NON AFFANNARSI PER NULLA
Dice
Gesù:
«Maria,
non imitare mai i
poveri uomini che si arrovellano per delle cose tutte terrene. Essi
si danneggiano a vicenda, si uccidono, si nuocciono in mille modi per
cose che non hanno importanza vera, ma che sono grandi solamente
davanti al loro piccolo pensiero terra terra.
C’è
tanto spazio nel mio
Regno! Infinite sono le dimore che là ho fatte per i miei
eletti!
Vivi,
vivi per lo spirito e lascia
cadere tutto quello che non è spirito. Sono scorie senza
importanza. Liberatene di tutte, anche della più piccina.
Sii
un’anima sciolta, libera, leggera, agile.
Imita
gli uccelli creati da Me. Ad
una rondine, per riposare un momento dal gran volo, basta una
pagliuzza sulla cresta dell’onda. Basta ad un usignolo, per
cantare, un ramoscello esilissimo, in alto di un albero. Se anche il
mare è sconvolto, la rondine non viene sommersa. Il lieve
filo
di paglia è sufficiente per sorreggerla fino al nuovo volo.
Se
anche il sole è poco nel fogliame, all’usignolo
basta quel
ramoscello per trovare il sole e cantare.
Anche
tu usa delle cose della
terra come l’usignolo a la rondine. Come appoggi
che aiutano, ma che non sono indispensabili al
volo e al canto e che
si lasciano senza rimpianto quando non servono più. Perché
è l’ala e la gola che dànno il volo e
il canto, e non
la pagliuzza o il ramoscello.
Anche
per le anime è così. Non
è
la terra che dà il Cielo, ma è il Cielo che
dà
la terra, e della terra ve ne dovete servire per prendere lo slancio
al Cielo, non per mettervi le radici malsane di un attaccamento
colpevole alle cose che non sono eterne. Solo Dio e le cose di Dio
sono eterne e meritano il vostro attaccamento. [...]
»

Dice
Gesù:
«Spogliatevi
non solo da ciò che costituisce peso di umanità
pura,
ma anche da quello che è affanno spirituale.
Ora ti spiego cosa è questo, perché tu non
interpreti
male la mia espressione.
Affanno
spirituale non è
quel tendere sano, con tutte le forze intellettive, a Dio. Affanno
spirituale è quell’ansia
che
prende
talvolta anche le anime più avanzate nella
santità e
che consiste nella paura di non fare a tempo a fare tutto quello,
spiritualmente parlando, che si vorrebbe fare, tutto quello che
sembra che Iddio voglia dall’anima, paura di staccarsi
dall’orazione nella tema di non potere gustare quel limpido
ruscello di dolcezza che Io vi invio, paura di non poterlo
più
ritrovare.
Queste
paure sono ancora un resto di umanità che si infiltra nella
spiritualità e le nuoce.
Bisogna seguire
la via
dello spirito con fermezza e con calma.
Nessuna ansia, nessuna paura. Sono Io che creo il tempo. Non ne
avrò
dunque quanto ne occorre per ogni anima che si affida a Me? Sono Io
che faccio fluire in voi l’onda della grazia; so quindi
regolare il
flusso della medesima e mandarvi le mie luci nei momenti più
propizi.
Se siete
disturbati
nell’orazione non è un motivo di angustia.
Basta
che non
siate voi, volontariamente, per motivi umani e personali, che ve ne
staccate. In questo caso è certo che la fonte si inaridisce
o
si svia su altre anime aperte all’orazione. Ma
se il vostro disturbo è causato da carità di
prossimo, non
inaridisce in voi la sorgente di luce e non la svia, ma anzi la
aumenta e la attira, perché chi ha la carità ha
Dio e
chi ha Dio ha le sue luci.
Perciò
tu non essere mai
affannata. Prega, ascolta, medita, soffri, lavora, riposa sempre con
calma, fidandoti di Me. Io sono un Ospite perfetto. So conversare e
so tacere a seconda che vedo colui che mi ospita in condizione di
potermi o non potermi ascoltare. Che diresti tu di un invitato che ti
si mettesse alle coste e non ti lasciasse pensare alle
necessità
della casa, specie in giorno di invito? Diresti che non conosce le
prime regole dell’educazione e le più comuni
necessità
di una padrona di casa. Ma Io sono, Gesù. Perciò
so
tutto.
Quando
il tuo prossimo ti toglie
all’orazione e al conversare con Me, non me ne ho a male e tu
non
ti devi innervosire. Sii paziente e caritatevole. Io sarò
paziente e silenzioso. Poi, a carità fatta, ti
parlerò più luminosamente di prima. Se invece ti
affanni o ti innervosisci, la luce si offusca come se una nube si
frapponesse fra il tuo Sole e la tua anima.
Fidati, fidati, fidati
del tuo
Gesù. Per quanto tu mi possa amare, non mi ami che in misura
infinitamente piccola rispetto a quanto ti amo Io. Dunque fidati. Il
mio Pane, che è non solo Eucaristia che nutre, ma anche
parola
che istruisce, non
ti mancherà mai se tu resti buona e fiduciosa.»