COME SAPERE SE AMIAMO DAVVERO DIO
" Il più sicuro contrassegno per sapere se uno ha l'amore di Dio, è il vedere se ha quello del prossimo. Questi due amori non vanno mai separati l'un dall'altro. E state pur certo, che quanto più vi vedrete approfittare in quello del prossimo, tanto più anche lo sarete in quello di Dio. Questa è la regola più sicura per vedere quanto uno ama Dio, vedere quanto ama il prossimo. Importa dunque molto, che miriamo con grande avvertenza, come camminiamo in questo santo amore del prossimo nostro: perché se questo è con perfezione, abbiam fatto il tutto. Perciò bisogna esaminarsi bene nelle piccole cose che occorrono senza far gran caso di certe idee grandiose, che così all'ingrosso vengono talvolta nell'orazione di voler fare e dire per lo prossimo, e non mai si mettono in opera. "
( S. Teresa)
La B. Angela di Foligno pregò il Signore a darle qualche segno per sapere se ella amava lui
veramente, e se era da lui amata ; ed egli rispose così: il più chiaro segno dell'amore scambievole tra me, ed i miei servi, è l'amare essi i loro prossimi. Riferisce Tertulliano de' primi Cristiani, che si amavano scambievolmente con dimostrazioni così espressive d'affetto, che gli stessi Gentili ne restavano sommamente ammirati, e diceano fra di loro: Osservate quanto questi Cristiani si amano vicendevolmente ; come si portano rispetto gli uni con gli altri: come sono attenti a rendersi ogni sorta di servizio sino ad esser pronti di subire la morte l'uno per l'altro !
Abbiamo da S. Girolamo, che S. Gio. Evangelista nell'ultima sua decrepitezza non potendo più intervenire alle sacre adunanze se non sostenuto tra le braccia de' suoi discepoli: né per la debolezza della voce diffondersi in lunghi ragionamenti, altro più non facea, che ripetere queste poche parole: Figliuoli miei, amatevi scambievolmente l'un l'altro. Del che tediati gli astanti lo interrogarono perché loro facesse sempre a stessa predica. Perché, rispose, questo è il precetto del Signore, e se questo osserverete, questo solo vi basta.
La B. M. di Chantal, perché le sue Religiose potessero accertarsi nelle occorrenze, se le loro operazioni procedessero dallo spirito di vera Carità, fece scrivere sul muro di quel corridojo,
per dove più frequentemente passavano, tutte le qualità, che sono date dall'Apostolo a questa
sublime virtù: La Carità è paziente, dolce, senza gelosia, senz'ambizione, senza interesse, senza
disgusto. Essa vede tutto, spera tutto, sopporta tutto. Quando poi alcuna talvolta dicendo la sua
colpa nel capitolo si accusava di qualche mancamento contra la Carità, la mandava a leggere queste sentenze, ch'essa chiamava lo specchio del Monastero. Ed ella stessa andava spesso a leggerlo alla presenza delle sue figlie, e di poi rivolgendosi col volto tutto infiammato, dicea: se io parlo col linguaggio degli Angeli, e non ho la Carità, io sono un niente: e se do il mio corpo a' tormenti ed al fuoco, e non ho la Carità, questo a nulla mi giova. >>
Dal libro:
"Diario Spirituale"
di Anonimo Napoletano
- Napoli, 1843 -
L'intero volume "Diario Spirituale"
nell'edizione del 1843, dalla tipografia Paci,
è integralmente scaricabile --> qui.