggi? Non è già abbastanza piena dei
ricordi
penosi di ieri, e dei pensieri crucciosi di oggi, la vita, per sentire
bisogno di mettervi anche gli incubi dei "che sarà?" del
domani?
Lasciate ad ogni giorno il suo affanno! Ve ne saranno sempre
più
di quante ne vorremmo di pene nella vita, senza aggiungere pene
presenti a pene future! Dite sempre la grande"" parola di Dio: "Oggi".
Siete suoi figli, creati secondo la sua somiglianzà. Dite
dunque
con Lui: "Oggi".
E oggi Io vi do la mia benedizione. Vi accompagni fino all'inizio del
nuovo oggi, di domani, ossia di quando vi darò nuovamente la
pace in nome di Dio».
FONTE:
" L' Evangelo come mi
è stato rivelato " vol.3, cap 173.
-Dettati e visioni di
Gesù e Maria Santissimi a Maria Valtorta "
Edizioni CEV

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