APPARIZIONE DEL  SALVATORE RISORTO
A MARIA MADDALENA


 - riportata da M.Valtorta -






<< (...)Ma ora [ la Maddalena ] non pensa altro che a scoprire dove può essere il Maestro. E lo chiama anche, come Egli potesse essere nasco­sto in qualche angolo buio. L'oscurità, in questa ora mattutina, è ancora forte nel pro­fondo del Sepolcro, a cui dà luce solo la piccola apertura della porta su cui ora fanno ombra Giovanni e la Maddalena... E Pie­tro stenta a vedere, e deve aiutarsi con le mani a vedere... Toc­ca, e trema, il tavolo dell'unzione e lo sente vuoto... «Non c'è, Giovanni! Non c'è!... Oh! vieni anche tu! Io ho tanto pianto che non ci vedo quasi in questa poca luce». Giovanni si alza in piedi ed entra. E, mentre lo fa, Pietro scopre il sudario posto in un angolo, ben piegato e con dentro la sindone arrotolata con cura. «Lo hanno proprio rapito. Le guardie erano non per noi, ma per fare questo... E noi l'abbiamo lasciato fare. Coll'andarcene lo abbiamo permesso!...». «Oh! dove lo avranno messo?». «Pietro! Pietro! Ora... è proprio finita!». I due discepoli escono annientati. «Andiamo, donna. Tu lo dirai alla Madre...». «Io non vengo via. Sto qui... Qualcuno verrà... Oh! io non vengo... Qui c'è ancora qualcosa di Lui. Aveva ragione la Ma­dre... Respirare l'aria dove Egli fu è l'unico sollievo che ci re­sta». «L'unico sollievo... Ora lo vedi tu pure che era fola spera­re...», dice Pietro.






 Maria neppure risponde. Si accascia al suolo, proprio pres­so la porta, e piange, mentre gli altri vanno via lentamente. Poi alza il capo e guarda dentro, e fra le lacrime vede due angeli seduti a capo e a piedi della pietra dell'unzione. É tanto intontita la povera Maria, nella sua più fiera battaglia fra la speranza che muore e la fede che non vuole morire, che li guar­da inebetita, senza neppure stupirsene. Non ha più altro che lacrime la forte che a tutto ha resistito da eroina.
 «Perché piangi, donna?», chiede uno dei due luminosi fan­ciulli, perché di adolescenti bellissimi hanno l'aspetto. «Perché hanno portato via il mio Signore e non so dove me lo hanno messo». Maria non ha paura a parlare con loro, non chiede: «Chi siete?». Nulla. Nulla più le fa stupore. Tutto quanto può stupi­re una creatura ella lo ha già subito. Ora non è che una cosa spezzata che piange senza vigore e ritegno. Il giovinetto angelico guarda il compagno e sorride. E l'al­tro pure. E in un balenare di letizia angelica ambedue guarda­no fuori, verso l'ortaglia tutta in fiore per i milioni di corolle che si sono aperte al primo sole sui meli fitti del pometo. Maria si volta per vedere chi guardano. E vede un Uomo, bellissimo, che non so come non possa riconoscere subito. Un Uomo che la guarda con pietà e le chiede: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». É vero che è un Gesù offuscato dalla sua pietà verso la creatura, che le troppe emozioni hanno sfinita e che potrebbe morire per improvvisa gioia, ma proprio mi chie­do come possa non riconoscerlo. E Maria fra i singhiozzi: «Mi hanno preso il Signore Gesù! Ero venuta per imbalsamarlo in attesa che sorgesse... Ho tenu­to raccolto tutto il mio coraggio e la mia speranza e la mia fede intorno al mio amore... e ora non lo trovo più... Anzi ho messo il mio amore intorno alla fede, alla speranza e al coraggio, per difendere questi dagli uomini... Ma è tutto inutile! Gli uomini hanno rubato il mio Amore e con esso tutto mi hanno levato... O mio signore, se sei tu che lo hai portato via, dimmi dove lo hai messo. Ed io lo prenderò... Non lo dirò a nessuno... Sarà un segreto fra me e te. Guarda: sono la figlia di Teofilo, la sorella di Lazzaro, ma ti sto in ginocchio davanti a supplicarti, come una schiava. Vuoi che ti compri il suo Corpo? Lo farò. Quanto vuoi? Sono ricca. Posso darti tant'oro e gemme per quanto esso pesa. Ma rendimelo. Non ti denuncerò. Vuoi percuotermi? Fal­lo. A sangue, se vuoi. Se hai un odio per Lui, fallo scontare a me. Ma rendimelo. Oh! non mi fare povera di questa miseria, o mio signore! Pietà di una povera donna!... Per me non vuoi? Per sua Madre, allora. Dimmi! Dimmi dove è il mio Signore Gesù. Sono forte. Lo prenderò fra le braccia e lo porterò come un bambino in salvo. Signore... signore... tu lo vedi... da tre giorni siamo percossi dall'ira di Dio per quello che fu fatto al Figlio di Dio... Non aggiungere Profanazione a Delitto...». «Maria!». Gesù sfavilla nel chiamarla. Si svela nel suo ful­gore trionfante. «Rabboni!». Il grido di Maria è veramente "il grande gri­do" che chiude il ciclo della morte. Col primo le tenebre dell'odio fasciarono la Vittima di bende funebri, col secondo le luci dell'amore aumentarono il suo splendore. E Maria si alza nel grido che empie l'ortaglia, corre ai piedi di Gesù, li vorreb­be baciare. Gesù la scosta toccandola appena col sommo delle dita presso la fronte: «Non mi toccare! Non sono ancora salito al Padre mio con questa veste. Va' dai miei fratelli e amici, e di' loro che Io salgo al Padre mio e vostro, al Dio mio e vostro. E poi verrò da loro».









E Gesù scompare, assorbito da una luce in­sostenibile. Maria bacia il suolo dove Egli era e corre verso casa. Entra come un razzo, perché il portone è socchiuso per dare passag­gio al padrone che esce per andare alla fonte; apre la porta del­la stanza di Maria e le si abbandona sul cuore gridando: «E ri­sorto! É risorto!», e piange beata. E mentre accorrono Pietro e Giovanni, e dal Cenacolo avan­zano le spaurite Salome e Susanna e ascoltano il suo racconto, ecco entrare anche, dalla via, Maria d'Alfeo con Marta e Gio­vanna, che a fiato mozzo dicono di «essere anche loro state là e di avere visto due angeli che si dicevano il Custode dell'Uomo Dio e l'angelo del suo Dolore, e che hanno dato loro l'ordine di dire ai discepoli che Egli era risorto». E poiché Pietro scrolla il capo, insistono dicendo: «Sì. Hanno detto: "Perché cercate il Vivente fra i morti? Egli non è qui. É risorto, come disse quan­do ancora era in Galilea. Non ricordate? Disse: 'Il Figlio del­l'uomo deve essere dato nelle mani dei peccatori ed essere cro­cifisso. Ma il terzo giorno risusciterà' Pietro scrolla il capo dicendo: «Troppe cose in questi giorni! Ne siete rimaste turbate». La Maddalena alza il capo dal petto di Maria e dice:










 «L'ho visto! Gli ho parlato. Mi ha detto che sale al Padre e poi viene. Come era bello!», e piange come non ha mai pianto, ora che non ha più da torturare se stessa per fare forza contro il dub­bio sorgente da ogni lato. Ma Pietro, e anche Giovanni, restano molto dubbiosi. Si guardano, ma il loro occhio dice: «Immaginazione di donne!». Anche Susanna e Salome osano allora parlare. Ma la stessa inevitabile diversità nei particolari delle guardie che prima ci sono come morte e poi non ci sono, degli angeli che ora sono uno e ora due e che agli apostoli non si sono mostrati, delle due versioni sul venire qui di Gesù o sul precedere i suoi in Galilea, fa sì che il dubbio e, anzi, la persuasione degli apostoli cresca sempre più. Maria, la Madre beata, tace sorreggendo la Maddalena...  Non comprendo il mistero di questo silenzio materno. Maria d'Alfeo dice a Salome: «Torniamo là noi due. Vedia­mo se siamo tutte ebbre...». E corrono fuori. Le altre restano, pacatamente derise dai due apostoli, pres­so Maria che tace, assorta in un pensiero che tutti interpretano a modo loro, e nessuno comprende ché è estasi. Tornano le due attempate donne: «E’ vero! É vero! Noi lo abbiamo visto. Ci ha detto, presso l'orto di Barnaba: "La pace a voi. Non temete. Andate a dire ai miei fratelli che sono risor­to e che vadano fra qualche giorno in Galilea. Là staremo an­cora insieme". Così ha detto. Maria ha ragione. Bisogna dirlo a quelli di Betania, a Giuseppe, a Nicodemo, ai discepoli più fi­di, ai pastori, andare, fare, fare... Oh! è risorto!...», piangono tutte beate. «Folli siete, donne. Il dolore vi ha turbate. La luce vi è par­sa angelo. Il vento voce. Il sole il Cristo. Io non vi critico. Vi capisco, ma non posso che credere che a ciò che io ho visto: il Sepolcro aperto e vuoto, e le guardie fuggite col Cadavere involato». «Ma se lo dicono le guardie stesse che è risorto! Se la città è in subbuglio e i principi dei Sacerdoti sono folli d'ira, perché le guardie hanno parlato fuggendo esterrefatte! Ora vogliono che dicano diverso e le pagano perciò. Ma già si sa. E se i giu­dei non credono alla Risurrezione, non vogliono credere, molti altri credono...». «Uhm! Le donne!...». Pietro alza le spalle e fa per andarse­ne. Allora la Madre, che ha sempre sul cuore la Maddalena che piange come un salice sotto un'acquata per la sua troppo gran­de gioia e che la bacia sui capelli biondi, alza il viso trasfigu­rato e dice una breve frase: «E’ realmente risorto. Io l'ho avuto fra le braccia e ne ho baciato le Piaghe». E poi si curva sui ca­pelli dell'appassionata e dice: «Sì, la gioia è ancora più forte del dolore. Ma non è che una briciola di rena di quello che sarà il tuo oceano di gioia eterna. Te beata che sopra la ragione hai fatto parlare lo spirito». Pietro non osa più negare... e con uno di quei trapassi del Pietro antico, che ora ritorna ad affiorare, dice, e urla, come se dagli altri e non da lui dipendesse il ritardo: «Ma allora, se è così, bisogna farlo sapere agli altri. A quelli dispersi per le campagne... cercare... fare... Su, muovetevi. Se dovesse pro­prio venire... che ci trovi almeno», e non si accorge che ancora confessa di non credere ciecamente alla sua Risurrezione.>>











Fonte:

"L’EVANGELO COME MI E’ STATO RIVELATO"
*Dettati e visioni di Gesù e Maria Santissimi a Maria Valtorta*
 VOLUME DECIMO;
 EDIZIONI CEV














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